IL RICONOSCIMENTO
Ferruccio Tassin premiato a Castrovillari per il saggio sulla scuola e il razzismo nel fascismo
Assegnato allo studioso friulano il Premio Internazionale Città e Cultura per l’opera bilingue Un anno di scuola. Un riconoscimento alla ricerca sulla memoria storica di frontiera e ai temi dell’educazione nell’Italia del Ventennio.
La dottoressa Angela Micieli, presidente del Premio Internazionale “Città e Cultura” di Castrovillari (Cosenza), giunto alla decima edizione, ha annunciato l’assegnazione del riconoscimento a Ferruccio Tassin per la sezione dedicata ai saggi editi nell’ambito dell’archeologia didattica e della memoria storica di frontiera.
Il premio è stato attribuito all’opera “Un anno di scuola – a scuola di razzismo nella Gorizia in camicia nera”, pubblicata dalla Fondazione Dorče Sardoč e dal Centro Gasparini di Gradisca, con prefazione di Dario Mattiussi e traduzione in sloveno a cura di Aldo Rupel. Il volume, bilingue italiano-sloveno, ricostruisce attraverso la lente di un diario scolastico di una bambina goriziana alcuni aspetti dell’educazione e della propaganda razzista nel periodo fascista, inserendosi nel più ampio lavoro di ricerca sulla storia sociale e culturale dell’area di confine.
Nato a Visco nel 1944, Ferruccio Tassin si è formato tra Gorizia e Bologna, dove si è laureato in Magistero all’Università di Bologna con una tesi sulla storia della cultura friulana, seguita dalla medievista Gina Fasoli con la correlazione di Paolo Prodi. Nel capoluogo emiliano ha vissuto per quattro anni al College Internazionale “Villa San Giacomo”, fondato dal cardinale Giacomo Lercaro, maturando anche un’intensa esperienza musicale e corale, che lo ha accompagnato per oltre quarant’anni di attività.
Ex docente di lettere per oltre trent’anni nella scuola secondaria, Tassin ha ricoperto numerosi incarichi nel campo della cultura e della ricerca storica: è socio fondatore e vicepresidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, membro di diverse deputazioni e istituti storici regionali e già direttore dell’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia. Giornalista pubblicista dal 1982, ha collaborato con testate e riviste del Friuli Venezia Giulia, oltre che con istituzioni culturali austriache e slovene.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a commissioni, comitati scientifici e organismi culturali regionali e transfrontalieri, occupandosi in particolare di storia sociale e religiosa, con una costante attenzione ai temi del confine e delle identità culturali. Ha inoltre ideato e promosso iniziative come il “Museo del Confine di Visco” e i “Concerti sul Confine”, contribuendo alla valorizzazione della memoria storica del territorio.
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano il premio “Merit furlan” nel 2008 e il premio “Epifania” nel 2023. Con l’assegnazione del Premio Internazionale “Città e Cultura”, la giuria ha voluto valorizzare il suo contributo alla ricerca storica e alla divulgazione dei temi legati alla memoria dell’educazione e delle culture di frontiera.
Il volume premiato si inserisce nel più ampio filone di studi che Tassin ha dedicato alla storia del Novecento nell’area isontina e friulana, con particolare attenzione alle dinamiche di formazione, alle politiche culturali e ai processi identitari sviluppatisi nel corso del Ventennio e nel secondo dopoguerra.
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