Casa della Comunità di Cormons, ecco i servizi della nuova sanità territoriale: sarà aperta 12 ore al giorno dal lunedì al sabato

Casa della Comunità di Cormons, ecco i servizi della nuova sanità territoriale: sarà aperta 12 ore al giorno dal lunedì al sabato

IN SALA CIVICA

Casa della Comunità di Cormons, ecco i servizi della nuova sanità territoriale: sarà aperta 12 ore al giorno dal lunedì al sabato

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 24 Lug 2026
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Professionisti e i dirigenti di Asugi hanno illustrato il funzionamento della struttura che sorgerà nell'ex ospedale di viale Venezia Giulia. Il presidio avrà ambulatori, assistenza infermieristica, specialistica e un punto di prima valutazione.

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La Casa della Comunità di Cormons ha un volto e un indirizzo. È quello dell'ex ospedale di viale Venezia Giulia, dove i servizi occuperanno il piano terra, comprensivo della nuova ala destinata ai medici di medicina generale, in spazi ristrutturati e ampliati anche sotto il profilo sismico ed energetico. A presentarla alla cittadinanza ieri sera, in sala civica, i professionisti e i dirigenti di Asugi, alla presenza dell'assessore al Welfare del Comune di Cormons Antonietta Fazi.

«Siamo felicissimi che qui a Cormons, non solo con i lavori di ristrutturazione, si stiano potenziando i servizi a disposizione della nostra comunità. Speriamo che diventi un punto di riferimento sempre più importante» ha dichiarato l'assessore Fazi in apertura di serata.

A inquadrare il progetto è stato Giulio Antonini, direttore dei servizi socio-sanitari di Asugi, mentre Luca Perazza, dirigente medico, ne ha spiegato la portata: «È una vera e propria rivoluzione. Si passa a una medicina di iniziativa, che cerca di andare incontro al paziente e di intercettarne le fragilità prima che diventino emergenze». Lo scopo, ha spiegato Perazza, è moltiplicare le porte di accesso al welfare territoriale, mettendo la persona al centro di un sistema in cui non ci si confronta con un singolo professionista ma con un'équipe che si organizza attorno al bisogno del cittadino.

La Casa della Comunità, introdotta dal Decreto Ministeriale 77/2022, sarà aperta 12 ore al giorno e 6 giorni su 7, con diverse modalità di accesso: diretto, telefonico o su appuntamento. I servizi spazieranno dalla presenza medica alla specialistica ambulatoriale, dalla continuità assistenziale all'integrazione con il CUP, dalla diagnostica di base al punto prelievi, dall'assistenza domiciliare ai servizi sociali. Porta principale per chi ha bisogno sarà il Punto Unico di Accesso, un luogo di prima accoglienza e orientamento.

Un ruolo centrale lo avrà la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità, come ha illustrato Patrizia Sartorato, coordinatrice delle professioni sanitarie: «Non si limita ad aspettare che il paziente arrivi in ambulatorio, ma agisce in maniera proattiva - hanno spiegato. L'infermiere prende in carico il cittadino nella sua totalità, fa da raccordo con l'assistenza domiciliare e segue il paziente lungo tutto il percorso di cura, occupandosi anche di prevenzione e lavorando in stretta integrazione con l'assistente sociale.

Andrea Di Lenarda, direttore del dipartimento specialistico territoriale, ha chiarito il ruolo degli specialisti: non il fulcro della struttura, ma un supporto ai servizi di base all'interno di un lavoro di squadra. «Il medico di medicina generale resta fondamentale, perché la sua presenza capillare nel territorio è insostituibile e deve agire come parte di questo team. Gli specialisti saranno presenti ogni settimana, alternandosi tra le varie discipline».

Fabio Verzegnassi ha infine illustrato la riqualificazione strutturale dell'edificio, che ha previsto la rivisitazione degli spazi interni con l'ampliamento dell'area dedicata alla medicina generale e la creazione di nuovi ambulatori, oltre all'adeguamento sismico e a un importante intervento di efficientamento energetico.

La Casa della Comunità di Cormons è una delle sette attivate in regione tramite i fondi PNRR, con un investimento complessivo superiore a 84 milioni di euro tra risorse europee e regionali. Sarà un punto di riferimento per l'intero Distretto Alto Isontino: un luogo di prossimità pensato per garantire continuità assistenziale e ridurre il ricorso improprio agli ospedali, con particolare attenzione ai pazienti cronici e fragili.

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