LA MANIFESTAZIONE
Chiopris Viscone e Campolongo Tapogliano protagoniste di ‘Cjant a la Tor’: è il progetto dedicato al fiume Torre
Venerdì 23 maggio mattina passeggiata naturalistica tra le fioriture primaverili lungo la confluenza con il Natisone, la sera concerto dei Bagliori d'Anima nel Palazzo Comunale.
Il fiume Torre come asse narrativo, come memoria liquida, come identità che chiede ascolto. È questa l'idea alla base di "Cjant a la Tor", il progetto culturale promosso dall'Istitût Ladin Furlan "Pre Checo Placerean" con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, che percorre il corso del Torre da Lusevera fino a Ruda toccando tredici comuni, tra cui Chiopris-Viscone e Campolongo Tapogliano. Un percorso che mescola conferenze, passeggiate nella natura, musica e memoria agricola, con l'obiettivo di trasformare un corso d'acqua in un dispositivo di relazione tra comunità che spesso si sfiorano senza incontrarsi.
Il progetto ha anche una colonna sonora ufficiale: la canzone Cjant a la Tor dei Bagliori d'Anima, disponibile su YouTube, che accompagna l'intera iniziativa trasformando il fiume in un paesaggio sonoro fatto di immagini e sguardo interiore.
Venerdì 23 maggio alle 9, a Chiopris-Viscone, è in programma una passeggiata naturalistica guidata dal dottor Stefano Fabian nella Zona Speciale di Conservazione Natura 2000 alla confluenza dei fiumi Torre e Natisone, con ritrovo tra Trivignano Udinese e l'Albergo Dogana Vecchia. L'escursione non è pensata come semplice attività ricreativa, ma come un atto conoscitivo: un'immersione lenta tra le fioriture primaverili per leggere il paesaggio mentre si trasforma, cogliendo il modo in cui la natura scrive stagione dopo stagione la propria silenziosa narrazione.
La stessa sera, alle 20.45, il progetto si sposta a Campolongo Tapogliano, nel Palazzo Comunale, con il concerto dei Bagliori d'Anima, il duo composto da Alessandro Pozzetto e Nico Odorico. La serata, intitolata Il Torrente dei Sogni: un corso d'acqua dove l'immaginazione fluisce libera, propone la musica come traduzione poetica di ciò che il territorio racconta senza parole: il fiume si fa suono, la memoria si fa melodia, il paesaggio si trasforma in narrazione che non descrive ma evoca.
Per seguire gli aggiornamenti del progetto è possibile consultare la pagina Facebook dell'Istitût Ladin Furlan "Pre Checo Placerean".
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