Cisint a Monfalcone Geografie presenta ‘La minaccia di Allah’, Capozzi: «No a messaggi divisivi e stigmatizzanti»

Cisint a Monfalcone Geografie presenta ‘La minaccia di Allah’, Capozzi: «No a messaggi divisivi e stigmatizzanti»

LA NOTA

Cisint a Monfalcone Geografie presenta ‘La minaccia di Allah’, Capozzi: «No a messaggi divisivi e stigmatizzanti»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 11 Mar 2026
Copertina per Cisint a Monfalcone Geografie presenta ‘La minaccia di Allah’, Capozzi: «No a messaggi divisivi e stigmatizzanti»

L’esponente regionale del Movimento 5 Stelle contesta il testo di presentazione del nuovo libro dell’europarlamentare contenuto all’interno della brochure promozionale dell’evento.

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«La partecipazione dell'europarlamentare Anna Maria Cisint alla manifestazione Geografie, in programma tra un paio di settimane a Monfalcone, appare a dir poco inopportuna. Soprattutto alla luce dei criticabili contenuti con i quali il suo intervento viene esplicitamente presentato all'interno della brochure ufficiale dell'evento». Lo riferisce, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, facendo riferimento alla partecipazione dell’ex sindaco leghista al festival letterario in programma a fine mese nella città bisiaca.

«All'interno del materiale di presentazione - spiega l'esponente pentastellata - vengono infatti riportate posizioni fortemente critiche nei confronti dell'Islam. Tra queste, anche l'affermazione secondo cui “i musulmani stanno avendo sempre più spazio nel nostro Paese, minacciando la sicurezza degli italiani”».
«Si tratta di parole molto gravi, perché alimentano paura e diffidenza, rappresentando al tempo stesso - aggiunge Capozzi - anche una pericolosa generalizzazione offensiva nei confronti di migliaia di persone di fede musulmana che vivono, lavorano e contribuiscono ogni giorno alla vita delle nostre comunità in condizioni di piena integrazione».

«È inaccettabile - sottolinea la rappresentante del M5S - che simili dichiarazioni trovino spazio addirittura nella comunicazione ufficiale di una manifestazione culturale patrocinata dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Un evento pubblico sostenuto dalle istituzioni dovrebbe invece promuovere conoscenza, dialogo e rispetto reciproco. E, certamente, non offrire una legittimazione di parte a narrazioni che contrappongono le persone sulla base della religione o delle loro origini».

Per Capozzi questa scelta rischia «di trasformare uno spazio culturale in una piattaforma per messaggi divisivi e stigmatizzanti». «In un territorio complesso e plurale come il nostro, la responsabilità delle istituzioni e degli organizzatori - auspica in conclusione Capozzi - dovrebbe essere esattamente l'opposto: favorire coesione, confronto civile e rispetto delle differenze. La cultura non può e non deve mai diventare il veicolo di generalizzazioni che alimentano tensioni sociali».

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