VIDEO/Elezioni a Gorizia, Martina: «La città ha una vocazione internazionale»

VIDEO/Elezioni a Gorizia, Martina: «La città  ha una vocazione internazionale»

l'intervista

VIDEO/Elezioni a Gorizia, Martina: «La città  ha una vocazione internazionale»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 10 Giu 2022
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L'aspirante sindaco rivendica la differenza rispetto agli altri schieramenti, le idee.

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Una discesa in campo fuori dai partiti. Pierpaolo Martina evidenzia più volte l'aspetto civico della sua lista, connotata dal centrismo e che si propone come una forza “terza” rispetto al bipolarismo tra destra e sinistra. Classe 1969, il dirigente regionale e già  commissario liquidatore della Provincia ha deciso di accettare l'investitura dapprima della lista Insieme e quindi dell'unione con Gorizia liberale “per il mio amore per la città  in cui sono nato e in cui vivo, mettendo a disposizione la mia esperienza lavorativa”.

“Ho trovato nel gruppo che mi affianca l'onestà  e la competenza di cui ha bisogno la città  in questo momento” rimarca. Elementi che si vogliono mettere a disposizione anche in vista del 2025, data “che non deve essere vista come obiettivo totale della nostra città , vogliamo vengano poste le basi per una ripartenza complessiva. àˆ un'occasione da sfruttare per impiantare nel tessuto della vita cittadina che possano poi produrre i loro frutti negli anni a venire”. La Capitale dovrà  quindi essere “l'occasione per vedere Gorizia al centro dell'attenzione”.

L'aspirante primo cittadino mette al primo posto “vedere persone che tornino ad abitare a Gorizia, a mettere sù famiglia”. Come fare per ottenere tutto ciò? Quale la vocazione da seguire? “Chi abita a Gorizia non ha dubbi, anche se non va lasciato nulla di intentato. Sicuramente la vocazione odierna e futura è turistica e culturale, ma anche sportiva che è connessa alle prime due. L'industria non potrà  ripercorrere le stesse strade che in passato, non avremo più realtà  con 4mila dipendenti com'era il Cotonificio o le Fonderie”.

“Un'avventura industriale che è passata” per il centrista, ma ciò “non deve impedire di tentare la strada di un'industria più eco-compatibile”. La principale voce che bisogna seguire, però, è quella dell'internazionalizzazione: “Gorizia è nata per dialogare, nel futuro potrà  giocare carte importanti in materia di mediazione tra popoli e nazioni. Per questo abbiamo sostenuto nel nostro programma l'idea di avere una presenza stabile di un'agenzia europea in città ”, raccogliendo l'idea avanzata dall'istituto per gli Incontri culturali mitteleuropei.

In quel caso, si tratta di un ufficio per la “fratellanza europea”, ma Martina ricorda anche le realtà  già  esistenti, dal corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche all'Isig. Un concetto “che ben si sposa con il vissuto del Goriziano, non solo l'ex provincia ma anche l'area slovena”. Chiudendo la campagna, il candidato ha affidato il suo messaggio a una nota: “Siamo lontani, umanamente e culturalmente, da quella politica di chi ci accusa di non essere nuovi da sedi di lusso in confronto al nostro piccolo ritrovo di persone nel cuore storico della città ”.

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