Duecento ungheresi sul Carso goriziano in visita ai luoghi della Grande Guerra

Duecento ungheresi sul Carso goriziano in visita ai luoghi della Grande Guerra

La memoria

Duecento ungheresi sul Carso goriziano in visita ai luoghi della Grande Guerra

Di I.B. • Pubblicato il 12 Mar 2026
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Cinque pullman arrivati da Budapest per un itinerario tra San Martino del Carso e il monte San Michele, con tappa al museo del Gruppo speleologico carsico.

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Oltre duecento visitatori ungheresi hanno raggiunto questa mattina il Carso isontino per un itinerario dedicato ai luoghi della Grande Guerra tra San Martino del Carso e il monte San Michele. Il gruppo, arrivato con cinque pullman, era composto in gran parte da insegnanti e dipendenti dell’Università degli studi di Óbuda di Budapest.

La visita è stata organizzata dall’agenzia turistica Kárpát Európa Utazási Iroda, realtà europea dei Carpazi, mentre l’escursione sul territorio è stata curata dalla Fondazione di ricerca sulla Grande Guerra di Budapest, che da anni accompagna migliaia di ungheresi sui luoghi del fronte del Carso di Doberdò.

Grazie alla collaborazione con il Gruppo speleologico carsico di San Martino del Carso, la comitiva ha potuto visitare alcuni dei principali siti storici della zona. Tra questi quota 197, dove oggi sorge il monumento al quarto reggimento ungherese della Honvéd di Nagyvárad, restaurato alcuni anni fa dall’associazione sagradina con il contributo del Ministero della Difesa ungherese.

La delegazione ha inoltre raggiunto il settore del fronte in cui il 5 maggio 1916 fu fatta esplodere la celebre mina di San Martino del Carso, oggi diventata una meta di interesse per escursionisti e visitatori provenienti da diverse parti d’Europa.

La visita è proseguita al museo della Grande Guerra di San Martino del Carso, gestito dal Gruppo speleologico carsico, che negli anni è diventato un punto di riferimento anche per i visitatori ungheresi che arrivano sul territorio per conoscere i luoghi del conflitto.

L’itinerario si è quindi concluso con la salita alle cime del monte San Michele e con la visita al museo all’aperto della Zona sacra.

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