Dai voli diretti Monfalcone-Dakka con «Si – vola» a «Tele-No Velo», Sior Anzoleto non risparmia la politica locale

Dai voli diretti Monfalcone-Dakka con «Si – vola» a «Tele-No Velo», Sior Anzoleto non risparmia la politica locale

LA TRADIZIONE

Dai voli diretti Monfalcone-Dakka con «Si – vola» a «Tele-No Velo», Sior Anzoleto non risparmia la politica locale

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 17 Feb 2026
Copertina per Dai voli diretti Monfalcone-Dakka con «Si – vola» a «Tele-No Velo», Sior Anzoleto non risparmia la politica locale

Tra satira e risate, la Magnadora al centro delle canzonature del vecchio Postino. Sana irriverenza su Fasan e Cisint. «Panchinari» Moretti e Konate.

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Sono arrivati puntuali, a mezzogiorno, affacciandosi dalla loggia del Comune. Sono le maschere madri del Carnevale Monfalconese arrivato alla sua 142esima edizione. Davanti al Notaio Toio Gratariol, si sono presentati Sior Anzoleto Postier De La Defonta e la sua sposa Giovanna Gambalonga, alias Giovanna Colautti. Il momento clou della colorata e goliardica manifestazione bisiaca è comunicata con una piccola gaffe: colpa della Banda o del vecchio Notaio?
Forse i vari brindisi fatti dal tradizionale corteo degli sposi nei rioni cittadini hanno prodotto i loro effetti così il pubblico ufficiale ha dato inizio all’appello senza che gli allegri suonatori potessero accorgersi di dover suonare l’Inno della Città.

Ma si sa, la liturgia – laica o religiosa che sia – è cosa seria e mai semplice. I Bisiachi – non più di 2500 e pochi «gli indigeni e gli oriundi con il velo e sensa velo» – hanno ascoltato più che cantato l’inno. Anzoleto esordisce il Testamento - più meditativo che divertente - con la presentazione della squadra, canzona la Giunta di cui non risparmia l’assessore Banello – «in controcampo» - «che da quando el ga savù che un campion de tennis xe diventà Papa, al ga cambià sport perché no se sa mai…». Beccato, «in porta» anche l’assessore Venni «che i ghe ga conzà un fraco de robe tra xui le fogne e le scovaze» e che «all’inizio no’l voleva ma dopo i lo ga convinto e sulla maia, per premio, i ghe ga scritto Venni, Vidi, WC». Panchinari – i soli citati dell’opposizione, Moretti e Konate».

Il vecchio postino si sposta poi sull’internazionale, “lascia” «un mondo a remengo» con Melania Trump «che vol costringer Donald a ciorse la Slovenia come cinquantunesimo Stato: la ghe ga za portà la bandiera nova con cinquanta stelle e un cevapcicio». «Tuto el mondo – ironizza – riconosserà la Slovenia come el cevapcicio de Trump, ve rendè conto?! E meti che un giorno Melania ghe disi che la vol el cevapcicio più grande? Cossa ghe impedisssi de ciorse anche Mofalcon?».

Satira anche su Fincantieri: «Elon Musk xe in trattative per ciorsela: el vol far le astronavi da crociera per andar su Marte perché i ghe ga dito che la manodopera qua costa poco e che se pol lavorar anca de note, cussì finalmente i monfalconesi se sveia un poco». Strabiliante anche l’dea della linea aerea tra Monfalcone e Dakka: «par che la compagnia se ciamerà Sivola non tanto in onor del verbo volare ma dell’odor che gaverà i pasti servidi a bordo. Si – vola, proprio». Su questo ne gira già una vignetta sui social…

Tra le eredità cittadine non è mancata anche l’europarlamentare Cisint alias «Crudelia de Monfy la varda de bruto sia i sechi che i sgionfi». Poi la R1, «rotatoria nova» che «vignerà integrada anca con un stargate per la stessa destinazion – sempre by Elon Musk – appunto Dakka, cussì te rivi anche in bici». Risate pure sulle «scole nove e le nove bestiusse» con la scabbia. Anche il velo è stato tra i protagonisti del sarcasmo di Anzoleto e qui torna la «superconcitadina eurodeputata» quando alla Barcolana girava con la scritta “No velo, si vela” e «adesso gierà anche una serie televisiva tipo la telenovela degli Anni 80 solo che se ciamerà “Tele-No Velo”.

Comicità con vena critica sugli «incidenti diplomatici» della politica locale con Fasan e Dipiazza, su «le barufe cola Polizia Local», il trasloco della Biblioteca e la passerella di Marina Julia «subido ruginida». Ancora, sana l’irriverenza sulla campagna elettorale dell’attuale primo cittadino e «su l’oposizion che le gaveva studiade tute pur de ciapar voti, gaveva anche l’interprete bengalese» fino ad arrivare al candidato Konate, «ciamarse Bou a Mofalcon no xe facile eh, ovvio che va a finir che te ciapi pochi voti» per poi finir a veder diventato “Insieme per Konate” … «Por Konate».

Tra le rogne, le – evidentemente, nuove - «striche blu» de Marina Julia, le difficoltà del mondo sanitario, i cassonetti «co le ciavi che gira» e i laghi «tale strade co piovi». Immancabili «le nove favole» cittadine, la Galeria Rifugio ma «Mofalcon no cambierà mai, perché noi no ne buta zo nisun, noi se riqualifichemo, come l’Hannibal» perché «Mofalcon xe sempre nostra, che sia piova o che sia sol, Mofalcon xe la risposta».

Foto di Ivan Bianchi

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