Cormons e le sue radici, il ricordo a 100 anni da Carlo d'Asburgo

Cormons e le sue radici, il ricordo a 100 anni da Carlo d'Asburgo

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Cormons e le sue radici, il ricordo a 100 anni da Carlo d'Asburgo

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 08 Mag 2022
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La celebrazione in duomo, il ricordo dell'ultimo imperatore austriaco.

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È stato celebrata ieri, sabato 7 maggio, alle 16 in duomo a Cormons la solenne celebrazione commemorativa per i 100 anni della morte del Beato Carlo d’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria. Ad organizzare la celebrazione è stata la Gebetsliga Pia Unione di Preghiera, associazione pubblica di fedeli che ha come obiettivo principale sostenere i suoi iscritti nel seguire Cristo con lo stesso spirito del Beato Imperatore Carlo.

“Farò tutto ciò che è in mio potere per bandire gli orrori ed i sacrifici della guerra il primo possbile, per ridurre al mio popolo la benedizione della pace amaramente mancata”. Questo compito fu concepito dal giovane Carlo qual via per seguire Cristo e farsi santo, nell’amore per i polo a lui affidati, nella cura del loro bene e nel dono della sua vita per loro. Sostenette la posizione di Papa Benedetto XV contrario all’“inutile strage”. In seguito alla sconfitta nella prima guerra mondiale volle presenziare al solenne Te Deum alla vigilia del capodanno 1919.

Nel proclamare Beato l’ultimo imperatore, il 3 ottobre 2004, Giovanni Paolo II disse che questi doveva rappresentare un “esempio per tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica". Della stessa filosofia del papa è don Walter Milocco, delegato della Gebetsliga e parroco a Villesse, che durante l’omelia ha spiegato: “Lui è la parola di Dio scritta nella storia perché sia testimonianza viva in tutti noi, e perciò celebriamo questa liturgia per il dono che la Provvidenza ci ha dato in un periodo tremendo della storia umana".

"La Chiesa l’ha beatificato affinchè sia d’ispirazione per noi qui oggi, grazie alla sua devozione e dedizione verso i suoi popoli. Noi in questo giorno vogliamo esprimere la gioia e la sofferenza di un uomo che fidandosi del signore ha dato la vita per tutti noi". Ad accompagnare la liturgia anche il sacerdote dell’Abbazia di Helingenkreuz, Marian Gruber, e musicata e cantata da l’Orchestra d’Archi di Farra d’Isonzo, i cori “Angelo Capello” di Begliano ed “Aesontium” di San Pier d’Isonzo. Presenti anche le voci soliste di Francesca Bressan, Piera Quargnal, Andrea Bomben e Kevin Baliviera, con la guida del maestro Marco Coceani.

Foto Daniele Tibaldi

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