il convegno
Le città sul confine a Gorizia, «qui un comitato per parlare con Bruxelles»
Oggi una decina europee sul confine si sono incontrate per scambiarsi consigli, l'idea di creare in città un comitato per parlare con Bruxelles.
Gorizia ospiterà il Comitato europeo delle città transfrontaliere. Un impegno preso questa mattina dall'associazione Mitteleuropa e Gect che hanno organizzato, questa mattina, il primo Meeting europeo delle città transfrontaliere in riva all'Isonzo. Un'iniziativa che, come ha sottolineato il presidente di entrambe le realtà Paolo Petiziol, “è unica ed ambiziosa perché nasce dal basso, dall'Europa delle città e delle persone che oggi hanno portato qui istanze, necessità , progetti e obiettivi per costruire il futuro delle prossime generazioni, basato sulla cooperazione, sul dialogo e sulla pace".
Ospitato al Grand hotel Entourage, l'evento ha visto la presenza di dieci città europee di confine: oltre a Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), c'erano Valka (Lettonia) e Valga (Estonia), Frankfurt an der Oder (Germania) e SÅ‚ubice (Polonia), Komà¡rno (Slovacchia), Gradiška (Bosnia-Erzegovina), Gornja Radgona (Slovenia) e Bad Radkersburg (Austria). Tra gli ospiti, anche il ministro degli sloveni all'estero, Matej Arčon, e il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla cultura Mario Anzil. Quest'ultimo ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa “che, sono sicuro, farà molta strada".
"Dopo essere stati per decenni un lontano e semi sconosciuto nordest - ha commentato -, presidio armato del confine orientale, oggi siamo un piccolo compendio dell'universo che pulsa nel cuore dell'Europa, affacciato al mare e al mondo. Ciò apre scenari nuovi ed ambiziosi: dove c'erano confini, oggi ci sono nuove opportunità , dove c'era divisione, nascono capacità di apertura, di crescita condivisa e di pace”. L'ex sindaco di Nova Gorica e oggi esponente del governo di Lubiana ha evidenziato l'esempio di GO!2025: “La cooperazione tra le nostre città è il modello virtuoso di rapporto che porto sempre come esempio in Europa".
Esempio "capace di rafforzare la collaborazione tra due intere nazioni e di ridurre le possibilità di conflitti, che, di fatto, è la missione più alta dell'Europa, ciò che ha di più prezioso: la pace". La proposta emersa dal confronto tra sindaci e istituzioni delle città di confine è di creare un'istituzione congiunta che rappresenti a Bruxelles tutte le realtà transfrontaliere con le specifiche istanze progettuali e finanziarie che le accomunano. Trasporti, sanità , istruzione, ecologia, cultura sono i temi più sentiti dalle città di confine perché entrano in modo diretto e quotidiano nella vita dei cittadini.
Ecco perché le città transfrontaliere vanno messe al centro dell'azione politica e legislativa e, per fare questo, serve un documento strategico congiunto con obiettivi comuni, in modo che si trasformi in programmazione sovranazionale per chiedere interventi legislativi, finanziamenti e quindi a cascata risolvere e gestire le esigenze. Come ha sottolineato l'eurodeputata Elena Lizzi (Lega), “l'associazione Mitteleuropa è riuscita a costruire un sistema politico di dialogo per arrivare al riconoscimento europeo di uno status di città transfrontaliere e, di conseguenza, ad un ruolo strategico all'interno dell'Ue".
"Queste aree di confine sono definite dall'Europa come laboratori di integrazione europea, ma devono affrontare una lunga serie di ostacoli”. Ha quindi rimarcato la necessità di coinvolgere il Consiglio, che rappresenta i governi degli Stati membri: "Deve essere coinvolto come partner consapevole e collaborativo e che non deve temere la costituzione di 'nuovi principati'”. Plaudendo l'iniziativa di oggi, il presidente della V commissione Diego Bernardis ha rilevato come sia "necessario utilizzare e aggiornare gli strumenti per armonizzare le differenze fiscali, tariffarie e burocratiche che ancora persistono tra le due parti del confine".
Dal Pd, la collega d'Aula Laura Fasiolo ha rilevato che "è importante quello che noi possiamo fare, il nostro potenziale e la responsabilità enorme di politica e istituzioni di disegnare una nuova realtà di cooperazione, di una città senza confine". Tra le presenze in sala, anche l'ambasciatore d'Italia a Lubiana, Carlo Campanile; l'ambasciatore di Repubblica Ceca a Lubiana, Juraj Chmiel; l'incaricato d'affari dell'ambasciata polacca a Lubiana, Lukasz MichaÅ‚ Paprotny; la console di Polonia a Milano, Anna Golec-Mastroianni, l'ambasciatore e Cei national coordinator per il ministero degli Affari esteri di Bosnia-Herzegovina, Miloš Prica.
Nella foto, da sinistra a destra: Matej Arčon e Paolo Petiziol /Andrea Salmone
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