LA RASSEGNA
A Cormons ritorna 'Il Mondo Fuori', il festival che racconta il confine. Attesi Goracci e Floramo
Annullata lo scorso autunno per l'alluvione, la manifestazione viene riproposta dal 19 al 22 febbraio con incontri, spettacoli e momenti di riflessione. Tra gli ospiti anche Dario Fabbri e Raoul Pupo.
Nuove date per il Festival dell'informazione Il Mondo fuori, che torna a Cormòns da giovedì 19 a domenica 22 febbraio con la sua terza edizione, dopo l'annullamento delle date previste a novembre a causa dell'alluvione che ha colpito la frazione di Brazzano e l'intero territorio. Il tema scelto, “Raccontare il confine. Storie e immagini tra passato, presente e futuro”, attraversa linguaggi e discipline diverse, proponendo una riflessione ampia sul significato del confine come luogo fisico, culturale e simbolico.
L'edizione 2026 assume un valore particolarmente significativo, come sottolinea l'assessore alla cultura Anna Bortolotti: «Questo appuntamento sarà un'occasione di ripartenza per abbracciare lo spirito di comunità che ha contraddistinto questi mesi e per concretizzarlo in un'iniziativa di raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dall'alluvione». Il focus del festival resta invariato, grazie al lavoro organizzativo e alla disponibilità dei numerosi ospiti che hanno accettato di recuperare date e appuntamenti.
Il festival, organizzato dal Comune di Cormòns, mette al centro il confine attraverso giornalismo, geopolitica, racconti di guerra, arte contemporanea, musica, ma anche temi legati alla sostenibilità ambientale e alle tradizioni enogastronomiche, elementi profondamente radicati in una regione che vive storicamente su più confini. Gli appuntamenti si sviluppano in tre giornate, da giovedì a sabato, con due incursioni nelle cantine del territorio cormonese.
Ad aprire il programma, giovedì 19 febbraio alle 21, nella Sala civica comunale, sarà l'incontro con due voci autorevoli del giornalismo contemporaneo: l'inviata di guerra Rai Lucia Goracci e l'analista geopolitico e direttore di Domino Dario Fabbri, moderati dal vicedirettore del Gruppo Nem Paolo Mosanghini, che dialogheranno sui “Confini invisibili e popoli divisi”.
La mattinata di venerdì 20 febbraio è dedicata alle scuole e ai più giovani, con la presentazione del libro Storia di una linea bianca dello storico Alessandro Cattunar, seguita dal workshop "Fotografia di confine – Raccontare il muro invisibile" a cura di Mara Fella e Mattia Campo Dell'Orto, e dalla visita guidata alla mostra Limina. Nel pomeriggio il confine viene raccontato attraverso il cibo e l'ambiente: prima con la “cucina di confine” degli chef Fares Issa e Kevin Gaddi, poi con l'incontro sugli “ecosistemi di confine” con Edoardo Vigna e Giorgio Alberti, che si concluderà con una degustazione all'Enoteca di Cormòns.
Sabato 21 febbraio la frontiera diventa musica con il Jazz & Taste all'azienda vinicola Borgo Sandaniele e con il Teo Collori Trio. In serata spazio alla storia e alla memoria con l'incontro Memorie di confine, che vedrà dialogare Raoul Pupo, Angelo Floramo e Igor Komel, prima del gran finale con lo spettacolo multimediale "Una vita spericolata – Robert Capa", dedicato al celebre fotoreporter di guerra.
Il festival si chiuderà domenica 22 febbraio alle 16.30, al Museo Civico del Territorio di Cormòns, con il finissage della mostra LIMINA: Borders_Confini_Confins_Grenzen_Meje, curata da Ivan Crico, un percorso espositivo che esplora il concetto di limite nelle sue molteplici declinazioni. Tutti gli incontri sono gratuiti e ad ingresso libero. àˆ attiva inoltre una raccolta fondi promossa dal Comune di Cormòns a sostegno delle popolazioni colpite dall'alluvione.
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