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Il dramma dei manicomi in Africa, il progetto del Cvcs di Gorizia

il convegno

Il dramma dei manicomi in Africa, il progetto del Cvcs di Gorizia

Di Redazione • Pubblicato il 27 Mar 2022
Copertina per Il dramma dei manicomi in Africa, il progetto del Cvcs di Gorizia

L'incontro ieri mattina per raccontare la situazione nel continente, il supporto di Asugi.

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La salute non è solo fisica e l'aspetto psicologico e mentale ha la sua centralità, anche in contesti dove meno si tende a pensarlo. Ad esempio in Burkina Faso, dove da anni il Centro volontari cooperazione allo sviluppo (Cvcs) di Gorizia supporta le iniziative in questo senso. Ieri mattina, l'ong ha incontrato al Kulturni dom i rappresentanti del Centre Notre Dame de L’Esperance, struttura fondata a Bobo Dioulasso, seconda città dello Stato africano, dall’Association Saint Camille De Lellis. Un convegno organizzato con Asugi, per raccontare una storia ancora poco conosciuta di assistenza.

Nel Paese, come in tutto il continente, i disagi psichici spesso infatti non ricevono le attenzioni e la cura che necessiterebbero: il budget destinato dai governi al trattamento dei disturbi mentali è molto basso – meno dell’1% del totale – e, in più, c’è un grande stigma sociale. I sintomi psichiatrici spesso sono visti come manifestazioni di agenti sovrannaturali e il malato viene di frequente abbandonato dalla famiglia e costretto a vivere in strada. L'incontro è stato promosso in collaborazione con il dipartimento di Salute mentale, nell’ambito del progetto Renaissance co-finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

L’iniziativa era volta a sostenere e a promuovere il lavoro delle associazioni impegnate sul tema. "Dopo anni di interventi di cooperazione dedicati in prevalenza alla sicurezza alimentare - ha spiegato Massimiliano Pipani, presidente di Cvcs - nuove relazioni e conoscenze ci hanno spinto allo sviluppo di progetti dove la salute ed il benessere della persona sono diventati l'obiettivo centrale In Burkina Faso, dove siamo presenti dai primi anni Ottanta". Qui "è nata la relazione fondamentale con un partner dalla visione lungimirante della salute mentale, che assolutamente risuonava con l'approccio terapeutico e riabilitativo".

Visione divenuta "fondamento della nostra psichiatria. Uno degli aspetti più significativi di questo progetto è stato riuscire a creare un confronto sincero tra professionisti operanti in realtà sociali molto lontane ma uniti da un approccio ed una visione olistica del malato. L'arricchimento è stato veramente trasversale grazie alla sintonia e passione che hanno accompagnato anche le attività nelle quali il team di Asugi ha lavorato con il partner del Burkina Faso. Un progetto che fa da base a nuove collaborazioni e attività future". Presenti all'incontro anche gli esperti dell’associazione Frantz Fanon di Torino.

Quest'ultima è partner dell'iniziativa e gestisce un servizio di counselling, psicoterapia e supporto psicosociale per gli immigrati, i rifugiati e le vittime di tortura. "Il dipartimento di Salute mentale di Trieste, come centro collaboratore Oms – ha evidenziato Alessandro Norbedo, responsabile del servizio infermieristico del reparto – non poteva non esserci in questo percorso di collaborazione e crescita, che, lo sottolineo, è stata reciproca: nei periodi di crisi globale si ha molto da imparare, più che insegnare, da chi ha voglia di trasformare cambiare e migliorare i percorsi di salute, in condizioni di scarsità o totale assenza di risorse".

Foto Alisa Tang/IRIN

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