LA VALORIZZAZIONE
Ecco le nuove mappe tattili per scoprire il Castello di Gorizia: prende vita l'idea di Maddalena Malni Pascoletti
Numerosi gli sponsor a supporto del progetto. Nuove carte e modellini collocati in diversi luoghi della città .
Il tramonto scende oltre i merli delle mura, incendiando le strade di Gorizia già illuminate per il Natale alle porte. La vita è un miracolo, ed è per consentire anche agli ipovedenti di gustarla in ogni sua forma che nell'ambito del progetto “Con/tatto” si sono collocate mappe tattili in più punti della città . Sono state inaugurate nella serata di ieri – 11 dicembre – le due tavole con didascalia in braille collocate rispettivamente all'ingresso basso del Castello di Gorizia e a quello antistante la biglietteria. Un'attività lanciata nel 2017 su idea della compianta Maddalena Malni Pascoletti e patrocinata da numerosi sponsor, fra cui – oltre allo stesso comune - la Fondazione Carigo, Erpac, e la sezione di Gorizia di Italia Nostra rappresentata dal vicepresidente Elisa Trani e dal presidente Angela Baissero. «Siamo qui a nome dell'associazione – prende la parola Trani nel ringraziare i numerosi sponsor – per concludere una prima parte del progetto che nacque con Maddalena, che nel 2016 ebbe l'idea di valorizzare il patrimonio della città attraverso strumenti tattili». Una produzione che va a coronare altre opere realizzate nel tempo, come il restauro del modellino della Sinagoga attuato dal laboratorio di Elisabetta Ceccaroni e dal Centro Studi e Restauro di Gorizia, o la raffigurazione della facciata di Palazzo Attems riprodotta con stampante 3D dagli allievi dell'Isis “Galilei”, in collaborazione con l'università di Udine.
«Negli anni passati – ricorda – furono realizzate anche le “Teste di carattere” di Franz Xaver Messerschmidt, e targhette con didascalia frutto della collaborazione fra l'Istituto Rittmeyer di Trieste e l'Unione Ciechi e Ipovedenti di Gorizia». Questi ultimi hanno collaborato anche alla mappa tattile della chiesa di Sant'Ignazio, per la quale con il contributo della Carigo e il supporto dell'università di Trieste è stata creata una riproduzione della facciata in 3D e un modellino in scala della chiesa. «Per me è un momento importante – prosegue – in quanto è stato a lungo prorogato, finché poi Maddalena ci ha lasciato. Ricordo con piacere le prime opere – rammenta con nostalgia – è il primo progetto tattilo plantare su viale D'Annunzio, quando era sindaco Ettore Romoli. Con questo si conclude forse un percorso – ipotizza – per iniziarne un altro». A ringraziare l'associazione è poi il primo cittadino Rodolfo Ziberna, che si unisce al ricordo di Malni Pascoletti evidenziandone il vuoto lasciato: «Non siamo ancora stati in grado di colmare la sua assenza – rimarca – perché alcune persone lasciano un segno per la loro competenza, ma Maddalena ci metteva soprattutto la passione. Ed eccezionale era l'amore che infondeva nelle sue attività , la sua dedizione per Italia Nostra e per la Fondazione Coronini».
Mentre nel riflettere sulle mappe tattili Ziberna sottolinea l'importanza di migliorare la fruizione dei beni culturali per renderla agevole a tutti: «Spesso si promuove un sito – riflette – senza pensare alle difficoltà che possono incontrare alcuni nel visitarlo. Non soltanto ciechi e ipovedenti, ma anche persone in carrozzina, per questo è importante aumentare le possibilità di fruizione. Il nostro è un patrimonio straordinario – conclude – ed è giusto che venga fruito da tutti». Concorde l'assessore alla Cultura Fabrizio Oreti, che unendosi al ricordo dell'ispettore onorario del ministero per i Beni culturale e ambientali rileva l'importanza del Castello come emblema della città : «Inizio dal simbolo indiscusso di Gorizia – interviene – che rappresenta il luogo più visitato, dove ormai questo supporto costituisce un lascito. Perché da oggi in poi anche gli ipovedenti potranno visitare il Castello e prenderne coscienza. Maddalena credeva, in questo progetto – ribadisce – e sono convinto che ci stia guardando da lassù». A ricordarla è infine il presidente della sezione provinciale dell'Unione italiana dei ciechi e ipovedenti: «Pascoletti mi raccontò del progetto – ammette Nicolò Finocchiaro – che iniziò quando lavoravo per l'Istituto Rittmeyer». A entusiasmare Finocchiaro è l'integrazione sempre più viva di ciechi e ipovedenti nel tessuto della comunità . «La nostra associazione – spiega – nacque 104 anni fa, ma fino a vent'anni fa dovevamo lottare per essere integrati. Mentre ormai la nostra associazione collabora anche con i vedenti, che comprendono come il disabile debba essere incluso con il resto della cittadinanza».
Una problematica ritenuta dal presidente di Unione ciechi sostanzialmente «culturale»: «Oggi queste mappe tattili rappresentano un inizio – auspica – per aprirsi alla piena integrazione». Luoghi in grado di raccontare la storia anche attraverso le forme e la consistenza e non più solo attraverso la mera visione, in quanto «le mappe tattili vengono esplorate a partire dal dettaglio». Uno spirito di inclusività che Italia Nostra intende portare avanti nel ricordo di Malni Pascoletti e nel solco del seminario che si svolse nel 2017: «In quel febbraio – prende la parola il membro del direttivo Silvia Grion – furono due, i relatori: Aldo Grassini, direttore del museo tattile ”Omero” di Ancona, e Loretta Secchi, responsabile del museo “Anteros”, per un ciclo di conferenze atte a sensibilizzare anche i ragazzi sul tema dell'inclusione sociale». La mappa del Castello venne progettata nello stesso anno da Paola Cochelli, che ha voluto raffigurare cinta muraria, pozzo, Corte dei Lanzi e altri edifici con texture differenziate, avvalendosi di consulenti quali lo stesso Istituto Rittmeyer. Un progetto che ha traversato lunghe fasi di elaborazione e sottoposto all'autorizzazione della Soprintendenza, finalmente coronato dai supporti della Carpenteria De Monte e dalle mappe di Incisoria Vicentina. (Foto, Rossana D'Ambrosio)Â
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