l'intervista
VIDEO/Elezioni a Gorizia, Serenella Ferrari rilancia civismo e libertà di scelta
La candidata guarda a turismo e commercio, «no al governo liberticida di Draghi».
Punta sul civismo e si schiera contro il governo Draghi. Serenella Ferrari, classe 1967, è candidata sindaco a Gorizia sostenuta dalle liste La gente per Gorizia e e La voce libera, dopo essere stata eletta cinque anni fa tra le file di Forza Italia. Dalla maggioranza, poi, è uscita insieme ad altri esponenti, sfidando ora il primo cittadino uscente. La città “ha bisogno di una nuova politica - spiega - ma soprattutto i partiti hanno fallito, a livello locale e nazionale. C'è bisogno di civismo, forze nuove e diverse”.
La su coalizione, quindi, “può interpretare queste nuove esigenze. Abbiamo deciso di candidarci perché siamo portatori di valori diversi e non ideologie”. Nella sua visione, i punti cardine sono “solidarietà , rispetto reciproco, ricerca della democrazia vera, difesa dei valori e diritti naturali di ognuno di noi. Ci appelliamo a pilastri fondamentali: libertà di scelta, consapevolezza che il green pass non è stato mai uno strumento sanitario ma coercitivo e politico. Soprattutto, ci allontaniamo dal governo liberticida di Draghi”.
“Non ci sentiamo migliori degli altri - aggiunge - ma diversi e ci presentiamo con grandi novità , rispetto ad altri che presentano facce nuove ma sotto hanno filosofie vecchie”. Guardando al 2025 e soprattutto dopo la Capitale europea della cultura, “Gorizia avrebbe dovuto avere una struttura e progetto lungimirante. Leggendo il bidbook non l'ho trovato e spero ci riprenderemo lungo il cammino”. Per Ferrari, questo sarà “l'ultimo treno che abbiamo a disposizione, il penultimo era quello sulle celebrazioni per l'ingresso nella Grande guerra”.
L'aspirante prima cittadina non vuole cattedrali nel deserto, ma “trasformare la città in un museo storico-militare a cielo aperto della Grande guerra per la pace. Questo territorio è intriso di storia, non abbiamo nemmeno idea delle potenzialità che possediamo, anche perché per tanti anni chi ci governa ha cercato di farcelo dimenticare”. Su cosa investire quindi per rilanciare il territorio? “Ho detto a tutti gli amministratori che si sono susseguiti che basterebbe leggere qualche libro di storia locale, Gorizia non ha mai avuto una vocazione industriale”.
“Ha avuto delle industrie - rimarca - ma non sono state mai fondamentali. La vocazione sta nel turismo, cultura, commercio e artigianato. Tutte queste quattro qualità si intersecano, innescando un circolo virtuoso. Bisogna creare le strutture di accoglienza e di appoggio. Noi non abbiamo bisogno del turista mordi e fuggi, ma deve rimanere qualche giorno per scoprire tutte le bellezze del nostro territorio. Automaticamente la macchina economica si innesca”. Nel frattempo, proseguono i suoi appuntamenti: oggi alle 18 sarà in piazza Vittoria, insieme all'ex portuale Stefano Puzzer.
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