La Croazia brinda con il Prošek, ira nelle cantine del Friuli Venezia Giulia

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La Croazia brinda con il Prošek, ira nelle cantine del Friuli Venezia Giulia

Di Redazione • Pubblicato il 14 Set 2021
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Preoccupazione di associazioni di categoria e politica, si teme confusione sui due prodotti. Le richieste.

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Corldiretti Friuli Venezia Giulia guarda con preoccupazione al caso Prošek della Croazia.A prendere posizione è il direttore Cesare Magalini, che parla di "un precedente pericoloso", ma anche "un intervento in totale contraddizione con una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale e ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Ue".

Pochi giorni fa, è arrivato il via libera alla domanda di registrazione dell’indicazione geografica protetta del vino balcanico. "Si tratta dell’ennesimo tentativo di plagiare il successo del Prosecco nazionale – osserva Magalini – dopo i tentativi smascherati dalla Coldiretti già in passato della vendita di falso prosecco alla spina a quello in lattina, ma anche con imitazioni diffuse in tutti i continenti: dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, dal Whitesecco al Crisecco".

Un vero e proprio inganno, aggiunge il responsabile del settore vitivinicolo della Coldiretti Fvg Marco Malison: "Inaccettabile come si sia aperta una strada per togliere spazio di mercato al prodotto originale che lo scorso anno, in piena pandemia ha realizzato un valore delle esportazioni superiore al miliardo di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat".

L'associazione rilancia dunque l’appello del presidente nazionale Ettore Prandini: "È necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo. Tra l’altro, questo precedente pericoloso rischia di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione Prosecco dai falsi come in Argentina e Australia".

Dopo la pubblicazione in Gazzetta – ricorda la Coldiretti – tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale. Dal Consiglio regionale, Diego Bernardis (Lega) - primo firmatario dell'ordine del giorno sul tutelare l'origine del vino accolto durante la legge di Assestamento di bilancio - parla di "un attacco al Made in Italy".

"Sono soddisfatto - aggiunge l'esponente - poiché il presidente Fedriga e la giunta regionale hanno condiviso e appoggiato una battaglia in difesa delle nostre eccellenze. Il Prosecco è il vino più esportato al mondo e in Friuli Venezia Giulia vi sono produzioni di grandissima eccellenza che vanno tutelate e valorizzate. La richiesta avanzata dalle autorità di Zagabria, nel caso fosse accolta dall'Unione europea, aprirebbe le porte a tantissimi altri maldestri tentativi di imitazione".

Anche la sottosegretaria alla cultura, Lucia Borgonzoni, si schiera contro questa decisione: "A nulla valgono le rassicurazioni della Commissione - ha dichiarato all'Agi - secondo cui il Prošek croato non avrebbe nulla in comune con il nostro. Il rischio di confusione, contraffazione è alto. Scriverò una nota alla direttrice generale Unesco per spiegare la gravita' della possibile scelta. Sarebbe come riconoscere un altro sito archeologico nominato Colosseo".

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