Al Fabretto una pista inclusiva: sarà un modello unico in Italia

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Sport e accessibilità

Al Fabretto una pista inclusiva: sarà un modello unico in Italia

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 08 Giu 2026
Copertina per Al Fabretto una pista inclusiva: sarà un modello unico in Italia

Investimento da 910mila euro per trasformare l’impianto di via Campagnuzza con percorsi per non vedenti, tecnologia LETIsmart e nuove aree riabilitative.

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Un’area sportiva storica che guarda al futuro, dove tecnologia, inclusività e sostenibilità ambientale si incontrano. È questo l’obiettivo del progetto che interesserà il campo di atletica Fabretto di Gorizia, destinato a trasformarsi in un polo d’eccellenza per l’accessibilità sportiva grazie a una nuova pista e a una serie di aree attrezzate pensate per garantire la massima autonomia alle persone con disabilità.

L’intervento punta a superare non soltanto le barriere architettoniche tradizionali, ma anche quelle sensoriali e cognitive, introducendo un concetto di accessibilità totale. Il cuore del progetto sarà la realizzazione di una pista dedicata in particolare agli atleti con disabilità visiva, ricavata nell’area verde compresa tra l’attuale anello di atletica e la recinzione dell’impianto. Il percorso consentirà agli utenti di muoversi in autonomia e in sicurezza, offrendo uno spazio progettato per favorire l’attività sportiva senza la necessità di un accompagnatore.

Secondo il progettista Roberto Bove della società SET di Pordenone, il Fabretto diventerà il primo spazio pubblico del Friuli Venezia Giulia capace di offrire prestazioni di alto livello ad atleti con e senza disabilità. L’integrazione tra trasporto pubblico, sistema LETIsmart e pista polifunzionale rappresenterà infatti un modello innovativo a livello nazionale.

L’elemento tecnologico centrale sarà proprio il sistema di radiofari LETIsmart, certificato dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Attraverso segnalatori acustici collegati ai dispositivi personali degli utenti, le persone non vedenti potranno orientarsi lungo i 550 metri del percorso in completa autonomia. La pista sarà inoltre caratterizzata da una suddivisione cromatica ad alto contrasto per facilitare l’utilizzo da parte degli ipovedenti e da una barra a led continua a filo pavimento, utile anche nelle ore serali o in condizioni di scarsa illuminazione. Le differenze di colore e di materiali avranno anche una funzione di sicurezza, contribuendo a separare i diversi flussi di utilizzo.

L’obiettivo dichiarato è garantire un’autonomia “porta a porta”. Grazie al collegamento tra il sistema di trasporto pubblico e la rete di sensori installata nell’impianto, l’atleta non vedente potrà raggiungere il Fabretto e utilizzare tutte le strutture senza assistenza.

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di due ampie aree funzionali. La prima sarà il Polo della riabilitazione, esteso su circa 150 metri quadrati e protetto da barriere fonoassorbenti. La seconda sarà dedicata al fitness e alla calistenica, con una superficie di circa 300 metri quadrati e pavimentazioni antitrauma ad alto spessore. In entrambe le aree saranno installati pannelli informativi in Braille e sistemi vocali che permetteranno agli utenti di conoscere modalità di utilizzo e caratteristiche delle attrezzature.

Grande attenzione è stata riservata anche agli aspetti ambientali. Il progetto segue i principi del “Design for All” e tutela il patrimonio arboreo esistente. La nuova pista sarà infatti realizzata con una struttura che non interferirà con le radici degli alberi e con materiali completamente drenanti. Oltre al percorso principale in gomma colata saranno disponibili una variante in ghiaia stabilizzata, destinata soprattutto al riscaldamento atletico, e una pista finlandese in corteccia di legno, pensata per il recupero post infortunio grazie al ridotto impatto sulle articolazioni. La larghezza di tre metri su doppia corsia e l’assenza di dislivelli rispetto al terreno circostante contribuiranno a garantire sicurezza e fruibilità per tutti gli utenti.

L’investimento complessivo ammonta a 910mila euro. Di questi, 700mila arrivano da un contributo della Regione attraverso la Direzione centrale cultura e sport, mentre i restanti 210mila provengono dall’avanzo di amministrazione del Comune di Gorizia. I progettisti hanno evidenziato come i materiali scelti garantiscano elevata durabilità e costi di manutenzione contenuti, mentre il sistema elettronico sarà caratterizzato da bassi consumi energetici.

Il progetto si trova attualmente nella fase di fattibilità e dovrà essere seguito dalla progettazione esecutiva. Successivamente si procederà con l’iter autorizzativo e con l’appalto dei lavori. La realizzazione potrà essere accelerata grazie all’impiego di materiali e tecniche costruttive che non richiedono scavi particolarmente invasivi.

«Speriamo che altri possano prendere esempio da questa iniziativa – ha dichiarato il sindaco Rodolfo Ziberna –. L’eliminazione delle barriere architettoniche è fondamentale per tutti i cittadini e non soltanto per le persone con disabilità».

L’assessore ai Lavori pubblici Sarah Filisetti ha sottolineato come l’intervento sia il risultato di un percorso condiviso con la cittadinanza, mentre l’assessore allo Sport Giulio Daidone ha parlato di «un motivo di orgoglio per l’amministrazione», annunciando anche il prossimo rilancio dell’area dell’ex Pacassi con nuovi spazi dedicati al baskin.

Il responsabile unico del procedimento Massimiliano Vittori ha evidenziato che l’obiettivo è consentire alle persone non vedenti di allenarsi e correre in piena libertà, rispettando i propri tempi e le proprie esigenze. «Ci confronteremo con chi utilizzerà la pista – ha spiegato – senza l’ansia di concludere rapidamente i lavori, ma con la volontà di realizzare un’opera realmente utile».

Per l’architetto Roberto Bove, infine, autonomia e sicurezza rappresentano gli elementi fondamentali del progetto. La nuova pista è stata infatti studiata con caratteristiche non convenzionali e con curve progettate per favorire l’utilizzo da parte di ciechi e ipovedenti, mantenendo sempre elevati standard di sicurezza e accessibilità.

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