Cormons piange Franco Femia, giornalista attento alle persone e alla storia

Cormons piange Franco Femia, giornalista attento alle persone e alla storia

Il personaggio

Cormons piange Franco Femia, giornalista attento alle persone e alla storia

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 15 Gen 2026
Copertina per Cormons piange Franco Femia, giornalista attento alle persone e alla storia

Per anni è stato firma della redazione di Gorizia de Il Piccolo e collaboratore storico di Voce Isontina e di Nuova Iniziativa Isontina. Lunedì 19 le esequie nel Duomo di Sant'Adalberto.

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Si è spento a Udine, città  nella quale era nato nel 1950, il giornalista Franco Femia. Per anni firma del quotidiano Il Piccolo, è stato anche assiduo collaboratore del settimanale diocesano Voce Isontina e del quadrimestrale Nuova Iniziativa Isontina.

Il padre, di origini calabresi, era dipendente civile dell'esercito e si era trasferito con la famiglia a Cormons. Dopo gli studi nel liceo scientifico a Udine, Franco aveva iniziato a scrivere entrando nella redazione di Gorizia del quotidiano triestino.

«La sua grande passione è stata la scrittura fin da subito – racconta la sorella, Mariagrazia – e posso dire che ha fatto il lavoro che gli piaceva. Era nel suo Dna, essendo una persona di relazioni vere, fisiche, a quattr'occhi. Pur conoscendo tanti fatti e tante persone lui raccontava quello che era necessario senza essere, però, giudicante. àˆ qualcosa che ho sempre apprezzato».

Lo ricorda con affetto anche il collega Tonino Barba, con il quale Franco è stato collega dal 1984. «Ha lavorato sempre con passione raccontando la parte della nostra provincia più ‘occidentale', Cormons e dintorni me anche la sanità , la cronaca nera e la giudiziaria, principalmente. Era una persona – così Barba – che amava la vita, orgoglioso della propria famiglia e dei suoi figli». Nello stesso periodo era collaboratore de Il Piccolo anche il fratello Claudio come corrispondente dal cormonese.

Se culturalmente era molto legato alla storia del territorio e in particolare a Cormons e alle sue istituzioni religiose, «delle quali era ottimo conoscitore avendole studiate assieme all'amico Giovanni Battista Panzera, era anche entusiasta della vita e del proprio lavoro. Ogni volta che completava un servizio giornalistico tornava in redazione e ci raccontava tutto quello che era successo».

Barba ricorda con piacere i servizi di Femia sui vari Presidenti della Repubblica che hanno visitato Gorizia negli ultimi decenni ma anche «tutte le vicende di confine. Raccontava spesso del proprio periodo da militare negli Alpini e spesso invitavamo i nuovi collaboratori che entravano al giornale a chiedere a Franco se avesse fatto il militare: in quel momento gli si illuminavano gli occhi, si fermava dal proprio lavoro e iniziava a raccontare con passione».

Uomo, anche, di grande fede tanto che per anni è stato valido aiuto ai vari parroci che si sono succeduti a Cormons nei consigli pastorali sia parrocchiale che diocesano e decanale. Proprio con il fratello Claudio, dagli anni '70 Franco è stato riferimento per il cormonese anche per il settimanale diocesano Voce Isontina diretto prima da don Maffeo Zambonardi e poi da don Renzo Boscarol.

Lascia la moglie, Antonella, i quattro figli, Lorenzo, Federica, Andrea e Davide, la mamma Lucia, i due fratelli Mariagrazia e Claudio, quattro nipoti, la famiglia tutta. Le esequie saranno celebrate lunedì 19 gennaio alle 14.30 nel Duomo di Sant'Adalberto a Cormons. 

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