Dopo 40 anni 'Al Giardino' cambia gestione, novità per lo storico locale di Monfalcone

Dopo 40 anni 'Al Giardino' cambia gestione, novità per lo storico locale di Monfalcone

IL CAMBIO

Dopo 40 anni 'Al Giardino' cambia gestione, novità per lo storico locale di Monfalcone

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 28 Feb 2026
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Passaggio di consegna dalla famiglia Ferrara-Apicella a un'imprenditrice locale. «Tradizione familiare motore propulsivo per la nostra azienda».

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«Ah, pizza alle verdure grigliate e birra piccola». Mentre seguiamo un evento a Monfalcone, il mio collega Salvatore se ne esce con questa affermazione. Rimango inizialmente stupito, poi mi accorgo si sta riferendo alla persona che ci raggiunge, saluta e dà qualche indicazione sulla situazione in generale. Non specificherò né evento né interlocutore, basti sapere che non è un evento raro. E la cosa si ripete molte volte. «Pizza salamino, spinaci a parte e birra media», sentenziò un’altra volta in un incontro pubblico. Quanto una pizzeria possa essere luogo di incontro, di scambio, di conoscenza e di familiarità me l’ha sempre dimostrato questa capacità di riconoscere le persone dai propri ordini. E farmi pensare, contestualmente, a quanto la nostra mente umana sia prevedibile.

C’è emozione, nel cronista, nell’annunciare che oggi, 28 febbraio, sarà l’ultimo giorno per la gestione della famiglia Ferrara-Apicella della storica Pizzeria Trattoria “Al Giardino” di Monfalcone. Il locale, come precisano gli attuali proprietari, non chiuderà ma cambierà gestione. Di fatto, con domenica 1 marzo, la società passa a un’imprenditrice locale. Al Giardino nasce quasi quarant’anni fa, nel 1987, quando Erasmo Ferrara, assieme ai fratelli Vincenzo, Giuseppe e al cognato Mario Apicella, apre l’attuale pizzeria che, oggi, ha in totale 11 persone all’attivo. Assieme a loro vanno ricordati Clelia Costante – che è succeduta al marito Erasmo Carmela Ferrara e Carmela Ferrara.

«Siamo stati tra i pionieri della pizza in Friuli», raccontano mentre, instancabili, preparano i panetti di pizza pronti per lievitare. Giuseppe taglia l’impasto, Mario lo misura e Vincenzo lo forma. Assieme, mentre dietro loro li guarda Erasmo, scomparso nel 2003, da una foto, ripercorrono quella che è stata la genesi di un’azienda familiare che a Monfalcone ha saputo plasmare, come quella pasta, l’idea di pizza e di ristorazione familiare. Dal 1983 al 1986 i fratelli lavorano a Cormons, precisamente nella frazione di Borgnano, in quella che si chiamava “La Favorita” anche se Vincenzo, il primo ad arrivare dalla Costiera Amalfitana, aveva messo piede per la prima volta in Friuli Venezia Giulia nel 1976 portandosi, poi, in loco gli altri fratelli. «Lavoravo – sono le parole di Vincenzo – da Emilio Citarella alla pizzeria Al Salice di Cervignano».

Loro paese d’origine è Tramonti, per i Ferrara, e Maiori, per gli Apicella, che hanno iniziato con vari lavori in tutta la regione, da Cervignano a Udine: «Abbiamo lavorato pancia a terra all’inizio e portando la nostra idea di pizza e di cucina verace italiana anche a Monfalcone», racconta Giuseppe mentre Vincenzo ci tiene a specificare come «resteremo nelle prossime settimane ugualmente vicini ai nuovi gestori per affiancarli e aiutarli nelle prime fasi». Il ringraziamento è ai clienti che li hanno seguiti e apprezzati in questi anni non solo per la pizzeria ma anche per la cucina «che abbiamo proposto sempre nella semplicità e genuinità». Ora sono quasi tutti in pensione e, oltre a godersi gli anni di riposo, c’è chi farà il nonno a tempo pieno e chi si dedicherà alle proprie passioni in campo sportivo o in palestra..

Un’azienda storica, nell’accezione più unica del termine, e una presenza importante nel territorio. «Qui a Monfalcone abbiamo potuto esprimerci al meglio anche per trovare, come è stato, una piazza più vasta», dice Giuseppe con gli occhi lucidi. Si chiude, per loro, un’epoca e una vita di lavoro. Al Giardino può contare su 130 coperti all’interno e 120 all’esterno e domani, domenica 1 marzo, chiuderà per qualche giorno per consentire le operazioni di routine per coordinarsi con la nuova gestione. «Speriamo di aver soddisfatto tutti in nostri clienti in questi 39 anni. La nostra propulsione sono state sempre la tradizione e il motore familiare.

«È un passaggio importante – ricorda monsignor Ignazio Sudoso, direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Gorizia, anche cliente storico e affezionato – e va detto che termina un’era che è quella, in generale, della gestione familiare dove un nucleo di persone legate da un vincolo di parentela si assume un impegno aziendale e cerca di farlo andare avanti. Parlare del Giardino – conclude monsignor Sudoso – evoca comunque sentimenti di gratitudine per l’accoglienza e per i prodotti di ottima fattura. La bellezza di queste gestioni familiari è che oltre al prodotto di qualità è il ritrovare un clima particolare: si esce da casa propria per trovare un’altra casa».

Foto di Enrico Valentinis 

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