Disabilità, la nuova riforma regionale spiegata a Gorizia

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Disabilità, la nuova riforma regionale spiegata a Gorizia

Di Redazione • Pubblicato il 10 Giu 2022
Copertina per Disabilità, la nuova riforma regionale spiegata a Gorizia

Illustrato il disegno di legge, l'obiettivo è coinvolgere Comuni e Terzo settore.

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Le novità in materia di assistenza alle persone con disabilità sono state al centro dell'incontro tra Regione, Azienda sanitaria e comuni della provincia di Gorizia. Ieri mattina, l'ospedale San Giovanni di Dio ha ospitato l'incontro dove è stato evidenziato come, dal 2001, il Friuli Venezia Giulia è inadempiente per quanto concerne il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Pur garantendo importanti risposte ai portatori di handicap, infatti, va adeguato l'impianto normativo. Una riforma attesa da tempo, dalle stesse associazioni di categoria come Anfass e dall Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Nel percorso, gli esperti hanno evidenziato che i sindaci avranno sempre un ruolo importante nella definizione della programmazione con le Aziende sanitarie, in particolare per quanto riguarda la parte di spesa. Il piano è stato illustrato anche dal vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi, che ha dialogato con i rappresentanti delle amministrazioni locali degli Ambiti territoriali Collio-Alto Isonzo e Carso Isonzo Adriatico, illustrando la nuova proposta di disegno di legge. Il tutto partendo dalla normativa del 2001, che ha stabilito come le Aziende sanitarie devono mantenere sia la competenza che il governo della spesa.

A 20 anni di distanza, questa disposizione trova applicazione nella proposta di riforma della legge regionale 41 del 1996, una norma che ancora oggi attribuisce ai Comuni la gestione di queste funzioni. In un passaggio rilevante della bozza illustrata, si specifica infatti che questa competenza debba passare al Sistema sanitario regionale e che il relativo finanziamento debba rientrare nel perimetro del fondo sanitario. Per il numero due della giunta regionale, gli enti locali e Asugi per quanto rifuarda questo territorio devono essere centrali nel percorso di riforma, anche se "le esperienze positive maturate nel passato non vanno certamente archiviate".

"Dobbiamo invece operare insieme - ha aggiunto - per individuare quelle modalità in grado di garantire, in coerenza con quanto fatto finora, prestazioni sempre migliori da un punto di vista qualitativo". La norma, peraltro, non prevede l'abrogazione dei consorzi, escludendo così un ridimensionamento del Cisi di Gradisca d'Isonzo. "La riforma della legge regionale 41 del 1996 rappresenta un obiettivo ambizioso per questa amministrazione" la posizione di Riccardi, tendendo la mano verso il Terzo settore "sulla spinta della massima sussidiarietà".

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