Il sogno diventato realtà
Dalla guerra all’oasi del gioco, la rinascita di Daria con l'apertura di 'Kids WOW' in via Morelli
Sarà un luogo per far divertire i bambini e offrire serenità alle famiglie. L’inaugurazione si terrà domenica 15 marzo dalle 16.30 alle 19 con ingresso gratuito.
Il trampolino con l’area di arrampicata, un playground con palline colorate e giochi interattivi con il proiettore. Oltre le porte scorrevoli di via Morelli 41/B ecco aprirsi un mondo incantato popolato da coniglietti e volpi gentili, uno spazio pronto a catapultare bambini da zero a dodici anni nell’universo del divertimento in sicurezza. È il neonato Kids WOW che verrà inaugurato domenica 15 marzo dalle 16.30 alle 19 con ingresso gratuito. Un pomeriggio speciale dove ad attendere i più piccoli ci saranno anche stuzzichini, pizza e deliziose sorprese, oltre che un aperitivo per i genitori. «Sono ucraina – racconta la titolare Daria Pavlishynets - quando il nostro Paese venne invaso mi trovavo là ed ero anche incinta. Penso che nessuno possa davvero comprendere cosa significhi la guerra finché non la vede con i propri occhi». Dall’alba di quel 24 febbraio del 2022 passarono quasi sei mesi, prima che Daria decidesse di abbandonare Chmel’nyc’kyj per dare alla luce la piccola Emilia in un Paese in pace. «All’inizio io e il mio compagno restammo lì – racconta - nella speranza che tutto finisse. Finché prendemmo la decisione di far nascere nostra figlia in un posto sicuro, e così venni in Italia, dove vive e lavora mia mamma». Impiegata nel settore dell’Information Technology e marketing online, oltre che nella creazione di siti web, Daria fu costretta a rassegnare le dimissioni e fuggire dai bombardamenti per rifugiarsi a Gorizia.
«Ero project manager e coordinavo progetti digitali – precisa - ma nella mia vita c’è sempre stata la passione di interagire con i bambini. Mentre studiavo all’università lavoravo come babysitter e truccabimbi, partecipando anche all’apertura di grandi centri di intrattenimento per l’infanzia in diverse città dell’Ucraina». Giunta in Friuli Venezia Giulia Daria avverte subito la mancanza di un ingrediente fondamentale, in Italia poco percepito: un luogo nel quale i bambini potessero giocare in serenità senza percepire l’ansia dei genitori. «A Gorizia – spiega - realizzai che mancava qualcosa, nel mio Paese considerato normale: spazi in cui i bambini potessero giocare liberamente, in Ucraina presenti pressoché in ogni quartiere. Rimasi stupita dall’assenza di luoghi simili, e dal fatto che molte famiglie di Gorizia andassero in Slovenia a festeggiare i compleanni, per esempio al Magma X, piuttosto che restare in Italia». Mentre nelle giornate di pioggia le famiglie londinesi si concentrano nei musei, nel capoluogo isontino la noia verrà scacciata dal gioco: «Sarà uno spazio in cui le famiglie possano trascorrere del tempo con i bambini – riflette - per esempio quando piove o fa freddo, o quando ci si stanca del solito parco giochi». Un’oasi in cui la stessa mamma possa finalmente concedersi una pausa: «Qui potrà sedere tranquillamente su un divano come adesso facciamo noi, in modo che il bambino possa giocare in sicurezza».
Ed è così che nasce l’idea di Kids WOW, per qualche tempo rimasto nel cassetto: «All’inizio si trattò semplicemente di un’idea nella mia testa – ammette - soprattutto con il pensiero volto a mia figlia. Intendevo creare un luogo dove lei stessa potesse giocare, divertirsi e festeggiare il suo compleanno. Per me questo progetto – aggiunge - è qualcosa di molto personale: qui è racchiusa davvero una parte della mia anima». Senza darsi per vinta, Daria si è rimboccata le maniche per tuffarsi in una nuova avventura reinventandosi quasi da zero. «Ho realizzato tanto con le mie stesse mani: dipinto le pareti, preparato gli spazi e seguito ogni dettaglio, concentrando interamente le mie energie nel progetto». L’intenzione era dar vita a un’area alternativa in grado di attrarre il pubblico dei più piccoli accompagnati dai genitori: «L’importante era creare qualcosa di diverso dai soliti spazi gioco – ammette - che non volevo riempire solo con i gonfiabili». Un centro accogliente a dispetto della guerra che l’ha spinta a lasciare quella città a 300 chilometri da Kiev, perché – rimarca - ancora oggi «in Ucraina non esiste posto sicuro in cui vivere». «I parenti di una mia amica – ricorda - avevano più di 80 anni e hanno perso la vita per via di una bomba caduta proprio sulla loro casa». L’inverno ormai concluso è stato durissimo per l’intera popolazione, rimasta senza riscaldamento e luce per giorni. «La Russia attacca le nostre centrali energetiche interrompendo l’erogazione di energia – chiarisce - ma d’inverno in Ucraina le temperature scendono fino a meno venti».
Nonostante tutto Daria sorride e tiene duro pensando al compagno rimasto ad aiutare i connazionali come volontario: «Il nostro Paese è in guerra – chiosa - e gli uomini non possono uscire per vivere altrove: il mio compagno può soltanto venire a trovarci una volta ogni due o tre mesi per pochi giorni. Mi auguro finisca presto – auspica – anche se ormai sono quattro anni che continuo a sperare invano. Avrei voluto partorire lì, ma questa brutta storia non finisce più, e le notizie non sono certo confortanti: il mondo sembra impazzito. Per fortuna ci restano i bambini, con cui condividere quel poco di felicità». Orgogliosa che la piccola Emilia possa vivere lontano dai bombardamenti, Daria non nasconde la fierezza di aver realizzato uno spazio giochi per dispensare un pizzico di serenità a tutti: «Mentre mia figlia non sa cosa significhi vivere sotto le bombe – prosegue - in Ucraina vivono così da quattro anni, e la pace ancora non si vede. Questo spazio serve anche a dare un po’ di gioia agli altri. Qui in città ci sono molti ucraini con bambini che si sono rifatti una vita da zero, senza dimenticare la propria lingua. Quanto a me, prima della guerra conoscevo il russo, ma dopo l’invasione mi sono rifiutata di parlarlo. Oggi l’ho dimenticato e mia figlia non lo capisce, comunica solo in italiano e ucraino. A casa parliamo in ucraino per non farle dimenticare la nostra lingua di origine, ma lei ora gioca solo in lingua italiana». Per informazioni sulla struttura, contattare il numero 3296842814 o visitare il sito www.kidswow.it
Foto di Rossana D'Ambrosio
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