sanità
Dengue, tre casi importati tra Trieste e Gradisca: nessun collegamento tra loro
Due infezioni già accertate nel capoluogo giuliano e una in fase di verifica nel Goriziano. ASUGI rassicura, situazione sotto controllo, niente interventi straordinari per le zanzare.
ASUGI comunica che nelle giornate del 18 e del 20 marzo sono stati segnalati complessivamente tre casi di Dengue: due già accertati a Trieste e uno a Gradisca d’Isonzo, attualmente in fase di verifica. Tutti i pazienti risultano rientrati da viaggi all’estero in aree considerate endemiche.
I casi, precisano dall’azienda sanitaria, sono dunque importati e non presentano alcuna correlazione tra loro. In applicazione del Piano regionale 2025-2026 per la prevenzione, la sorveglianza e la risposta alle arbovirosi, sono state attivate tutte le procedure previste per il monitoraggio, la prevenzione e il controllo dei casi umani.
Considerato il periodo stagionale, non è previsto al momento alcun controllo straordinario dei vettori, misura generalmente adottata durante i mesi estivi e all’inizio dell’autunno, quando l’attività delle zanzare è più intensa.
Di origine virale, la Dengue è causata da quattro diversi sierotipi e si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, che a loro volta hanno punto una persona contagiata. Non si registra quindi trasmissione diretta tra esseri umani. Il virus resta in circolo nel sangue per un periodo compreso tra 2 e 7 giorni, fase in cui può essere acquisito dalle zanzare e successivamente trasmesso ad altri individui.
Nella maggior parte dei casi, circa l’80%, l’infezione decorre in modo asintomatico oppure si manifesta come una sindrome febbrile autolimitante. Tra i sintomi più comuni si riscontrano febbre elevata a insorgenza improvvisa, cefalea intensa con dolore retro-orbitario, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi, eruzioni cutanee e, più raramente, lievi manifestazioni emorragiche. La durata della sintomatologia difficilmente supera i 10 giorni.
La prevenzione resta l’arma principale e si basa sull’evitare le punture di zanzara. L’utilizzo di repellenti cutanei, l’adozione di abbigliamento protettivo come maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, insieme all’impiego di zanzariere, rappresentano misure efficaci a livello individuale. Sul piano collettivo è fondamentale eliminare i ristagni d’acqua, habitat ideale per la deposizione delle uova, e promuovere interventi di disinfestazione per contenere la popolazione dei vettori. È inoltre recentemente disponibile un vaccino, indicato in particolare per i viaggiatori diretti verso aree in cui la malattia è endemica.
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