Collaborazione italo-slovena, 17 comuni del Carso creano un nuovo Gect

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Collaborazione italo-slovena, 17 comuni del Carso creano un nuovo Gect

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 03 Mar 2024
Copertina per Collaborazione italo-slovena, 17 comuni del Carso creano un nuovo Gect

Lunedì 11 marzo la firma della lettera d'intenti con due ministri sloveni, la ratifica chiesta ai comuni entro aprile per accelerare sulla costituzione.

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Ci sono voluti quasi dieci anni, ma il percorso per creare un nuovo Gruppo europeo di cooperazione territoriale sembra essere arrivato al suo clou. Lunedì 11 marzo, infatti, ben 17 comuni firmeranno la lettera d’intenti per costituire il Gect Kras-Carso, presso il Palazzo della Regione. «Il Gruppo - ha spiegato l'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti - sarà chiamato a collaborare in totale accordo con gli enti locali con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile dell’area transfrontaliera».

Un progetto che coinvolge 5 comuni sloveni e 12 italiani: Divaca, Hrpelje-Kozina, Komen, Miren-Kostanjevica, Sežana, Trieste, Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Monrupino, Sgonico, Ronchi dei Legionari, Sagrado, Savogna d'Isonzo, Fogliano-Redipuglia, Monfalcone e Doberdò del Lago. A coordinare il tutto è il Gruppo di azione locale (Gal) Carso, mentre alla firma saranno presenti anche i ministri di Lubiana Matej Arčon per gli Sloveni all'Estero, e Aleksander Jevšek per la Coesione. La sua sede sarà sul confine di Lipizza.

Il tutto rientra nel progetto Kras-Carso II - "Gestione congiunta e sviluppo sostenibile dell'area del Carso classico", finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia nell’aprile del 2023 e che prevede anche la ristrutturazione dell’ex caserma della polizia slovena che diventerà così la sede del Gect. «È stato un percorso lunghissimo - commenta il presidente del Gal, David Pizziga - La Slovenia è un potenziale per l’Italia e viceversa ma se non colleghiamo questi lembi per lo sviluppo economico, non lo avremmo come in altre parti d’Italia».

Se le diverse tradizioni e processi hanno costretto a intraprendere direzioni diverse, lungo questi anni, ora appare raggiunto un livello di sintesi. In ogni caso, «questo non è un punto di arrivo ma di partenza» prosegue Pizziga, che ha preso in mano la guida del suo ente nel 2014. «L’obiettivo del Gect sarà gestire vari compartimenti economici. Per esempio, nel luglio 2022 c’è stato l’incendio sul Carso e le fiamme non hanno conosciuto confini. Ci concentrammo dalle strategie antincendio al mantenimento del biodiversità, ma anche sul servizio sanitario».

Questo raggruppamento di comuni sarà quindi vasto sia nella composizione, sia nei punti strategici, rimarca il dirigente. Se attualmente l’esempio più noto di Gect in Friuli Venezia Giulia è quello di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba (contando però anche quello Euroregio di Trieste), quello che sta per nascere avrà un’impostazione diversa. L’11 marzo sarà presente anche il presidente dell’ente goriziano, Paolo Petiziol, per raccontare la propria storia ma per quello carsico prenderà spunto anche da altre iniziative europee.

«Abbiamo guardato anche altri Gect - afferma il presidente del Gal - ma ci facciamo ispirare dai sindaci del territorio. I Comuni si impegneranno a mantenere il Gect libero, perché è un ente tecnico, e altri potranno aderire anche successivamente». Dopo questa fase, tutti i soggetti aderenti dovranno ratificare statuto e convenzione: una corsa contro il tempo per i comuni chiamati al voto questa estate, i cui consigli comunali dovranno esprimersi entro aprile per evitare di attendere settembre od oltre. Se ciò avverrà, l’idea è poter avere l’ente formato nella primavera 2025.

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