Educazione all'affettività a scuola, Fasiolo rilancia sulla Legge 13 del 2018: «Prevenire disagio e bullismo tra i giovani»

Educazione all'affettività a scuola, Fasiolo rilancia sulla Legge 13 del 2018: «Prevenire disagio e bullismo tra i giovani»

La proposta

Educazione all'affettività a scuola, Fasiolo rilancia sulla Legge 13 del 2018: «Prevenire disagio e bullismo tra i giovani»

Di Redazione • Pubblicato il 27 Giu 2026
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La consigliera dem presenta una proposta di legge per promuovere percorsi sperimentali nelle scuole, coinvolgendo famiglie, enti locali e terzo settore.

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Il gruppo consiliare del Partito democratico in Consiglio regionale ha presentato una proposta di legge per introdurre e sostenere percorsi di educazione all'affettività nelle scuole del Friuli Venezia Giulia. L'iniziativa, illustrata dalla consigliera regionale Laura Fasiolo, punta a rafforzare la prevenzione del disagio giovanile, del bullismo e delle discriminazioni attraverso progetti sperimentali e una maggiore collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglie ed enti del territorio.

«Di fronte a problematiche adolescenziali sempre più diffuse, al crescente disagio giovanile e a fenomeni di bullismo quotidiani, dei quali emerge solo una piccola parte, è necessario che le istituzioni intervengano in maniera coordinata attraverso strumenti come l'educazione all'affettività» afferma Fasiolo. L'iniziativa interviene sulla legge regionale 13 del 2018, dedicata al diritto allo studio e al potenziamento dell'offerta formativa, con l'obiettivo di promuovere nelle scuole percorsi di educazione all'affettività, alle emozioni e al rispetto.

Secondo la consigliera, la proposta nasce dalla consapevolezza che molti giovani vivono oggi difficoltà emotive e relazionali, come evidenziato anche dai dati di Save the Children e Istat. L'obiettivo è prevenire il disagio psicologico, il bullismo, il cyberbullismo, la violenza e ogni forma di discriminazione, favorendo al tempo stesso relazioni rispettose e paritarie, lo sviluppo delle competenze emotive e il benessere psicologico degli studenti. «Non introduciamo una nuova materia scolastica obbligatoria e non imponiamo programmi didattici specifici – precisa Fasiolo –chiediamo invece che la Regione promuova e finanzi percorsi e progetti sperimentali di educazione all'affettività e favorisca la collaborazione tra scuole, famiglie, enti locali e realtà del terzo settore».

La proposta prevede inoltre la definizione di un protocollo sperimentale con l'Ufficio scolastico regionale per diffondere l'educazione socio-affettiva all'interno delle scuole, nell'ambito dell'arricchimento dell'offerta formativa. «L'obiettivo – conclude la politica – è prevenire sul nascere fenomeni che possono degenerare, sia sul piano individuale sia su quello del gruppo, evitando così la necessità di successivi interventi di carattere emergenziale». 

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