Chiusa in garage a Monfalcone da dieci anni: la Y10 Fire della signora Edda torna a sfrecciare tra le mani di un collezionista

Chiusa in garage a Monfalcone da dieci anni: la Y10 Fire della signora Edda torna a sfrecciare tra le mani di un collezionista

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Chiusa in garage a Monfalcone da dieci anni: la Y10 Fire della signora Edda torna a sfrecciare tra le mani di un collezionista

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 02 Ago 2026
Copertina per Chiusa in garage a Monfalcone da dieci anni: la Y10 Fire della signora Edda torna a sfrecciare tra le mani di un collezionista

Acquistata nuova nel 1990 e dimenticata dopo anni di onorato servizio, la storica utilitaria dal motore Fire è stata salvata dallo staranzanese Gianfranco. Una storia di passione che riaccende i riflettori sull’ultima Autobianchi.

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Le più belle ed affascinanti storie della vita di un’auto risiedono spesso nelle realtà più banali e, a prima vista, “tremendamente ordinarie”. Una piccola utilitaria italiana squadrata, prodotta in oltre un milione di esemplari dal 1985 a metà 1995, nella versione più basica che si potesse scegliere, semplicemente bianca e con qualche ammaccatura qua e là, sembra non trasmettere nulla a chi la osserva, tanto da risultare, per i molti amanti del veicolo d’epoca tradizionalisti e talvolta poco attenti, semplicemente «noiosa» e «poco appetibile». Lo sappiamo tutti, la bellezza non corrisponde mai all’oggettività, ma in questo caso possiamo tranquillamente affermare come questa Autobianchi Y10 Fire, l’auto che «piace alla gente che piace», risulti quantomeno “simpatica”.

Ma facciamo un passo indietro. Questa piccola e graziosa vettura è stata acquistata nuova dalla signora Edda, classe 1932 e monfalconese di nascita, che, quel venerdì 18 ottobre di quasi 36 anni fa, andava a ritirare presso il prestigioso concessionario Lancia/Autobianchi “SVAG Di Zorz” di Monfalcone una nuovissima Y10 – arrivata nel 1989 con la seconda serie – storicamente prima vettura in assoluto corredata del suo intramontabile e ormai leggendario motore 999 Fire a carburatore, in bianco Corfù pastello, dagli eleganti interni bicolore marroni e grigi in fantasia pied-de-poule e con tutto ciò che, all’epoca, bastava per «una piccola utilitaria da signora», come comunemente veniva apostrofata già dalla seconda metà degli anni Ottanta.

Una macchinetta, ultimo effettivo prodotto di Autobianchi, che si presentava all’Italia come la sostituta dell’amatissima A112 – uscita di scena con stile nel 1986 – e come una “Fiat Panda elegante”, proponendo agli avventori diversi motori e allestimenti, dal più basico “Fire”, all’elegante e rifinito “LX” e al più sportivo e brioso “GT i.e.”, che persino montava un motore 1.3 da 72 CV. Non mancavano poi numerosi optional e versioni speciali che contribuivano a renderla una macchina sorprendentemente raffinata: dal caratteristico tetto apribile in cristallo opzionale agli esclusivi rivestimenti Missoni, passando per gli avveniristici vetri posteriori elettrici a compasso fino ad arrivare al climatizzatore della non più diffusa versione "Igloo" della terza serie. Tante anche le rarissime versioni export disponibili per l’estero che, in Francia, Svizzera e Germania, erano commercializzate come “Lancia Y10”.

Dopo tre serie, che in verità erano praticamente tre restyling più o meno radicali, l’Y10 termina la sua produzione a metà del 1995, venendo ufficialmente rimpiazzata a inizio 1996 dalla nuova Lancia Y che, già da dicembre 1995, aveva oscurato nei listini, mano a mano, l’antenata Autobianchi.

Ma torniamo alla nostra Fire bianco Corfù: dopo circa 25 anni di utilizzo e poco più di 65mila km percorsi, viene definitivamente fermata, dato che, come purtroppo accade con l’avanzare dell’età, l’ormai anziana signora Edda non è più abile alla guida. L’auto passa ferma - dentro al garage dove era sempre religiosamente custodita - quasi dieci anni fino a quando colei che l’ha accudita per una vita viene a mancare. Davanti a ciò i familiari decidono di venderla e, fortunatamente, subentra il signor Gianfranco, staranzanese appassionato di auto d’epoca e, in particolare, simpatizzante di quella piccola utilitaria squadrata. «Dopo una lunga trattativa con la famiglia sono riuscito a prenderla - ha raccontato il nuovo proprietario - l’auto era impolverata e ferma in quel box da diverso tempo, ma è bastato poco per farla tornare in moto».

Sono seguiti poi, nell’ultimo anno, diversi lavori per rimetterla in sesto, da un tagliando completo alla sostituzione di tutte quelle parti meccaniche che, data l’età del mezzo, si erano deteriorate. Ad oggi, però, questa Y10 è in forma smagliante, ha solo 71mila km percorsi. Unici dettagli fuori posto? Presenta un’ammaccatura da sistemare sulla porta destra e si notano gli stemmi indicanti marca e modello - tipicamente difettosi - da riattaccare al bagagliaio verniciato nel caratteristico nero opaco.

«Di auto così non ne fanno più - sottolinea saggiamente Gianfranco - veicoli come questi sono in grado, ancora adesso, di trasmettere tantissime emozioni quando li si guida, oltre ad essere meccanicamente semplicissimi da riparare e privi di quella fastidiosissima elettronica».

Un dato interessante da osservare è quello che indica l’apprezzamento della vettura che, fino a circa 5 anni fa, era un modello poco considerato dai collezionisti ed appassionati; le uniche che riuscivano a farsi notare nel mercato del vintage erano le più interessanti e rare “Turbo” o “GT” prima serie che, tassativamente, dovevano essere in ottime condizioni meccaniche, estetiche e con chilometraggi esigui. Ma questo canone adesso è invecchiato in relativamente poco tempo; ad oggi qualsiasi allestimento della Y10 sembra interessare ai simpatizzanti del modello che, magari per nostalgia di chi in gioventù ne ha posseduta una, iniziano ad interfacciarsi al mercato nascente di queste piccole utilitarie.

«Sono macchine che fino a poco fa valevano poco - rileva Gianfranco - ma adesso, piano piano, la richiesta sta aumentando anche nei confronti di versioni meno nobili della vettura». Interesse che, proprio in questi ultimi tempi, si è spostato anche su altre vetture coeve dello stesso segmento, quali Fiat Panda 141, Fiat Uno, Ford Fiesta, Citroën AX e molte altre “piccole” di fine anni Ottanta e inizio Novanta. 

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