‘Caso Livarna’, FdI replica alla dem Vito: «Dalla sinistra solo la polemica dell’annuncite»

‘Caso Livarna’, FdI replica alla dem Vito: «Dalla sinistra solo la polemica dell’annuncite»

IL BOTTA E RISPOSTA

‘Caso Livarna’, FdI replica alla dem Vito: «Dalla sinistra solo la polemica dell’annuncite»

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 11 Set 2026
Copertina per ‘Caso Livarna’, FdI replica alla dem Vito: «Dalla sinistra solo la polemica dell’annuncite»

L’assessore Del Sordi e il vicesindaco Gatta, «l’accordo del 2017 non controllava gli impianti, oggi la questione è sul tavolo del Governo grazie a un lavoro serio e silenzioso».

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Il “Caso Livarna” torna al centro del confronto politico goriziano. Dopo le dichiarazioni della segretaria provinciale del Pd Sara Vito che ha invitato alla prudenza sugli effetti dei nuovi canali diplomatici con la Slovenia e rivendicato il lavoro avviato negli anni scorsi sulla cooperazione transfrontaliera, arriva la replica dell’amministrazione comunale e del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. A prendere posizione sono l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Del Sordi e il vicesindaco Chiara Gatta, che contestano la ricostruzione secondo cui i presupposti per affrontare la questione sarebbero già stati costruiti nel 2015.

«Abbiamo letto con un certo stupore le recenti dichiarazioni dell’ex assessore regionale all’Ambiente della giunta Serracchiani Sara Vito, tornata a parlare del caso Livarna sostenendo che i presupposti fossero già stati costruiti nel 2015». Nel mirino degli amministratori c’è in particolare il riferimento all’accordo sottoscritto tra ARPA FVG e l’ente di controllo sloveno ARSO, richiamato da Vito come uno dei passaggi alla base della collaborazione transfrontaliera e dello studio sulla qualità dell’aria prodotto nel 2017.

«Vista la carica di primissimo piano che ricopriva all’epoca, viene spontaneo chiedersi quali risultati concreti abbia effettivamente ottenuto in quegli anni, anziché limitarsi a rimproverare oggi le istituzioni di non aver agito». Secondo Del Sordi e Gatta, però, quell’intesa non avrebbe affrontato il nodo principale della vicenda, ovvero il controllo diretto degli impianti industriali. È proprio su questo punto che l’amministrazione rivendica una discontinuità rispetto al passato e attribuisce alla propria iniziativa politica un ruolo decisivo nell’attuale fase della vicenda.

«Il riferimento di Vito è all’accordo tra ARPA FVG e l’Ente di controllo sloveno ARSO per la realizzazione dello studio sulla qualità dell’aria transfrontaliero prodotto nel 2017. Ma abbiamo riscontrato che quell’intesa non serve a nulla, perché gli impianti industriali non vengono controllati da ARSO». Da qui la rivendicazione dell’azione condotta dall’amministrazione comunale, che sostiene di aver spostato il problema su un livello istituzionale differente, fino a coinvolgere direttamente il Governo e i rapporti con le autorità slovene.

«Ed è proprio questo un punto qualificante dell’azione politica incisiva che l’amministrazione comunale ha portato avanti, che ha portato a un cambio di rotta deciso». Sul confronto politico intervengono anche i componenti del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che respingono l'accusa implicita di limitarsi agli annunci e rivendicano invece un lavoro istituzionale svolto lontano dai riflettori. Vito, nel suo intervento, aveva sottolineato la necessità di verificare gli effetti concreti delle iniziative diplomatiche prima di parlare di svolte storiche.

«Fratelli d’Italia non soffre di “annuncite” e rifugge la politica dei proclami vuoti, ma è fondamentale che i cittadini sappiano passo passo quanto si sta facendo, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe far intendere per fini strumentali». Per il gruppo di maggioranza, il passaggio decisivo sarebbe rappresentato dall’approdo della vicenda nelle sedi istituzionali nazionali, dopo una fase di lavoro che, sostengono i consiglieri, si sarebbe intensificata in particolare dopo l’episodio dello scorso aprile.

«Se oggi la questione è finalmente all’attenzione diretta del Governo, lo si deve a un lavoro di squadra serio, costante e silenzioso, che si è ulteriormente intensificato in particolare dopo l’ultimo episodio dello scorso aprile, intervenuto dopo un periodo di relativa tranquillità». La maggioranza riconduce quindi il percorso all’azione congiunta dell’assessore Del Sordi e della senatrice di Fratelli d’Italia Francesca Tubetti, alla quale viene attribuito il ruolo di aver portato la problematica nelle sedi istituzionali nazionali. La senatrice aveva annunciato l’attivazione dei canali diplomatici con la Slovenia e riferito dell’avvio di un’ispezione presso la fonderia slovena.

«Questo percorso è il frutto dell’azione congiunta e della determinazione del nostro assessore all’Ambiente Francesco Del Sordi e della Senatrice Tubetti, il cui impegno quotidiano ha permesso di portare la problematica nelle sedi istituzionali nazionali che contano».

Il confronto, dunque, resta aperto tra maggioranza e centrosinistra. Da una parte il Pd rivendica la necessità di non disperdere gli strumenti di cooperazione già costruiti negli anni e chiede di verificarne l’efficacia; dall’altra Fratelli d’Italia sostiene che il salto di qualità sia arrivato proprio con l’intervento del Governo e con l’apertura dei canali diplomatici. La replica del gruppo consiliare si chiude con un attacco diretto al metodo politico del centrosinistra, contrapponendo alla polemica la presenza sul territorio e il lavoro istituzionale. «A chi sceglie la via della polemica tardiva rispondiamo con i fatti e con la presenza costante sul territorio: i goriziani meritano risposte concrete e istituzioni che lavorano nell’ombra per risolvere i problemi, non passerelle mediatiche» così in chiusura FdI.

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