Ciclabile del Trieste Airport, Di Bert interroga sindaco e Giunta: «Dove finisce il tratto?»

Ciclabile del Trieste Airport, Di Bert interroga sindaco e Giunta: «Dove finisce il tratto?»

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Ciclabile del Trieste Airport, Di Bert interroga sindaco e Giunta: «Dove finisce il tratto?»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 25 Giu 2026
Copertina per Ciclabile del Trieste Airport, Di Bert interroga sindaco e Giunta: «Dove finisce il tratto?»

Il consigliere di minoranza chiede di sciogliere il nodo sullo sbocco in via Tambarin, «la rete blocca il passaggio». I dubbi sull’iter amministrativo e sulla fruibilità dell’infrastruttura.

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La nuova pista ciclopedonale di collegamento con l’aerostazione e la zona artigianale torna al centro del dibattito politico a Ronchi dei Legionari. Il consigliere comunale Massimo Di Bert, del gruppo consiliare "Ronchi Nuova Era - Vermegliano Domani", ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al sindaco e all’assessore competente, chiedendo chiarimenti sullo stato dell’infrastruttura, sulla situazione di Via Tambarin e sulle procedure amministrative ancora non concluse. L’opera, considerata strategica per collegare il centro di Ronchi dei Legionari con l’aeroporto, la zona industriale e i comuni limitrofi di Begliano, Turriaco e Monfalcone, è nata con l’obiettivo di tutelare gli utenti deboli della strada e garantire un collegamento sicuro per ciclisti e pedoni.

Nel documento presentato, Di Bert evidenzia una serie di criticità legate al tratto di accesso da Via Tambarin. «La nuova infrastruttura ciclopedonale di collegamento con l'aerostazione e la zona artigianale è un’opera di fondamentale importanza strategica, nata con lo scopo di unire il centro di Ronchi dei Legionari, l’aeroporto, la zona industriale e i comuni limitrofi (Begliano, Turriaco, Monfalcone), tutelando l’incolumità degli utenti deboli della strada», si legge nell’interrogazione.

Al centro della contestazione c’è un episodio avvenuto nel maggio 2026, quando un cittadino che percorreva il tracciato per recarsi al lavoro sarebbe stato oggetto di una pesante aggressione verbale e di minacce di denuncia da parte di privati in corrispondenza dell’accesso di Via Tambarin. Secondo quanto riportato dal consigliere, i privati avrebbero rivendicato la natura privata del tratto stradale, impedendo di fatto il passaggio. «Un cittadino che percorreva il tracciato per recarsi al lavoro è stato oggetto di una pesante aggressione verbale e di minacce di denuncia da parte di privati in corrispondenza dell’accesso di Via Tambarin, i quali rivendicavano la natura privata del tratto stradale, interdicendone di fatto il passaggio», viene riportato nel testo dell’interrogazione. Di Bert richiama inoltre la presenza, sul posto, di un cartello con la dicitura "strada privata" e sottolinea come il punto di congiungimento tra Via Tambarin e la pista ciclabile risulti attualmente chiuso da una rete metallica, impedendo fisicamente il passaggio dei ciclisti dal lato della pista, mentre dall’altro lato l’accesso alla via rimarrebbe aperto.

«In loco, come da documentazione fotografica, risulta esposto un cartello recante la dicitura "strada privata" e il punto di congiungimento effettivo tra Via Tambarin e la pista ciclabile è attualmente chiuso e sbarrato da una rete metallica, impedendo fisicamente il passaggio dei ciclisti dal lato della pista, mentre dal lato opposto l'accesso alla via rimane totalmente aperto a qualunque utente stradale», afferma il consigliere. Nell’interrogazione viene poi evidenziato il contrasto tra la situazione attuale e le caratteristiche che, secondo Di Bert, indicherebbero un utilizzo pubblico di fatto del tratto stradale. Via Tambarin, nel tratto interessato, presenta infatti asfalto curato, segnaletica orizzontale e verticale, oltre a un cartello di "STOP" all’uscita, elementi che secondo il consigliere presupporrebbero interventi storici di manutenzione e regolamentazione da parte della pubblica amministrazione.

«Il tratto stradale di Via Tambarin in questione presenta evidenti e oggettive caratteristiche di strada destinata all’uso pubblico di fatto: l’accesso da un lato è privo di barriere fisiche (cancelli, catene), è liberamente accessibile da qualunque utente e presenta asfalto curato, segnaletica orizzontale e segnaletica verticale, tra cui un cartello di "STOP" all'uscita», si legge nel documento. Un ulteriore elemento riguarda la risposta fornita dal Comando di Polizia Locale, interpellato sulla questione. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la pista ciclabile non sarebbe ancora utilizzabile formalmente perché non sarebbero conclusi i procedimenti amministrativi necessari.

«Ad oggi la pista ciclabile non è utilizzabile, perché non si sono conclusi i procedimenti amministrativi di collaudo e di disciplina della circolazione», avrebbe risposto il Comando di Polizia Locale. Per Di Bert questa situazione rappresenta un problema perché un’opera ritenuta necessaria per la mobilità e la sicurezza dei cittadini sarebbe rimasta in una condizione intermedia: aperta di fatto, ma non utilizzabile dal punto di vista amministrativo. «Risulta inaccettabile che un’opera necessaria ed indispensabile venga lasciata in un limbo burocratico ("aperta di fatto" ma "inutilizzabile di diritto"), scaricando le conseguenze di questa mancata pianificazione e dei ritardi nei collaudi direttamente sui cittadini e sulla loro sicurezza», sottolinea il consigliere.

Con l’interrogazione, Di Bert chiede quindi all’amministrazione comunale di chiarire quale sia l’esatto status giuridico e catastale di Via Tambarin e se venga riconosciuta una servitù di uso pubblico sulla strada, considerando la segnaletica e le asfaltature già presenti. Il consigliere domanda inoltre chi abbia autorizzato ed eseguito negli anni gli interventi di segnaletica e manutenzione, compreso il cartello di "STOP", e per quali motivi i procedimenti amministrativi di collaudo e l’ordinanza di disciplina della circolazione non siano stati completati prima della rimozione delle barriere di cantiere.

«Entro quali termini perentori l’amministrazione intenda completare l’iter burocratico per rendere la ciclabile formalmente fruibile in totale sicurezza», è una delle richieste rivolte a sindaco e giunta. Infine, Di Bert chiede quali azioni urgenti e risolutive l’amministrazione intenda mettere in campo nei confronti dei frontisti e dei proprietari di via Tambarin per garantire la rimozione della rete metallica e la continuità del percorso ciclabile della zona artigianale. «Quali azioni urgenti e risolutive la Giunta intenda mettere in atto nei confronti dei frontisti e dei proprietari di via Tambarin per garantire la rimozione della rete metallica e la continuità del percorso ciclabile della zona artigianale, evitando che un difetto di coordinamento urbanistico si trasformi in un perenne vicolo cieco», conclude l’interrogazione.

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