Cinque tentati suicidi al Cpr di Gradisca in pochi giorni, la denuncia del sindaco Pagotto: «Gravissimo, queste strutture vanno chiuse»

Cinque tentati suicidi al Cpr di Gradisca in pochi giorni, la denuncia del sindaco Pagotto: «Gravissimo, queste strutture vanno chiuse»

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Cinque tentati suicidi al Cpr di Gradisca in pochi giorni, la denuncia del sindaco Pagotto: «Gravissimo, queste strutture vanno chiuse»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 31 Mag 2026
Copertina per Cinque tentati suicidi al Cpr di Gradisca in pochi giorni, la denuncia del sindaco Pagotto: «Gravissimo, queste strutture vanno chiuse»

I fatti sarebbero successi tra il 4 e l'11 maggio. Il sindaco riferisce di un confronto con il garante comunale e con la Prefettura.

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Nuovi episodi di particolare gravità si sarebbero verificati nei primi giorni di maggio all'interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d'Isonzo. Secondo quanto reso noto dal sindaco Alessandro Pagotto, tra il 4 e l'11 maggio cinque persone trattenute nella struttura avrebbero tentato di togliersi la vita.

La vicenda ha portato all'attivazione di un confronto tra il primo cittadino e il garante comunale per i diritti delle persone trattenute, Cristina Patron, che ha effettuato alcuni sopralluoghi all'interno del centro per verificare direttamente la situazione.

«Quanto emerso è gravissimo e dimostra ancora una volta l'inadeguatezza dei CPR, strutture che, come comunità gradiscana, chiediamo e continuiamo a chiedere vengano chiuse», afferma Pagotto. «I fatti accaduti evidenziano situazioni di estrema fragilità umana, sofferenza psicologica e degrado che non possono essere ignorate. Parliamo di luoghi nei quali le persone finiscono per diventare numeri, dove il loro tempo, la loro dignità e il loro essere sembrano perdere valore. Non può essere questa la risposta a fenomeni complessi come quelli migratori. Tale modalità non è umana e non può essere accettata».

Dalla relazione del garante emerge, secondo l'amministrazione comunale, un quadro particolarmente preoccupante, caratterizzato da una crescente frustrazione tra i trattenuti, da episodi autolesivi ripetuti e dal rischio di fenomeni emulativi. Viene inoltre segnalata la presenza di persone con fragilità psichiche, storie di dipendenze, precedenti tentativi di suicidio e situazioni ritenute incompatibili con un contesto di restrizione della libertà personale.

Il Comune sottolinea come l'istituzione della figura del garante comunale abbia consentito di effettuare rapidamente i sopralluoghi e acquisire una conoscenza diretta delle condizioni presenti nella struttura.

Pagotto richiama inoltre l'attenzione sulla situazione delle persone successivamente rimesse in libertà. «Colpisce come queste persone siano poi state rilasciate senza che vi sia chiarezza sulle loro condizioni psicofisiche, senza un percorso di supporto definito e senza sapere quali strumenti di assistenza siano stati predisposti. È inaccettabile che esseri umani, già profondamente segnati da traumi, marginalità e sofferenza, vengano lasciati soli dopo aver manifestato in modo così drammatico il proprio dolore. La salute mentale non può essere trattata come un elemento secondario né subordinata a logiche esclusivamente securitarie».

Il sindaco conferma infine di aver già affrontato la questione con la Prefettura, alla quale ha rappresentato le preoccupazioni dell'amministrazione comunale per quanto accaduto all'interno del CPR di Gradisca d'Isonzo. 

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