Da luogo di sofferenza a spazio di dignità, il racconto di Parco Basaglia a Gorizia

Da luogo di sofferenza a spazio di dignità, il racconto di Parco Basaglia a Gorizia

L'APPROFONDIMENTO

Da luogo di sofferenza a spazio di dignità, il racconto di Parco Basaglia a Gorizia

Di Redazione • Pubblicato il 29 Nov 2025
Copertina per Da luogo di sofferenza a spazio di dignità, il racconto di Parco Basaglia a Gorizia

Tra gli appuntamenti finali dell'Istituto Culturale Mitteleuropeo si è ripercorsa la storia dell'ospedale psichiatrico attraverso le testimonianze dell'archivio. Focus sul libro ‘Borgo Fornasir’ e sul parallelo filosofico tra il celebre psichiatra e Carlo Michelstaedter.

Condividi
Tempo di lettura

Vanno verso la conclusione gli appuntamenti di ICM, che da questa mattina, sabato 29 novembre, hanno presentato “SconfinaMenti”, ponendo il focus sull’eredità di Franco Basaglia. Partendo proprio dalla figura del celebre psichiatra e neurologo, ha preso vita la presentazione della lunga storia del Parco Basaglia, che attualmente accoglie l'ex OPP: l’archivio, le strutture e gli enti presenti nell’area sono stati illustrati da Sara Fantin, della Cooperativa Sociale La Collina.

L’archivista ha ripercorso la storia del grande manicomio di via Terza Armata, raccontando come, grazie a Basaglia, quel luogo di sofferenza e perdizione si fosse trasformato, negli anni Sessanta, in un ambiente più umano e sano. Un luogo in cui i pazienti con disturbi psichiatrici potevano finalmente esprimersi, dopo essere state per troppo tempo considerate soltanto numeri, entità senza dignità e disumanizzate.

Un progetto, primo in tutta Italia, che puntava anche a superare il divisionismo e la paura delle persone nei confronti dei pazienti psichiatrici, cercando il più possibile di aprire la città di Gorizia alla conoscenza delle patologie mentali, un obiettivo portato avanti nei primi anni Settanta anche a Trieste. Le informazioni illustrate da Fantin provengono dall’archivio dell’ospedale psichiatrico, che raccoglie oltre 1090 documentazioni: materiali che descrivono la struttura e la storia clinica dei numerosi pazienti dagli anni Trenta del Novecento fino alla chiusura dell’istituto, avvenuta con l’omonima legge del 1978. L’incontro si è poi concluso con una serie di interventi introdotti dalla storica Veronica Ronchi, che ha contestualizzato il valore della giornata all’interno del lungo percorso di memoria e ricerca sul manicomio goriziano.

A seguire è intervenuto Alessandro Sartori, responsabile della Comunità terapeutica La Tempesta. Sartori ha posto l’attenzione sulla pubblicazione Borgo Fornasir, utilizzandola come punto di partenza per un confronto che vagliasse il passato e il presente, un modo per poi poter riflettere sui modelli di cura, la percezione sociale della malattia mentale e l’organizzazione degli spazi destinati alla terapia siano profondamente cambiati, pur mantenendo alcuni fili di continuità con l’esperienza basagliana.

Poi la giornalista milanese Lucia Bellaspiga ha guidato l’intervista a Nicolò Fornasir, che ha condiviso un racconto della sua infanzia trascorsa in un edificio situato proprio accanto al manicomio. Ha ricordato come i pazienti, all’epoca, potessero trascorrere le giornate lavorando nella fattoria appositamente pensata per loro: un luogo che, pur inserito in una realtà ancora segnata dalle rigide strutture manicomiali, permetteva momenti di reinserimento dei pazienti alla società. Quell’esperienza, le persone incontrate e le atmosfere di un mondo oggi scomparso sono al centro del suo libro “Borgo Fornasir”, una tessera friulana del mosaico mitteleuropeo, dedicato proprio all’ex Ospedale Psichiatrico.

Ha chiuso la giornata Fabrizio Meroi, filosofo, poeta e docente universitario, che ha offerto un contributo di grande profondità intellettuale. Meroi ha esplorato il legame di pensiero tra Carlo Michelstaedter e Franco Basaglia, mostrando come due figure così diverse — uno filosofo tragico della persuasione, l’altro rivoluzionario della psichiatria — potessero incontrarsi in una comune ricerca di autenticità umana.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311. 

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione