LA CERIMONIA
Distintivi ufficiali del Patrimonio Unesco a 26 ristoratori di Grado, partita dall'Isola la consegna Fipe-Confcommercio
La distribuzione dei riconoscimenti proseguirà in tutto il Goriziano. Il marchio del Governo Italiano certifica il ruolo di ‘ambasciatori della qualità italiana’ in cucina.
Sono passati sei mesi da quando, a New Delhi, il Comitato intergovernativo Unesco ha deliberato l'ingresso della Cucina italiana tra i Patrimoni culturali immateriali dell'umanità. Un evento di svolta, poiché è il primo caso di iscrizione alla prestigiosa lista di una cucina nella sua interezza: un modello culturale e sociale fatto di molte comunità e territori, ciascuno con la sua storia e specifiche tradizioni da raccontare attraverso i propri piatti tipici.
Nel percorso di candidatura, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi-Confcommercio ha ricevuto dai Ministeri dell'Agricoltura e Sovranità Alimentare e della Cultura la nomina "Ambasciatore della qualità italiana nel mondo": ruolo che si traduce nell'attiva promozione e valorizzazione delle imprese di ristorazione quali "custodi quotidiani delle tradizioni gastronomiche".
Un processo globale e nazionale che con oggi, giovedì 7 aprile, ha compiuto la sua prima tappa di declinazione territoriale nel Goriziano. Nella sala consiliare del Municipio di Grado, infatti, si è svolta la consegna del marchio ufficiale concesso dal Governo italiano agli chef e ristoratori della cittadina associati a Fipe-Confcommercio Gorizia.
Proprio la sua ricchezza storica, la peculiarità gastronomico-culturale e l'affermata vocazione turistica hanno fatto dell'Isola del Sole il punto di partenza per la distribuzione dei distintivi tricolore agli esercenti attivi nell’ex provincia di Gorizia. Ad assegnarli a titolari e chef di 22 ristoranti e 4 strutture ricettive con ristorante sono stati il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto, il presidente provinciale Fipe-Confcommercio Roberto Gajer, il presidente Confcommercio del mandamento gradese (ed egli stesso ristoratore) Antonio Vergaro e il presidente di Confcommercio Gorizia Gianluca Madriz.
È stato Corbatto ad aprire la cerimonia, definendo le 26 attività insignite come «veri ambasciatori che attraverso la cucina scrivono la storia della cittadina di Grado, tra tutti i sacrifici e gli impegni che questo comporta». Un patrimonio immateriale, quello della località lagunare, «in cui la cucina tradizionale custodisce legami antichi e rapporti profondi con la terra e mare attraverso gesti quotidiani»: quello dei pescatori, ad esempio, che nei casoni fecero nascere il boreto alla graesana, un «rito con cui trasformarono un pesce poco nobile in un piatto dal sapore unico fedelmente proposto ancor oggi». Il riconoscimento dato da Fipe-Confcommercio rappresenta dunque «un impegno a proteggere queste pratiche e tramandarle alle nuove generazioni senza banalizzarle», ha concluso il primo cittadino.
Il distintivo – un marchio, come detto, di proprietà del Governo - consiste in una toppa tricolore che gli chef potranno indossare sui loro camici, oltre al logo ufficiale dell’iniziativa che sarà esposto nei singoli locali e riportato in tutti i materiali di comunicazione a tema. I 22 fra ristoranti, bistrot e trattorie a cui è stato consegnato sono: Alla Borsa, Ai Bragossi, Alla Pace, Al Doge Grado, Al Marinaio, Al Timon, Portobuso, Bella Grado, Bruno Masaneta, Caina, Da Ovidio, Delfino Blu, Duca D’Aosta, In Piaseta, Losteria, Mandracchio Bistrot, Vecchia Marina, Spaghetti House, Taverna al Canevon, Trattoria Pizzeria Santa Lucia, Trattoria Al Pescatore e Trattoria De Toni. Tra le strutture ricettive, invece, l’Albergo Alla Spiaggia, il Grand Hotel Astoria, l’Hotel La Sirenetta e l’Hotel Savoy.
Che Grado rappresenti «uno dei baluardi della cucina regionale e dell’alto adriatico» è stato anche il giudizio di Gajer. Antonio Vergaro è detto «orgoglioso per tutta la ristorazione cittadina», la prima della provincia di Gorizia a ricevere il marchio: il presidente mandamentale Confcommercio ha lodato l’iniziativa come «esempio di una funzionante e sempre maggiore collaborazione tra i colleghi ristoratori gradesi». È stato infine Madriz a puntualizzare che l’iniziativa troverà gradualmente seguito in tutti i Mandamenti del territorio goriziano «dopo questo inizio baciato dal sole gradese».
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