LE REAZIONI
Collaborazione tra Fincantieri e Fiamme Gialle, Cisint chiama Fedriga per mediare. Serracchiani, «Relazioni istituzionali rotte da lei»
Per l’europarlamentare è necessario che il Comune sia «partecipe» alle scelte. La dem in disaccordo, «surreale richiedere al presidente di risolvere problemi».
«Due protocolli portati avanti da Fincantieri a partire da metà dicembre scorso hanno confermato la piena validità delle istanze di cui sono stata portatrice e che sono state riassunte nella mozione accolta all’unanimità dal Consiglio comunale - essi hanno riguardato l’impegno con i sindacati sulla riduzione del ricorso al subappalto e ora quello con la Guardia di Finanza teso a proteggere in particolare il nostro Cantiere da possibili illegalità e tentativi di infiltrazione criminale». È il commento dell’europarlamentare Anna Maria Cisint alla notizia del rafforzamento della collaborazione tra Fincantieri e Guardia di Finanza per combattere infiltrazioni e legalità economica. L’esponente leghista parla di «protocolli e quesiti, arrivati dopo l’interlocuzione promossa dal ministro Salvini, tramite l’intermediazione del presidente della Regione Fedriga, a fine novembre, grazie alla quale il Comune ha rappresentato all’amministratore delegato Folgiero le ragioni e le richieste della città».
Cisint richiama ancora «un modello produttivo basato sull’arrivo incontrollato di stranieri e in particolare di extracomunitari da realtà povere che, peraltro, hanno mostrato il rifiuto a ogni forma di integrazione nel territorio». «Da ciò – prosegue Cisint - nascono le situazioni che ora Fincantieri vuole arginare e regolare con questi accordi che rappresentano certamente un passo positivo. Tuttavia, se non si riconosce che l’intreccio delle scelte societarie e ciò che avviene all’interno dello stabilimento, ha conseguenze e ricadute impegnative che si alimentano nel contesto locale, allora viene a mancare un anello fondamentale per dare nuovamente ai nostri cantieri navali, insieme all’eccellenza delle navi realizzate, anche un valore reale per il lavoro, le imprese, l’occupazione e la convivenza sociale, così come è sempre stato nei primi cento anni della storia dell’azienda».
«Il Comune e il nostro Territorio, all’azienda non chiede solo un confronto, ma di essere partecipe delle scelte – rileva l’europarlamentare - abbiamo già presentato un pacchetto di proposte concrete frutto della volontà di dare un contributo reale alla risoluzione di problemi ormai da tempo evidenti». Quindi, quanto siglato rappresenta «la migliore premessa per poter nuovamente sederci al tavolo e proseguire questa nuova stagione di relazioni interistituzionali». «Chiederò al presidente Fedriga di farsi interprete di questa volontà di interlocuzione, avendo chiaro che i problemi vanno affrontati senza miopie – annuncia - subappalti e legalità vanno visti in rapporto alle ricadute nel territorio ed essi non sono disgiunti da una pianificazione dei fabbisogni di manodopera che cambi profondamente i guasti sociali creati dalle forme di presenza sinora attuate e da quella responsabilità sociale d’impresa che va rilanciata».
Rispetto a questa richiesta di interlocuzione, non la pensa così l’onorevole Debora Serracchiani secondo la quale «Cisint sta prendendo in giro Fedriga».
«Non si può pensare altro visto che è stata proprio lei a rompere le relazioni istituzionali con Fincantieri e a ostacolare in ogni modo quella 'interlocuzione' di cui adesso il presidente della Regione dovrebbe essere facilitatore – afferma la parlamentare dem - prima rompe e poi chiede agli altri di aggiustare. Comodo fare propaganda sulla pelle dei lavoratori». «È vero che la Regione ha latitato - prosegue la parlamentare dem - lasciando totale mano libera alla sindaca di Monfalcone ma oggi è surreale sentirle chiedere a Fedriga di risolvere i suoi problemi». «Ci sono richieste di sicurezza, legalità e ricadute per il territorio formulate dalla comunità a Fincantieri, su cui si deve ragionare assieme – conclude Serracchiani - abbiamo già visto che il metodo dell'ultimatum non funziona».
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