LA MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE
Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, la Giunta Fvg si impegnerà per la ratifica: approvazione unanime
Hanno votato a favore 37 consiglieri, nessun astenuto. Esponenti civici, M5S e dem sottolineano come la questione tocchi da vicino la regione. Perplessità dal capogruppo di FdI Giacomelli.
Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, con 37 voti a favore e nessun astenuto, la mozione che impegna la Giunta a farsi portavoce, in tutte le sedi istituzionali opportune, dell’urgenza di ratificare la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie.
Adottata dal Consiglio d’Europa nel 1992 ed entrata in vigore a livello internazionale nel 1998, la Carta europea delle lingue minoritarie è stata ratificata da 25 Stati dell’UE. Otto Paesi, tra cui l’Italia, l’hanno firmata il 27 giugno 2000, senza però procedere alla ratifica.
Si tratta, per il consigliere di Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, di «un passaggio istituzionale fondamentale e non più rinviabile per rafforzare il quadro giuridico e politico a sostegno delle lingue minoritarie». «Questa ratifica ha a che fare con la nostra specialità – prosegue - a trent’anni dall’approvazione della legge 15/1996, che non ha espresso tutte le sue potenzialità perché la Corte costituzionale ha tolto alcune parti, credo sia giunto il momento di ampliare i margini di azione che questa Regione ha per la tutela delle lingue minoritarie, con un lavoro sulle norme di attuazione che rafforzi gli strumenti legislativi. Il calo continuo dei parlanti friulano ci dice che bisogna fare di più».
«L’Europa necessita di una politica unitaria in materia di minoranze: tra i vari Stati ci sono moltissime differenze», ha aggiunto Mirko Pisani (Ssk), sottolineando che «la ratifica di questa Carta europea è necessaria». «È incredibile che l’Italia non lo abbia ancora fatto», ha anche evidenziato la consigliera dem Laura Fasiolo, aggiungendo: «Mi dispiace di non essermi fatta partecipe di questa iniziativa quando ero parlamentare». Sempre nel Pd, Diego Moretti ha ricordato che «la specialità della nostra Regione è legata alla presenza delle lingue minoritarie, riconosciute e tutelate dalle leggi dello Stato. È importante che si parlino a scuola e negli uffici pubblici per mantenerle vive. Il rischio è far morire una lingua nonostante le leggi di tutela».
Per Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, ratificare la Carta europea è un «intervento di coerenza istituzionale: la tutela delle minoranze è uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento, parte integrante dell’identità della nostra Regione». «Un patrimonio straordinario da difendere», ha commentato il consigliere regionale di Open Furio Honsell, ponendo l’accento anche «sul valore cognitivo del plurilinguismo». Apprezzamento per la mozione è stato espresso anche da Mauro Di Bert (Fedriga presidente) e da Markus Maurmair (Fratelli d’Italia).
Fuori dal coro il capogruppo di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli, che ha invitato l’Aula a «riflettere sul perché una lunga serie di Governi, di diverso colore politico, non si sia impegnata fino in fondo per la ratifica del documento». «La Carta europea non contiene un elenco delle lingue riconosciute e non ha il concetto di lingua minoritaria storica – ha dichiarato Giacomelli - un domani, a fronte di nuove comunità, altri tipi di Governo con quella Carta potrebbero legittimamente inserire lingue che non sono affatto storiche né in Italia né in questa regione, imponendo obblighi minimi di tutela». Di diverso avviso rispetto a questo punto Moretuzzo, che ha replicato puntualizzando che «la Carta europea parla di lingue usate tradizionalmente, non include né i dialetti né le lingue dei migranti».
Presente in Aula anche l’assessore regionale Pierpaolo Roberti che, accogliendo la mozione, ha ricordato i numerosi interventi già portati avanti dal Friuli Venezia Giulia per la tutela delle lingue minoritarie.
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