«Il dj è in stato di shock e ansia per gli insulti ricevuti». Dopo il caso del brano neofascista alla sfilata di Gorizia ecco la risposta del gruppo

«Il dj è in stato di shock e ansia per gli insulti ricevuti». Dopo il caso del brano neofascista alla sfilata di Gorizia ecco la risposta del gruppo

LE REPLICHE

«Il dj è in stato di shock e ansia per gli insulti ricevuti». Dopo il caso del brano neofascista alla sfilata di Gorizia ecco la risposta del gruppo

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 26 Feb 2026
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«Non giustifico ma non perdono chi mediaticamente vuol far passare un messaggio sbagliato del sottoscritto e del gruppo», ribadisce Grasso, presidente del gruppo di Treppo Grande.

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Dopo la querelle mediatica sorta a seguito della segnalazione di Marino Marsič e Joško Terpin, presidente dell’SKGZ e dell’associazione Karnival secondo cui durante la tradizionale sfilata di carnevale a Gorizia, l’8 febbraio 2026, un carro allegorico proveniente dal comune di Treppo Grande ha diffuso a tutto volume un brano musicale con un ritornello che inneggia al duce — la figura di Benito Mussolini — intitolato Everybody viva El duche. La traccia, diventata virale sui social e caratterizzata da ritmi reggaeton, è stata percepita da molte persone presenti come un messaggio provocatorio o di natura neofascista. Si tratta di un brano dell’artista Quadrato Vincolato e creata con l’intelligenza artificiale, diventata virale soprattutto sui social.

Sulla questione ritorna anche Simone Bernardinis, fondatore e amministratore del “Carnevale in movimento Fvg & Veneto” che segnala come «un episodio simile che si è verificato lo stesso giorno alla stessa sfilata» con la presenza di «un personaggio vestito da Tito che aveva un colbacco con una stella rossa. Penso che a Gorizia, essendo un paese sensibile per la storia del Confine Orientale, le foibe e il periodo jugoslavo, un richiamo a Tito possa essere percepito come provocatorio, irrispettoso verso alcune memorie storiche e specialmente vicino alla Giornata del Ricordo. Ricordando che le figure che hanno sfilato con le maschere da Trump e Tito sono state accettate alla sfilata e quindi volute». Anche se, segnalato da una persona su un post Facebook, non si trattata di Tito bensì di Putin, in rilievo alla situazione contemporanea di geopolitica.

Bernardinis ribadisce come «si stia esagerando mediaticamente. E non è giusto né per il presidente del carnevale di Treppo, Cristian Grasso, e né per il dj che è in stato di shock e ansia per le diffamazioni e gli insulti che sta ricevendo. Carnevale deve essere una giornata di spensieratezza e di gioia per bimbi e famiglie».

Lo stesso Grasso, presidente del Carnevale di Treppo Grande, in una nota fa sapere, «rivolgendo le scuse per l’accaduto» che il brano era «casuale usato da un ragazzo, per quella occasione dj, che ha offeso la sensibilità collettiva ma sono estremamente convinto che un ragazzo affetto da importanti disabilità non si sia reso conto che il brano potesse offendere la sensibilità collettiva e mi pare eccessivo mettere mediaticamente alla gogna un gruppo e un ragazzo».

Una scelta, dunque, dettata più dal «ritmo dance che ha invaso tutte le piattaforme» che per il significato vero e proprio: «Non giustifico – conclude Grasso – ma neanche perdono chi mediaticamente vuol far passare un messaggio sbagliato del sottoscritto e del gruppo».

Nella foto di Sergio Marini il carro di Treppo Grande alla sfilata 2026 di Gorizia. 

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