l'appello
Emergenza siccità, recupero dei pesci nell'Isonzo non sarà sufficiente
Spostati 50mila pesci in tutta la regione, la Regione chiede l'aiuto del ministero della Transizione ecologica.
A seguito della sempre più esigua portata del fiume Isonzo, la Regione ha messo in atto lunghe operazioni di salvataggio della fauna ittica potendo contare anche sulla collaborazione della Protezione civile, del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia e di innumerevoli pescatori volontari. Lo ha fatto attraverso l'Ente tutela patrimonio ittico ma l'intervento, conclusosi ieri, molto probabilmente non sarà sufficiente per mettere in salvo tutti i pesci presenti in questo fiume, corso d'acqua che sta soffrendo più di tutti gli altri gli effetti della prolungata siccità.
A rilevarlo è l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al termine di una difficile operazione che ha visto impegnati più uomini in questo momento di grande emergenza idrica in tutto il Friuli Venezia Giulia. Dai grafici dell'andamento della portata, emerge che ora l'Isonzo entra in territorio italiano con una portata ridotta a 15 metri cubi al secondo, un valore nettamente inferiore a quelli sinora registrati. L'assessore, tramite la presidenza della Regione, ha immediatamente chiesto l'intervento del ministero della Transizione ecologica presso il governo sloveno.
L'appello è che l'apporto idrico del fiume possa essere integrato con rilasci dagli invasi idroelettrici presenti nel territorio della confinante repubblica. Anche se il Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia ha ridotto al minimo tutte le portate delle derivazioni e sospeso gli interventi irrigui, con le attuali temperature la quantità di acqua disponibile e l'ossigeno presente al suo interno andranno calando ulteriormente. L'Etpi si prepara ad affrontare quella che potrebbe rivelarsi un'asciutta quasi totale del fiume da Gorizia verso valle.
Per la Regione, gli interventi di recupero del pesce a scopo di salvaguardia sono oramai quotidiani e vengono effettuati contemporaneamente in zone diverse del territorio regionale. Dall'inizio della primavera, è stato possibile spostare circa 50mila pesci, salvandoli dal prosciugamento dei letti dei fiumi e dei torrenti in ogni parte del Friuli Venezia Giulia. Visto il perdurare della situazione climatica, i numeri sono destinati a salire ulteriormente ed ogni intervento diventa sempre più problematico.
Nella foto: il recupero dei pesci sull'Isonzo a Gradisca
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