Di Bert: «Si intitoli una via o una piazza ai ‘Sette Giurati di Ronchi’»

Di Bert: «Si intitoli una via o una piazza ai ‘Sette Giurati di Ronchi’»

LA MOZIONE

Di Bert: «Si intitoli una via o una piazza ai ‘Sette Giurati di Ronchi’»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 02 Gen 2026
Copertina per Di Bert: «Si intitoli una via o una piazza ai ‘Sette Giurati di Ronchi’»

Il documento impegna il sindaco e la Giunta ad avviare l’iter in Commissione Toponomastica per ricordare Frassetto, Adami, Grandjacquet, Brichetti, Ciatti, Cianchetti e Rusconi.

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Il 31 dicembre scorso, il consigliere comunale di opposizione Massimo Di Bert – già candidato sindaco sostenuto dalle liste civiche “Vermegliano Domani” e “Nuova Era Di Bert Sindaco” – ha depositato una mozione dedicata alla valorizzazione dei “Sette Giurati” e al rilancio dell’identità storica di Ronchi dei Legionari, con l’obiettivo di restituire centralità «a una pagina decisiva della storia cittadina e del Novecento europeo». Il documento richiama «il ruolo fondamentale svolto da Ronchi» il 12 settembre 1919, quando dalla città prese avvio la marcia guidata da Gabriele d’Annunzio verso Fiume, «resa possibile dal coraggio e dal patto d’onore di sette ufficiali dei Granatieri di Sardegna che, sfidando gli ordini superiori in nome di un ideale patriottico, inviarono al Poeta il celebre messaggio in cui annunciavano il giuramento “Fiume o morte”».

Il testo della mozione sottolinea come – secondo Di Bert - sia doveroso per l’amministrazione onorare e far conoscere nel dettaglio le figure di questi «protagonisti, il cui gesto contribuì a cambiare il destino del territorio». Il primo ad essere citato nel documento è Riccardo Frassetto, tenente dei Granatieri di origini trevigiane, «anima carismatica del gruppo», ferito tre volte durante la Grande Guerra, decorato al valore e autore del libro “I disertori di Ronchi”, che rimase al fianco di d’Annunzio per tutta la durata dell’Impresa come ufficiale addetto. Ampio spazio è dedicato anche al ricordo Attilio Adami, sottotenente originario di Udine, figura centrale per Ronchi non solo per la partecipazione alla marcia, ma soprattutto per la meticolosa raccolta di cimeli, lettere e documenti originali che costituiscono ancora oggi la preziosa “Collezione Adami”. La mozione riporta inoltre la sua drammatica vicenda vissuta durante la Seconda guerra mondiale, dall’arresto dopo l’8 settembre 1943 per il rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, alla deportazione in Germania come Internato Militare Italiano, fino alla prigionia nei campi dell’Emsland, tra cui quello di Fullen, segnata da fame e lavori forzati, e infine al ritorno in Italia dopo la liberazione.

Si ricorda poi Claudio Grandjacquet, sottotenente romano incaricato del delicato compito di ufficiale di collegamento, che recapitò personalmente a d’Annunzio a Venezia il giuramento dei commilitoni, contribuendo in modo decisivo alla scelta del Poeta di mettersi alla testa della colonna. Citati Enrico Brichetti, sottotenente bresciano e tra i primi firmatari del patto segreto di Ronchi, distintosi per lealtà e spirito di sacrificio durante tutta la spedizione fiumana, e Lamberto Ciatti, sottotenente di Modena, impegnato in prima linea nell’organizzazione logistica del ritorno a Fiume, operando in clandestinità per coordinare il movimento delle truppe che scelsero la via della ribellione ideale. La mozione ricorda inoltre Rodolfo Cianchetti, sottotenente originario di Perugia, che contribuì direttamente alla stesura materiale del patto “Fiume o morte!”, e Vittorio Rusconi, tenente pavese e promotore accanito del giuramento collettivo, che partecipò all’intera Impresa mantenendo fede fino all’ultimo al patto stretto nelle notti ronchesi del settembre 1919.

Di Bert richiama anche Regio Decreto 2336 del 27 ottobre 1925, con cui la denominazione del Comune fu ufficialmente modificata da “Ronchi di Monfalcone” a “Ronchi dei Legionari”, a testimonianza del legame profondo tra la comunità locale e l’Impresa di Fiume. «Il 2025 segna il centenario esatto di questa transizione identitaria, un anniversario che la mozione intende valorizzare anche alla luce delle iniziative già realizzate nel 2019 per il centenario dell’Impresa, coordinate dal Consorzio Culturale del Monfalconese e dal Comune, e del rinnovato interesse nazionale suscitato recentemente da una trasmissione di Aldo Cazzullo su La7, che ha citato ampiamente Ronchi e il ruolo della città».

Il documento impegna così il sindaco e la giunta ad avviare l’iter in Commissione Toponomastica per intitolare una via, una piazza o un altro luogo significativo ai “Sette Giurati di Ronchi”, corredando l’intitolazione con una targa «che ne riporti i nomi e il ruolo storico». Viene inoltre proposto di «valorizzare i luoghi dell’Impresa attraverso targhe informative e indicazioni permanenti capaci di creare un itinerario storico, culturale e turistico fruibile in autonomia in occasione del centenario del nome 1925-2025, di promuovere una collaborazione stabile con il Consorzio Culturale del Monfalconese per rendere permanentemente accessibili le ricerche e i materiali raccolti durante il centenario del 2019 e di rafforzare nelle scuole del territorio la conoscenza della storia dei ronchigini e dei Legionari, affinché le giovani generazioni possano comprendere gli avvenimenti che hanno segnato il passato della città».

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