L'evento
Centinaia al Perdon di Barbana e parte l'appello per mantenere la tradizione
Le condizioni meteorologiche hanno consentito la tradizionale processione di barche ma la mancanza di giovani comincia a farsi sentire per numerose realtà che chiedono aiuto.
“In nome de Dio, avanti!”. E il corteo di barche da Porto Mandracchio a Grado si muove verso l'Isola-Santuario di Barbana per il 784esimo Perdon. Una tradizione che annualmente, nonostante guerre, epidemie, pestilenze e ogni sorta di calamità è proseguito nel corso dei secoli come voto della Comunitas Gradi.
Giornata iniziata con la prima Santa Messa delle ore 8, celebrata da don Gianni Medeot, che ha preceduto la partenza del corteo verso il porto. Ad accompagnare col canto tutta la mattinata la Corale Santa Cecilia, dalle litanie fino al porto alla Santa Messa a Barbana fino al rientro sull'isola; alla banda Città di Grado l'accompagnamento musicale del corteo dalla partenza in porto fino al rientro in basilica.
La Stella del Mare, impavesata a festa così come pescherecci e imbarcazioni, ha accompagnato l'effigie della Madonna degli Angeli nella laguna fino a Barbana. Qui l'arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, ha officiato la celebrazione eucaristica alla presenza di centinaia di fedeli. All'esterno e distanziati, in tanti hanno voluto sciogliere l'annuale voto.
Presenti l'arciprete-parroco di Grado, monsignor Michele Centomo, che ha accompagnato nuovamente in città l'effigie al rientro, il priore del santuario mariano, dom Benedetto Albertin Osb, don Gianni Medeot e il diacono Renato Nucera. Il servizio liturgico è stato curato dai monaci del monastero di Santa Maria di Barbana.
Prima di consegnare l'obolo al padre priore, il sindaco, Dario Raugna, ha ringraziato i tanti volontari che hanno consentito anche per l'edizione 2021 di sciogliere il voto. Constatando, comunque, una grande difficoltà per le varie associazioni e realtà locali a reperire nuove forze, soprattutto tra i giovani. “La società sta cambiando e con essa le nostre abitudini, ma sbaglieremmo se pensassimo per un solo istante che la nostra testimonianza sull'isola di Barbana fosse semplicemente il frutto delle nostre tradizioni, perché accanto ad usi e consuetudini tramandate di generazione in generazione c'è un immenso e più profondo patrimonio culturale e identitario, fatto di valori e di passione, di disponibilità verso il prossimo e di collaborazione”, ha rimarcato Raugna.
“Purtroppo, non esiste un manuale a cui fare riferimento per coinvolgere nuove forze su questo percorso di vita e mi rendo perfettamente conto che anche il peso della burocrazia rende sempre più difficile l'adesione alla nostra processione votiva”, sono ancora le parole del sindaco.
“Se oggi sui pescherecci possiamo imbarcare soltanto pochissime persone rispetto al passato, la soluzione è quella di avere più barche, facendo un'attività di convincimento nei confronti di chi ha preferito declinare l'invito, in modo che questa ricchezza non vada dispersa, perché senza di essa la nostra comunità si impoverirebbe irreparabilmente”, ha concluso il Primo Cittadino.
Al rientro in porto Mandracchio centinaia di fedeli, turisti e curiosi hanno atteso il rientro del corteo e hanno seguito l'effigie fino al momento della benedizione di fronte alla Basilica di Sant'Eufemia. Don Michele ha quinto impartito la benedizione e la Madonna è rientrata accompagnata da Portatori della Madonna e corale per permettere la sanificazione preventiva dei locali. Quindi l'edificio sacro è stato riaperto per la preghiera personale dei numerosi accorsi, vista anche la giornata poco soleggiata che ha scoraggiato i più dalla spiaggia.Â
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.







Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione












