LA COMMEMORAZIONE
Dal Villaggio dell'Esule di Ronchi l’invito a «Chiedere perdono reciprocamente»
La cerimonia in memoria delle vittime delle Foibe davanti al Monumento del Villaggio dell’Esule organizzata dal Comune con ANVGD e Associazione Giuliani nel Mondo.
Cerimonia in occasione del Giorno del Ricordo anche Ronchi dei Legionari per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’Esodo dalle loro terre di Istriani, Fiumani e Dalmati nel Secondo Dopoguerra, nel contesto della complessa vicenda del Confine Orientale.
Come da tradizione, è stato il quartiere di Via dell'Istria, dove si trova il monumento dedicato all'Esodo, ad accogliere nel primo pomeriggio di oggi, martedì 10 febbraio, l’iniziativa commemorativa organizzata dal Comune, ANVGD di Gorizia e Associazione Giuliani nel Mondo. Si tratta del "Villaggio dell'Esule" che venne completato nel 1956. Presenti le associazioni locali, le autorità militari, il sindaco Mauro Benvenuto, alcuni esponenti della maggioranza, la consigliera delegata alle cerimonie istituzionali, Bon, i consiglieri di minoranza Marocco e Borgia, il consigliere regionale del Pd, Moretti e il collega di Patto per l’Autonomia, Bullian. Gli Alpini della locale sezione hanno deposto una corona dall’oro ai piedi del monumento dedicato alle Vittime delle Foibe.
Nel suo intervento, la presidente dell’ANVGD di Gorizia, Maria Letizia Ziberna ha rilevato che «è tempo di superare vecchie contrapposizioni» anche se non vanno dimenticate le colpe dei vari crimini compiuti. Sono state complessivamente 700mila le vittime delle Foibe. Ziberna ha ricordato quel «destino comune» dei tantissimi oppressi dai regimi chiedendo che si respingano odio ideologico e culturale. Richiamando l’esempio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che anche recentemente ha invitato a guardare ed avere rapporti fondati sul dialogo e sulla collaborazione, la rappresentante dell’ANVGD, ha parlato anche di Italiani e Sloveni «chiamati a proseguire» sulla strada tracciata da GO! 2025 e posta in evidenza dal Capo dello Stato. «Si chieda perdono in maniera reciproca» così in uno dei passaggi conclusivi. Di un Ricordo «che fa parte di tutti i giorni dell’anno» ha riferito Franco Miniussi dell’Associazione Giuliani nel Mondo. «L’Esodo è stato abbandono forzato dai propri affetti e dai propri beni – continua l’esponente del sodalizio – non va stilata nessuna graduatoria della sofferenza ma va vissuta la ricorrenza con orgoglio».
«Durante la legge di Stabilità a dicembre ho proposto un emendamento in Consiglio regionale, che è stato approvato quasi all'unanimità e che era stato perfezionato in collaborazione con il collega Giacomelli, per ricostruire, in particolare, il vissuto quotidiano delle famiglie di esuli, documentare l'evoluzione degli insediamenti creati per accoglierli nel secondo dopoguerra e valorizzarne la memoria, nonché evidenziare la risposta stessa della popolazione regionale e delle istituzioni a tale fenomeno, con una visione d'insieme che ancora manca» sono le parole del consigliere regionale Bullian il quale ha assicurato il suo impegno nel continuare ad essere da impulso per «investire nella ricerca storica e nel riconoscimento dei centri di raccolta, dei quartieri e dei villaggi dove sono stati concentrati gli esuli».
«Tutto questo – conclude - significa costruire una memoria capace di offrire alle generazioni future strumenti di conoscenza e consapevolezza utili a leggere il presente e a rafforzare il senso di comunità e solidarietà». Di «memoria presente scolpita nella pietra» ha riferito il sindaco Benvenuto che non ha mancato di relazionare sul «destino di radicamento e sofferenza» che anche la comunità di Ronchi ha incontrato in quanto 504 sono state le persone accolte nel Villaggio. Da qui l’invito rivolto alla comunità per custodire i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della collaborazione istituzionale. Il parroco monsignor Ignazio Sudoso ha impartito la benedizione e ha tenuto un momento di preghiera.
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