DOPO LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
Ex Centro Islamico Darus Salaam, le chiavi passano al Comune di Monfalcone. Cisint: «Consegna ufficiale alla città»
Via libera al trasferimento dell’immobile di via Duca d’Aosta. La destinazione d’uso è quella direzionale. Fasan, «giornata storica».
Sono le 16 in punto di venerdì 18 settembre, quando l’europarlamentare Anna Maria Cisint e il sindaco Luca Fasan – accompagnati dai tecnici comunali – varcano la soglia del portoncino di ingresso al civico 28 di via Duca d’Aosta a Monfalcone. Il Comune entra formalmente in possesso dell’ex Centro Islamico Darus Salaam, uno spazio di circa 90 metri quadrati. Stamattina, il vicepresidente del Centro, Khondaker Amrul Amin ha consegnato le chiavi dell’immobile al dirigente comunale competente, l’architetto Marco Marmotti. Si è trattato di un incontro durato poco più di un’ora – dalle 10 alle 11.10 – durante il quale sono state analizzate le condizioni generali della proprietà e quelle degli impianti esistenti. Non sono stati rilevati danni anche se viene riferito che la «manutenzione non è eccellente». Funzionanti le due pompe di calore.
L’immobile è dotato anche di condizionatori. Certificati alcuni problemi di umidità e alcune infiltrazioni. La destinazione d’uso è quella direzionale. Cosa succederà ora? È ancora presto per dirlo. Basterà una delibera di Giunta a dare l’indirizzo sul futuro di quanto acquisito. Sede di associazioni? Un auditorium? O spazi di coworking gestiti dal pubblico? Tutto è allo studio dell'amministrazione comunale. «È una giornata storica – afferma il sindaco Luca Fasan – è stata condotta una battaglia a difesa di diritti e principi non negoziabili. L’integrazione parte dal rispetto delle regole, non esiste altro modo per metterla in pratica. Oggi viviamo l’epilogo di questa vicenda e lo stabile entra nelle disponibilità della collettività». Oltre a Marmotti, presenti all’incontro anche il segretario comunale Luca Stabile, l’assessore Giuliana Garimberti, l’ingegner Enrico Englaro e il Comandante della Polizia Locale, Rudi Bagatto.
A commentare il passaggio post sentenza della Plenaria del Consiglio di Stato, anche Cisint che parla con soddisfazione di «consegna ufficiale alla città». Nei prossimi giorni i locali dovranno essere interessati da lavori di vario genere per poi passare a operazioni di pulizia e sanificazione. «Andrà in funzione solo quando tutto sarà completato» continua l’europarlamentare che ricorda ancora una volta la «marcia islamica» del 2023, le minacce di morte subite e l’affidamento della scorta alla sua persona. Esprime inoltre la gratitudine all’avvocato Teresa Billiani e alla Maggioranza consiliare che ha supportato il suo impegno amministrativo.
«L’abuso edilizio è stato confermato dalle sentenze e dalle ordinanze – aggiunge – dalla vicenda se ne ricava la comunicazione di un messaggio di parità. Spero che nessuno, davanti a quanto espresso dalla Legge, ci dica ancora che a queste persone viene impedito di pregare. La preghiera non è di competenza pubblica». Cisint si rivolge poi alla Minoranza consiliare: «Davanti a un fatto di importanza nazionale, difendano le Istituzioni». Rimanda al mittente anche le polemiche sulle spese legali sostenute per far fronte al contenzioso perché «prevale la difesa della legge» e «l’opposizione non poteva pensare che non avessimo intenzione di difenderci».
Dunque, il bene comunale diventa segno del «non aver paura» e di «restituzione del valore dell’interesse generale». E ancora Cisint: «Dirigenti e amministrazione si sono spesi per produrre atti giusti. Ai tecnici comunali, la minoranza dovrebbe riconoscere i loro meriti e le loro competenze. Evitino polemiche ridicole». Infine, l’europarlamentare leghista non tralascia di consigliare alle comunità islamiche «di scegliere un unico referente che si prenda cura di firmare l’intesa con lo Stato Italiano respingendo il ripudio e la sottomissione della donna, la sharia e quanto è incompatibile con il nostro ordinamento». Niente nuove zone S all’orizzonte. Pare che il Piano Regolatore Comunale sia intoccabile.
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