Il presidente Zanin a Cervignano sulle migrazioni, «serve una risposta a livello globale»

Il presidente Zanin a Cervignano sulle migrazioni, «serve una risposta a livello globale»

Il convegno ieri

Il presidente Zanin a Cervignano sulle migrazioni, «serve una risposta a livello globale»

Di Redazione • Pubblicato il 24 Ott 2021
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Serata a Cervignano sul tema delle migrazioni organizzato dalle quattro associazioni provinciali dell'Azione Cattolica regionale.

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"L'immigrazione è un fenomeno che esiste e non si può negare. Un fenomeno che ci spinge a trovare una risposta globale, sistemica per evitare quello che avviene oggi, uno sfruttamento sulla pelle degli ultimi".Â àˆ questo il messaggio che Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale, ha portato oggi a Cervignano, nel corso del convegno annuale dell'Azione cattolica adulti organizzato dalle quattro associazioni provinciali del Friuli Venezia Giulia, rappresentate dai presidenti Paolo Cappelli (Gorizia), Alessandro Savorgnan (Udine), Paola Colussi (Trieste) e Arturo Pucillo (Trieste).

La conferenza-dibattito aveva infatti per tema proprio il cosiddetto "passaggio a Nordest", ovvero la rotta balcanica spesso al centro delle cronache in questi ultimi anni. Ne hanno dato testimonianza Nello Scavo, giornalista del quotidiano "Avvenire" - che ha raccontato la sua esperienza personale in Siria, Iran, Serbia, Croazia ma anche in Bielorussia, Lituania e Polonia - e Giovanni Tonutti, presidente dell'associazione di volontariato udinese Oikos che si occupa di accoglienza e ha voluto "sfatare i molti luoghi comuni sul tema migrazioni": entrambi erano moderati dalla giornalista triestina Fabiana Martini, che ha poi dialogato con Fawad e Raufi, giovane afghano emigrato in Italia, autore del libro "Ultimi respiri a Kabul".

"Sono qui per ascoltare, con attenzione e curiosità  - ha detto Zanin nel portare i saluti dell'Assemblea legislativa regionale - e per raccogliere spunti, perché le nostre terre sono direttamente coinvolte dall'argomento che voi trattate oggi. Il fenomeno migratorio porta tensioni e si gioca essenzialmente sulla pelle degli ultimi, che finiscono per essere sfruttati da tutti: chi li usa, chi li trasporta, chi li respinge. Potenzialmente rischiano di essere sfruttati anche nei Paesi di arrivo, dove possono perdersi nelle strade della sofferenza e della difficoltà ".

"Non possiamo immaginare - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale - che la risposta sia solo una reazione immediata: muri, respingimenti, tensioni. Ci dev'essere una risposta, io credo, innanzitutto culturale, che metta in gioco la capacità  di solidarietà , punto di riferimento di ogni comunità  matura".

"E di certo - ha detto ancora il presidente - non può esserci la risposta dello scaricabarile, come è successo con l'Unione Europea: una politica che ha generato posizioni egoistiche e sovraniste, sentimenti di paura e chiusura rispetto a situazioni che percepiamo pericolose per il nostro benessere. La tensione che si vive nei Paesi del terzo e quarto mondo, che soffrono per una forte pressione demografica, porterà  comunque molte persone a guardare all'Occidente, alle situazioni materiali che appaiono migliori, a prescindere dai difetti del nostro mondo, che noi conosciamo e che si chiamano individualismo e consumismo. Questo fenomeno è destinato a continuare e quindi, ripeto, serve un approccio sistemico, globale e una risposta complessiva da parte di tutta l'Europa".

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