Culture e identità plurali al Festival delle Lingue, ora i workshop per bambini a Gorizia

Culture e identità plurali al Festival delle Lingue, ora i workshop per bambini a Gorizia

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Culture e identità plurali al Festival delle Lingue, ora i workshop per bambini a Gorizia

Di Redazione • Pubblicato il 09 Giu 2024
Copertina per Culture e identità plurali al Festival delle Lingue, ora i workshop per bambini a Gorizia

Filo conduttore è stato il valore altissimo insito nel conoscenza di più lingue, anzi nel plurilinguismo. Lunedì partono i workshop in Palazzo Rabatta.

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Il Festival delle Lingue di Gorizia ha appena concluso la sua seconda edizione, finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, e l’associazione Kulturhaus Goerz sta già iniziando ad immaginare già la prossima edizione del 2025. La rassegna ha visto la combinazione di più elementi, incontri scientifici, laboratori di gioco, incontri con autori afferenti a diverse aree linguistiche, spaziando dalla linguistica, all’antropologia, alla traduzione, al conflict management, alla letteratura in più lingue, e infine al linguaggio della musica e dell’arte.

Filo conduttore è stato il valore altissimo insito nel conoscenza di più lingue, anzi nel plurilinguismo, ancora più significativo perché proprio carattere storicamente fondante di questo territorio, nel significato profondo della traduzione quale strumento di promozione della pace e della comprensione reciproca. Durante il festival si sono potuti così ascoltare ed incontrare in lingua originale, nella bellissima corte della simbolica Casa Ascoli, sempre in traduzione uno dei più importanti giovani autori sloveni Goran Vojnović, come pure la triestina Mary Barbara Tolusso intervistata da Walter Chiereghin con la collaborazione del comitato goriziano della Società Dante Alighieri.

Giunti in città anche il giallista austriaco Guenter Neuwirth e uno degli esponenti di spicco della ormai matura letteratura migrante in lingua italiana, ovvero l'italo-togolese Kossi Komla Ebri. Si sono aperti dunque scenari e prospettive molto stimolanti sul significato dell’identità, del concetto di nazione, di appartenenza, di confine, di esclusione, elaborati a partire dalle riflessioni plurali in riferimento alla realtà socioculturale in Slovenia, in Austria e in Italia, anche alla luce dell’arricchimento tematico e linguistico dato da una letteratura transnazionale in lingua italiana, ma non solo.

A livello scientifico molto stimolante la prospettiva dell’antropologo Marco Aime, sui confini e sulle comunità immaginate, come pure le riflessioni critiche di Vojko Gorjanc dell’Università di Lubiana sulla situazione attuale della lingua slovena, specie in relazione al rapporto tra la lingua scritta, frutto di un costrutto, e le tante varianti della lingua parlata. Un discorso che riguarda anche le contaminazioni con altre lingue slave dei cittadini dell’ex Jugoslavia viventi in Slovenia. Di importante spessore anche il punto di vista di Jan Brousek dell’Università di Klagenfurt e Graz, che ha riflettuto sui conflitti interculturali in area Alpe Adria, con particolare riferimento agli episodi di intolleranza verso la comunità slovena in Carinzia.

Importanti le collaborazioni con la Società filologica friulana, che ha aperto e condotto una visita guidata in friulano del bellissimo piano nobile e della Mostra delle lingue di Casa Ascoli e dell’associazione Amici di Israele, con Lorenzo Drascek. Quest'ultimo ha condotto i visitatori attraverso il ghetto e la sua storia, per concludere con una degustazione kosher. Da segnalare anche la partecipazione della cantautrice Paola Rossato e il chitarrista Raffaele Ragusa. Per il prossimo anno si prevede di approfondire con nuovi ospiti questo approccio plurale capace di far riflettere criticamente sulle nozioni di identità, appartenenza, senza dimenticare che la lingua è gioco, è vita, è incontro, è divertimento.

Saranno dunque riproposti laboratori linguistici tenuti dai docenti madrelingua dell’associazione, sia per bambini che per adulti, accompagnati dall’incontro con nuovi autori e da rafforzate collaborazioni, a partire dall’Università di Klagenfurt, Graz e Lubiana. Proseguirà la sezione del progetto dedicata all’insegnamento delle lingue nelle scuole in area confinaria, con la scuola media Ascoli e Osnovna šola di Salcano attraverso il Passaporto delle lingue, vero e proprio passaporto che ogni ragazzo partecipante ha potuto riempire di timbri, a raccolta delle competenze linguistiche e delle attività comuni svolte assieme ai compagni d’oltreconfine.

Da settembre, poi, iniziano i corso di lingua annuali adulti promossi ormai da 10 anni dall’associazione. Si lega a questo importante lavoro dal basso anche un altro progetto dell’associazione ovvero il workshop linguistico per bambini, in partenza lunedì 10 giugno, che darà la possibilità ai bambini da 6 a 11 anni (fine prima media) di poter partecipare ad attività di gioco, lingua e movimento dalle 8.30 alle ore 13 dal lunedì al venerdì, fino al 21 giugno, condotto in più lingue.

Nella splendida cornice di Palazzo Rabatta in centro città, i bambini parteciperanno divisi in tre gruppi con il coordinamento di tre docenti madrelingua e bilingui (italiano, sloveno e tedesco) ad attività finalizzate ad avvicinare attraverso il gioco e il divertimento al ricchissimo patrimonio linguistico del goriziano. Per accedere ai pochi posti ancora disponibili si può mandare una mail a kulturhausgo@gmail.com o un whatsapp a 3927203099.

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