IL BLOG
Da austera a icona pop: ecco la storia della Panda 750 Young di Riccardo
Con le strisce giallo-nere intatte e 100mila chilometri compiuti, l'esemplare acquistato a Cormons nel 1987 evita il macero grazie al giovane di Staranzano.
«Se non ci fosse bisognerebbe inventarla», è questo forse uno degli slogan più celebri che negli anni si sono fatti spazio nel complesso e variegato mondo dell'automobile che ha caratterizzato gran parte del secolo scorso. Una frase talmente evocativa che, come non mai, è stata capace di descrivere l’essenza della Fiat Panda, la piccola super-utilitaria della casa torinese che, dal 1980, vive e percorre ancora oggi le tante strade del nostro Paese.
Una vetturina nata dalla prestigiosa matita di Giorgetto Giugiaro che, dal 1980, ha affiancato la storica 126, riuscendo quasi da subito a farsi apprezzare dal grande pubblico dell’epoca, coinvolgendo dal giovane neopatentato squattrinato all’anziana signora bisognosa di una maneggevole vettura pensata per i suoi piccoli spostamenti quotidiani. Un vero e proprio fenomeno che racconta quella che è l’essenza della Panda, un’automobile nota per la sua versatilità, simpatia e - soprattutto - per la sua grande ispirazione all’economicità e al risparmio.
Una macchina che, dopo il restyling denominato “Supernova” avvenuto nel 1986, ha ottenuto ancora più apprezzamenti da parte del pubblico, preparando così la piccola di casa Fiat a interfacciarsi ad un mercato che, con l’inevitabile avanzamento del progresso, stava cambiando profondamente. Una lunga linea temporale che, dopo qualche piccolo intervento estetico a mascherine e selleria interna, è terminata negli ultimi mesi del 2003 quando, per il cambiamento delle norme in fatto di sicurezza e inquinamento, la Panda 141 - così si chiamava la serie post '86 - è andata gloriosamente in pensione dopo 17 anni di onorato servizio e quasi 4milioni e 500mila esemplari, per lasciare così spazio alla più moderna e comoda serie 169. Svariate, dati appunto i vari aggiornamenti in quasi 20 anni, le motorizzazioni e gli allestimenti disponibili: dal ridotto 750 aste e bilancieri a carburatori, ai più collaudati 900 i.e., al rarissimo 1.3 Diesel, al mitico 1000 Fire e al più recente e scattante 1.1 Fire i.e., tipico delle versioni 4x4 e montato sulle ultime edizioni “Young”, “Hobby” e “Van”.
Come tutte le utilitarie coetanee, anche la Panda, proprio grazie alla sua attuale grande diffusione, rientra ancora - e anche giustamente - nella categoria di “auto vissuta e sfruttata”, testimoniato dalla sua vocazione austera e semplice, permettendo a chi ne possiede una di poter sistemarla e mantenerla investendo appena una piccola parte di pecunia. Non è quindi del tutto inconsueto imbattersi in esemplari, soprattutto quelli più datati, che appaiono spesso come “stanchi” o banalmente trascurati, presentando vernici opacizzate, qualche punto di ruggine, tappezzeria usurata e plastiche oramai divenute bianche e secche causa gli agenti atmosferici o, va detto, della non altissima qualità delle plastiche dell’epoca.
Ma ad oggi, per fortuna, ci sono ancora delle notevoli eccezioni. Una di queste è di certo rappresentata proprio dalla Fiat Panda 750 Young di Riccardo, giovane ragazzo di Staranzano che è riuscito a trarre in salvo da una fine non del tutto certa questo specifico esemplare che, lo si può affermare, è quasi del tutto intonso.
Ma prima di raccontare il presente, come di consueto, è necessario narrare quello che è stato il passato di questa vettura. Era il 18 giugno del 1987 quando il signor Giuseppe, classe 1917 e residente a Doberdò, si recò personalmente alla concessionaria cormonese Caramel per acquistare questa bellissima Panda, nella versione più semplice che si potesse scegliere, pensata per un pubblico prettamente giovanile, dai caratteristici interni in pseudo-vellutino grigio e corredata dalle sgargianti strisce giallo-nere che corrono lungo le fiancate dell’auto. La vita di questo esemplare, come spesso accade in queste storie ambientate in provincia, è stata mediamente tranquilla e spensierata, passata in gran parte all’interno del garage dove riposava religiosamente ogni qualvolta non veniva utilizzata. Con il passare degli anni la vettura, guidata gradualmente sempre meno dall’ormai anziano signor Giuseppe, viene acquisita dalla figlia Maria che, dal 2010 fino ad un mese fa, l’ha preservata e utilizzata fino a quando, dato l’avanzare dell’età, ha dovuto lasciarla in permuta ad un concessionario locale per poter acquistare, guarda caso, un'altra Panda, ma in una versione molto più recente.
L’auto così ha passato qualche tempo parcheggiata fuori al piazzale della concessionaria fino a quando è stata notata da Riccardo che, dopo essersi messo d’accordo con l’autosalone e con la proprietaria, ha deciso di acquistarla e di rimetterla in strada. «Era da diverso tempo che ne desideravo una - ha raccontato il neo proprietario - quando ero più giovane ne avevo una simile e mi è rimasta impressa per la sua affidabilità e comodità nell’uso cittadino».
A convincere il giovane staranzanese a portarsi a casa quella vecchia utilitaria sono state le condizioni nelle quali si presentava: ancora lucida e con poco più di 100mila km percorsi, a dimostrazione di tutto l’amore e la cura che le erano state dedicate in quasi 40 anni complessivi di vita. «Quando l’ho notata sono rimasto sbalordito su quanto fosse tenuta bene - ha proseguito Riccardo - c’è qualche normalissima imperfezione data dall’età, come il sedile guidatore leggermente scucito e qualche piccolissima bottarella da parcheggio sui parafanghi e paraurti, ma sarà mia premura sistemare questi dettagli il prima possibile».
Delle attenzioni che di certo gioveranno all’aspetto già straordinario di questo esemplare che, nel corso del tempo, ha visto molte sue “sorelle” divenire regine incontrastate da un mercato che negli ultimi dieci anni è a dir poco lievitato. Ormai queste piccole utilitarie sono da anni al centro dei tanti appassionati che vanno a caccia dell’esemplare migliore, a partire proprio dalle ormai inflazionate versioni a quattro ruote motrici, divenute leggendarie per le loro decantate doti di “splendidi attrezzi d’altura”. A far timidamente capolino nel mercato anche le tantissime versioni rare o speciali uscite nel corso dei quasi 20 anni di vita del restyling “Supernova”, come la non tanto comune versione “Shopping”, la ricercata serie speciale “Italia 90”, la serie limitata “Top Ten” o la più particolare Selecta, equipaggiata con un avveniristico - per l’epoca - cambio automatico a variazione continua.
«Trovo che investire su questo tipo di macchine sia ormai una scelta che reputo del tutto green - conclude Riccardo - sono veicoli fatti per macinare chilometri e pensati per durare nel corso del tempo. Sicuramente sono una scelta del tutto più ecologica rispetto a smaltire un’auto vecchia per poi crearne una nuova».
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.




Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione











