Case di Comunità, l’allarme di Fasiolo: «Senza medici di base sono delle scatole vuote»

Case di Comunità, l’allarme di Fasiolo: «Senza medici di base sono delle scatole vuote»

IL CASO

Case di Comunità, l’allarme di Fasiolo: «Senza medici di base sono delle scatole vuote»

Di Redazione • Pubblicato il 09 Gen 2026
Copertina per Case di Comunità, l’allarme di Fasiolo: «Senza medici di base sono delle scatole vuote»

La consigliera regionale denuncia il pericolo di una sanità fatta di mura senza professionisti e pone l’attenzione sul ruolo dei medici a gettone nei confronti dei pazienti cronici.

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L'attuale sistema di riorganizzazione della medicina territoriale «si sta svelando preoccupante» e sulle Case di comunità «è necessario fare chiarezza su quali azioni si stanno compiendo per avviare un processo di implementazione coerente con il decreto ministeriale 77 del 2022», è quanto afferma, in una nota, la consigliera regionale Laura Fasiolo. Secondo la consigliera, l’obiettivo previsto dalla riforma era ed è «lo smantellamento graduale degli ambulatori sperimentali di assistenza primaria (Asap), dove si rivolgono le persone rimaste senza il medico di famiglia», ma «c’è il forte rischio che questa anomalia si prolunghi». Fasiolo sottolinea che «solo grazie all’inserimento di nuovi medici di medicina generale, con incarico a tempo indeterminato o almeno annuale, si sarebbe superata la presenza di medici occasionali, i cosiddetti gettonisti, negli Asap».

A preoccupare la consigliera è inoltre l’«insufficiente presenza di mmg nelle Case di comunità», una carenza che «rischia di essere un boomerang per i pazienti cronici». Ricorda infatti che «è previsto dal Pnrr che in queste strutture vi sia un servizio H24 di medici», ma in loro assenza «c’è il rischio che i medici dell’Asap, gettonisti o di cooperative, coprano il servizio orario obbligatorio». Una situazione che, secondo Fasiolo che «vanifica la sostanza del dm 77», che non riguarda solo «la copertura di un servizio che tamponi i codici bianchi e verdi e alleggerisca il carico del pronto soccorso», ma soprattutto «la creazione di un team di più specialisti, multidisciplinare, che insieme al medico di base dia risposte di cura ai malati cronici».

Per la consigliera dem, «se mancano i medici di medicina generale, ovvero i professionisti specializzati per la presa in carico delle persone fragili e dei pazienti cronici, le Case di comunità rischiano di trasformarsi in scatole semivuote con medici a gettone». Partire con personale esternalizzato, avverte, «sarebbe sbagliato»: «per una seria assistenza territoriale è necessaria una gestione ottimale, mettendo insieme competenze e professionalità». Le Case di comunità, ribadisce «sono state concepite come l’esatto contrario del prestazionismo, del cosiddetto “gettonismo” e dell’esternalizzazione, rischio che stiamo correndo».

Da qui la richiesta di maggiore chiarezza sull’assetto regionale: «Sarebbe interessante conoscere il quadro regionale di quanti mmg siano oggi disponibili all’accesso nelle Case di comunità: da qui bisogna partire», afferma Fasiolo, ricordando quindi che «a Udine, Gemona, Cividale e Trieste le Case di comunità sono state aperte persino in anticipo rispetto ai tempi», ma si chiede: «i medici ci sono? O si tratta di una bandierina da sventolare, senza un vero contenuto che dia risposte di salute ai pazienti?». Infine, la consigliera chiede di chiarire «se è intenzione dell’assessore risolvere i contratti dei gettonisti e riempire le Case di comunità con gli stessi medici che oggi svolgono il servizio nelle Asap», sottolineando che «non è questo l’auspicio». 

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