Finisce l'Era Pahor, Slovenia domani al voto per il nuovo presidente

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Finisce l'Era Pahor, Slovenia domani al voto per il nuovo presidente

Di Daniele Tibaldi • Pubblicato il 22 Ott 2022
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86mila elettori nella Goriška, Anže Logar in vantaggio ma è sfida con Nataša Pirc Musar.

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Dalla scorsa mezzanotte, è scattato il silenzio elettorale in Slovenia, i cui cittadini saranno chiamati domani - domenica 23 ottobre - alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali. Dopo due mandati, il 58enne “goriziano” Borut Pahor dovrà cedere il passo come Capo dello Stato, ma con ogni probabilità sapremo chi sarà il suo successore solo la sera di domenica 13 novembre, dopo lo spoglio dei voti del ballottaggio.

In realtà, le operazioni di voto sono già iniziate martedì. Sono 68mila, infatti, gli sloveni all’estero o in un comune diverso da quello di residenza che hanno potuto già spedire la propria preferenza per posta; circa il 4% sul totale degli aventi diritto, in netto aumento rispetto all’1,65% registrato nel 2017. Tutti gli altri – poco meno di un milione e 700mila – dovranno invece recarsi domani alle proprie sezioni elettorali tra le 7 di mattina e le 7 di sera.

Dopodiché saranno pubblicati i primi exit poll e, probabilmente, già in serata sarà possibile conoscere i nomi degli sfidanti al secondo turno. Saranno circa 86mila gli elettori che potranno votare nel Goriziano sloveno (Goriška), diviso tra i collegi Nova Gorica 1, Nova Gorica 2, Tolmino (Tolmin) e Aidussina (Ajdovščina). I sondaggi, fino a ieri sera, davano in netto vantaggio il candidato del Partito democratico sloveno (SDS) Anže Logar, economista ed ex ministro degli Affari esteri del governo Janša, attribuendogli una forbice di consensi dal 32 al 25%.

Subito dietro, la favorita per il secondo posto è la candidata indipendente Nataša Pirc Musar, avvocata e volto noto per la conduzione di notiziari sia sulla tv pubblica (Dnevnik TV) che su quella privata (24UR) e data tra il 21 e il 24%. In lieve crescita, nelle rilevazioni effettuate finora, il candidato sostenuto dai socialdemocratici (SD), l’eurodeputato Milan Bglez, che raccoglierebbe un apprezzamento intorno al 22%.

Il presidente uscente, che intanto ha già votato a Lubiana nei giorni scorsi, non ha espresso una precisa preferenza tra i candidati in corsa, invitando comunque i cittadini a recarsi alle urne. Infatti, nonostante il ruolo del presidente, in Slovenia, sia piuttosto limitato, Pahor ritiene che la sua figura possa contribuire in maniera significativa all’unità del Paese, oltre a contribuire a rendere la società più tollerante. Proprio facendo riferimento alla guerra tra Russia e Ucraina, il Capo di Stato rileva che “nei giorni che abbiamo davanti sarà più importante che mai una comunità solida e unita".

In queste settimane non gli sono mancate le critiche, soprattutto da parte dei candidati alla carica presidenziale, per non essere intervenuto direttamente sui temi che più hanno contraddistinto la campagna elettorale. In risposta, Pahor ha ribadito quanto disse già in occasione della sua prima corsa alle presidenziali, dieci anni fa, e in quella successiva: “Ho detto che voglio essere il presidente di tutti e che voglio agire come fattore unificante in tutta l’area”, rivendicando con orgoglio il Processo Brdo-Brioni – il summit annuale che si svolge dal 2013 su sua iniziativa tra i Paesi dei Balcani occidentali.

Nella foto: il palazzo del presidente della repubblica a Lubiana e Borut Pahor (Daniele Tibaldi)

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