IL RICONOSCIMENTO
Cormons, premio alla carriera per il fuoriclasse Giovanni Grattoni, 20 anni al top nel basket
Sala civica gremita di amici, tifosi ed ex compagni per omaggiare 'Nane', il cestista della serie A con 625 presenze e 7115 punti. «Non basta il talento, bisogna correre più dell'avversario».
Lunedì 11 maggio la sala civica di Cormons ha tributato a Giovanni Grattoni il riconoscimento che la sua carriera meritava, nel giorno del suo sessantasettesimo compleanno. Il sindaco Roberto Felcaro ha aperto la serata con parole che andavano oltre lo sport: «Siamo qui perché Giovanni ha fatto tanto per Cormòns e per i suoi ragazzi. Ha esportato il nome della nostra città in tutta Italia, e da parte nostra c'è un ringraziamento sincero per tutto quello che ha saputo dare». Il premio alla carriera è stato poi consegnato dall'amministrazione nelle mani di Grattoni alla presenza dell'assessore allo sport Massimo Falato e del consigliere comunale Marco Battistutta. A condurre la serata, tra aneddoti, filmati e ricordi, il giornalista Nicola Angeli.
In sala non mancavano i volti del basket regionale e nazionale: il presidente della Dinamo Basket Tiziano Palumbo, il presidente degli Eagles Cividale Davide Micalich e una folta rappresentanza dell'Alba Cormòns — la società dove Grattoni mosse i primi passi — con il presidente Alberto Bergamin e i dirigenti Sgubin, Sodano e Foscolini, che hanno consegnato una targa celebrativa in occasione dei sessant'anni del sodalizio. Presenti anche gli ex compagni Andrea Gracis, Moreno Sfiligoi, Michele Milan, David Londero, Paolo Graziani e Valdi Medeot.
Nato a Cormons proprio l'11 maggio 1959, Grattoni crebbe nelle giovanili dell'Alba prima di passare alla Reyer Venezia, dove esordì in serie A non ancora maggiorenne. Fu a Reggio Emilia però che raggiunse l'apice: nei cinque anni in Emilia divenne un riferimento della squadra, affinando nel tempo la specializzazione nel tiro da tre punti. Il 13 novembre 1989, nel derby emiliano contro la Fortitudo Bologna, realizzò nove triple per un totale di 27 punti su 35: un record rimasto nella memoria del basket italiano. Con Pesaro conquistò poi la Coppa Italia nel 1992 e raggiunse la Final Four di Eurolega a Parigi. In vent'anni di massima serie collezionò 625 presenze e 7.115 punti con le maglie di Reyer Venezia, Cantine Riunite Reggio Emilia, Scavolini Pesaro e Montecatini.
Sul palco Grattoni ha ripercorso la carriera con la semplicità di chi non ha bisogno di enfasi. Ha ricordato la figura di Manuel Raga, il giocatore che da bambino lo aveva colpito di più e che anni dopo si ritrovò a marcare: «Marcare il proprio idolo è qualcosa di toccante ed emozionante». Ha poi evocato il privilegio di allenarsi accanto a campioni come Dražen Dalipagić e Spencer Haywood a Venezia, o di sfidare un giovanissimo Kobe Bryant durante gli allenamenti a Reggio Emilia: «Aspettava che finissimo per sfidarci uno contro uno. Una determinazione fuori dal comune».
Sul segreto di una carriera ventennale, Grattoni ha glissato sull'idea del talento puro: «Non basta avere il talento, ci vuole motivazione. Un terzo dei miei punti li ho fatti in contropiede: velocità, tempismo, tecnica. Cerco di convincere i ragazzi che molti canestri li facevo semplicemente scattando prima degli altri».
A chiudere la serata, prima del rinfresco finale, un messaggio diretto ai giovani che allena: «A tutti i ragazzi che alleno vorrei dire questa cosa: qualsiasi cosa facciate non mollate mai, non arrendetevi facilmente accantonando i vostri obiettivi. Continuate fino a quando siete sicuri di averci provato fino in fondo. Sono la volontà e la determinazione le qualità che vi porteranno dove desiderate arrivare. Deve essere la fiducia in voi stessi a decidere quale dovrà essere la vostra strada, quindi non permettete mai che la delusione e lo sconforto personale prendano il sopravvento su di voi».
Oggi Grattoni è responsabile del settore giovanile dell'Alba Cormòns, ruolo che ricopre dal 2011 dopo aver già allenato a Massa e Cozzile, dove guidò la squadra Under 14 allo scudetto nazionale.
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