Don Nadir saluta Grado dopo 12 anni, applausi e commozione

Don Nadir saluta Grado dopo 12 anni, applausi e commozione

La cerimonia

Don Nadir saluta Grado dopo 12 anni, applausi e commozione

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 19 Set 2021
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Ieri il saluto a Fossalon, stamattina in una gremita Sant'Eufemia a Grado. «Non ho sempre capito tutto ma non mi sono mai sentito solo».

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La prima messa a Grado nella cappella di Casa Serena, il saluto nella Basilica Patriarcale di Sant'Eufemia. Si conclude così, dopo dodici anni di servizio, il mandato pastorale gradese per don Nadir Pigato, da anni vicario parrocchiale della parrocchia isolana.

Classe 1973, don Nadir è stato ordinato il 28 giugno 2009 e da allora ha prestato servizio come vicario parrocchiale a Sant'Eufemia in Grado e, dal 2016, come Vicario parrocchiale a San Marco Evangelista a Fossalon oltre che essere vice assistente ecclesiastico dell'Unitalsi. Ora proseguirà  il suo impegno, dopo un periodo di formazione, negli ospedali di Gorizia e Monfalcone.

“Gesù ci offre una lezione, raccogliamola e facciamo sì che il nostro animo possa vivere nell'innocenza per sapersi fidare e per sapersi abbandonare a Dio con tutta la nostra vita, con tutte le nostre forze con il sorriso di un bambino”, ha ricordato don Nadir durante l'omelia.

“Non mi è sempre stato tutto chiaro ma ho avuto sempre l'aiuto di qualcuno che mi ha sostenuto nella mia missione sacerdotale. Anche quando, umanamente, le forze venivano a mancare perché cercavi di dare del tuo meglio e questo non era accolto ma era frainteso. Certo, il mio carattere così severo, che non vuol dire cattivo, che mi connota è dato perché il cuore di un pastore, che tiene alla responsabilità  che Dio gli aveva affidato, veniva messo a dura prova. Non mi sono mai lasciato andare, la forza l'ho trovata nella grazia di Dio, nel sostegno di Maria Santissima, ai quali ho sempre affidato la mia persona e il mio sacerdozio”, così don Pigato.

“Il tuo sorriso, la tua squisita paternità  ha contagiato per anni i tanti bambini e bambine che sono passati per la nostra Scuola dell'Infanzia e che spesso vedevo, nelle mie sortite come ti hanno voluto bene, perché tu hai voluto bene a loro avendo per tutti, senza alcuna distinzione, una parolina, un buffetto, una carezza, per tutti! Quanto hai amato la nostra scuola e quanto ti sei prodigato per essa. Lo possono testimoniare le maestre alle quali hai sempre offerto il tuo appoggio, la tua presenza mattutina prima della celebrazione della S. Messa mattutina in Basilica e il personale non scolastico che incoraggiavi e sostenevi. Già  alle prime ore del giorno, dopo il tempo della preghiera e della meditazione, fondamentali per noi sacerdoti, eri già  in Asilo”, ha ricordato monsignor Michele Centomo al saluto finale.

“Il nostro è un grazie velato di malinconia perché quando un amico parte per un bel viaggio, anche se si è felici per lui, si vorrebbe comunque tenerlo sempre vicino a noi. àˆ ciò che succede a noi, comunità  di Grado. Un'ultima parola la voglio riservare per te nell'aver condiviso gioie, fatiche, momenti non facili in questi cinque anni in cui abbiamo condiviso la passione per il Regno di Dio che ci era stato affidato e che ora consegniamo nelle mani di Mons. Paolo Nutarelli. Cinque anni non sono tanti e sono passati velocemente, ma sono stati sufficienti per condividere, sostenerci ed affrontare quanto ogni giorno il Signore ci chiedeva”, ha concluso Centomo.

“Don Nadir, io ti voglio ringraziare per quanto hai fatto e per come hai fatto. Perché non hai mai cercato i riflettori o la notorietà , hai sempre lavorato nell'ombra e nella discrezione ma hai fatto un lavoro importante per tutti noi. Voglio dirti grazie e augurarti buona fortuna per il tuo mandato pastorale”, ha ricordato un commosso sindaco, Dario Raugna, nel salutare don Nadir.

Due i saluti delle comunità  di Fossalon, sabato 18 sera, e di Grado, domenica 19 durante la messa delle 10.30, che la Corale Orchestrale Santa Cecilia ha voluto solennizzare con l'esecuzione della Messa Santa Caterina di Giuseppe Rota per soli, coro, organo e orchestra. Numerosi e accorati gli applausi che hanno accompagnato non solo le parole del sacerdote ma anche i vari ringraziamenti. Va sottolineato che anche i più piccoli della parrocchia hanno voluto ringraziare e salutare il sacerdote. I bambini dell'asilo giovedì con una festa ad hoc mentre i bambini e i ragazzi del catechismo la settimana precedente. L'assenza alla celebrazione di giovani e giovanissimi è stata causa della contingentazione, ancora in atto in questo periodo di pandemia. Un servizio da “semplice prete”, come lui stesso ha voluto ricordare, ma dal forte sentimento evangelico quello dimostrato e raccontato da don Nadir che ora proseguirà  sempre al fianco dei sofferenti e dei più bisognosi un percorso nuovo nell'ambito diocesano goriziano. 

Foto di Fabio Bergamasco.

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