Alla Galleria d'arte di Monfalcone 50 grandi quadri di Timmel e Bolaffio

Alla Galleria d'arte di Monfalcone 50 grandi quadri di Timmel e Bolaffio

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Alla Galleria d'arte di Monfalcone 50 grandi quadri di Timmel e Bolaffio

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Mar 2023
Copertina per Alla Galleria d'arte di Monfalcone 50 grandi quadri di Timmel e Bolaffio

Oggi il taglio del nastro. Bolaffio fu incarcerato per aver offeso in pubblico Mussolini, poi dichiarato 'deficiente di mente'.

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È stata presentata questa mattina alla Galleria comunale d'arte contemporanea di Monfalcone la mostra "Il fiore della desolazione fantastica" dedicata agli artisti giuliani Vito Timmel e Vittorio Bolaffio: triestino il primo, goriziano il secondo. L’esposizione pone in luce il diverso approccio artistico dei due pittori moderni. Se il fiore della desolazione è germogliato in Bolaffio sul terreno del realismo proletario, in quell’impegno sociale che lo ha portato a cantare gli ozi e gli affanni dei lavoratori agresti e portuali, in Timmel ha assunto invece dei connotati fantastici.

Lo ha fatto colorandosi a volte di fughe nell’ombra in cui sono affiorati i dolenti fantasmi interiori. Al tavolo della presentazione c'erano l'assessore alla cultura Luca Fasan, il conservatore del Palazzo Ducale di Venezia e curatore della mostra Daniele D'Anza e il presidente del Consorzio culturale del Monfalconese Davide Iannis. "Anche questa iniziativa si inserisce a pieno titolo nel Sistema cultura monfalconese - sono le parole dell'assessore Fasan - e per fare tutto questo sono state fondamentali le risorse umane e le professionalità impiegate che sono state messe al centro di questo grande lavoro".

Fondamentali sono stati anche le risorse economiche impiegate e il coinvolgimento dei privati". E ancora Fasan: "Con le nostre proposte, abbiamo cercato di essere il più aderenti possibili all'evento GO! 2025 per valorizzare il territorio e le realtà locali. Questa è una mostra che nasce dall'amore per il nostro territorio e per le eccellenze che lo hanno caratterizzato". Sono 50 le opere presenti all'esposizione visitibale da domani, sabato 18 marzo, fino al 25 giugno. A parlare di condivisione delle progettualità - aspetto richiamato dall'assessore alla cultura - è stato anche Pierluigi Genovesi della Fondazione Musei Civici di Venezia.

"Oggi proponiamo una mostra che valorizza il territorio - spiega D'Anza - accostando due pittori apparentemente diversi ma che hanno vari punti di contatto tra loro. Si potranno apprezzare dipinti inediti di entrambi gli artisti". Andiamo a conoscerli meglio. In virtù della sua formazione viennese, Timmel guardò con ammirazione al mondo ideato da Klimt, mentre Bolaffio, rinfrancato dalle esperienze vissute a Parigi, dove ebbe modo di rinsaldare l’amicizia con Modigliani, si accostò agli stilemi fauves diffusi da Matisse, Dufy e altri".

"Bolaffio prese parte con costanza ad alcune importanti esposizioni giuliane, vincendo la sua proverbiale ritrosia e attirando l’attenzione della critica più avveduta. Timmel invece si guadagnò prestigiose commissioni, tra cui i lavori “convenienti all’abbellimento della città”, in occasione della visita di sua Maestà il Re d’Italia. Non solo, fu lui ad organizzare la mostra collettiva della Permanente Triestina nel 1922, al cui interno Bolaffio espose l’importante quadrittico "Fine di una giornata".

Furono il disturbo mentale e l'esperienza dell'abbandono a caratterizzante le biografie di entrambi i pittori. Ritenuto da alcuni suoi contemporanei uno squilibrato, Bolaffio venne messo in prigione per aver offeso in pubblico Benito Mussolini e poi scarcerato perché dichiarato “deficiente di mente". Timmel invece, concluse la propria esistenza nel 1949, ricoverato all’ospedale psichiatrico di Trieste, ritenuto incapace di intendere e di volere. "Questa mostra è pensata per affascinare il visitatore - afferma ancora D'Anza - al quale saranno forniti tanti stimoli".

"Molto importante è anche la sezione finale dell'esposizione, quella con le opere di Bolaffio, che si è lasciato ispirare dalla vita dei lavoratori portuali, dal loro lavoro, dai momenti d'ozio e di socialità". A parlare poi di restituzione della memoria territoriale, è stato Davide Iannis, presidente del Ccm. "Stiamo ridando anima e cuore al territorio e alla cultura" così Iannis.

"Il fiore della desolazione fantastica" è stata promossa dal Comune di Monfalcone in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e con il supporto di diverse importanti realtà del territorio, quali Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse, Io sono Friuli Venezia Giulia e GO! 2025.

Foto in copertina Katia Bonaventura, in gallery Daniele Tibaldi

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