«Il Carso sono io», il maxi-progetto di Monfalcone guarda all'Unesco

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«Il Carso sono io», il maxi-progetto di Monfalcone guarda all'Unesco

Di Redazione • Pubblicato il 09 Ago 2022
Copertina per «Il Carso sono io», il maxi-progetto di Monfalcone guarda all'Unesco

Lanciata la proposta attraverso 5 linee programmatiche. Le idee in campo.

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“Trasformiamo l’incendio in opportunità”. Il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, lancia il progetto “Il Carso sono io” evidenziando che “non è più tempo di attendere: è tempo di rendere prioritario questo tema, concentrare l'attenzione" verso un Carso che è casa di tutti. Sul territorio comunale sono compresi 800 ettari dell'area brulla, di cui 450 composti da pinete. Da qui, l'idea di valorizzare l'area sotto l'aspetto naturalistico e culturale, puntando alla sua tutela a 360 gradi.

“Come troppo spesso accade con gli incendi - rimarca Cisint - una misteriosa rassegnazione sembra non spingerci a cercare le cause, come se -una volta terminata l’emergenza- l’incendio non fosse più un tema in primo piano. Ma dobbiamo scongiurare ogni possibilità di ricaduta, affidandoci alla competenza degli esperti: creiamo urgentemente un contesto nel quale siano i tecnici a portare ipotesi e a descrivere le dinamiche che hanno bruciato e rischiano di far bruciare ancora il nostro Carso".

Il sindaco rinnova l'invito a mobilitarsi "con dati scientifici e strumenti tecnici per aggredire il problema e pretendere per i nostri cittadini la miglior prevenzione possibile”. Il progetto è anche un acronomico, che segue le cinque linee d'intervento individuate: Cultura, Accessibilità, Riconoscenza, Sostenibilità, Opportunità. Sul primo aspetto, la valorizzazione si svilupperà con il Piano costante di valorizzazione della Rocca, il consolidamento delle visite storiche con guide certificate e nuove strutture.

Il tutto divenendo riferimento per le iniziative di promozione che si svilupperanno con l'apertura della galleria-rifugio e la sistemazione dell'accesso di piazzale Mocenigo, dove sarà collocato anche un punto assistenza e-bike. Ci sono poi la nuova struttura di Pietrarossa e le attività legate al Festival della danza, insieme a letteratura e musica con il concerto “Inno al Carso”, con la collaborazione delle scuole di musica della città della Rocca. Sul fronte Accessibilità, sono attesi sentieri senza ostacoli nella parte bassa del Carso.

Previsti pure “Carso palestra all’aperto”, con l’installazione di attrezzature wellness, e la promozione dello “slow tourism Carso” attraverso l’utilizzo delle e-bike. La "riconoscenza" si svilupperà a margine del festival “Monfalcone Geografie” con la consegna di un riconoscimento per l'operato dei volontari e degli operatori che si sono coraggiosamente spesi per domare il devastante incendio. La "sostenibilità" passerà invece per la messa in sicurezza delle parti di bosco interessate dall’incendio, con interventi selvicolturali e di raccolta legname nei boschi danneggiati.

Prevista l’analisi accurata degli effetti del fuoco sull’ecosistema bosco e l’approvazione del Regolamento del Parco Carso. Ci sarà anche l’organizzazione di gruppi di volontari per la pulizia del sottobosco, il contrasto alla crescita di piante invasive esotiche, interventi per incrementare la rigenerazione naturale delle specie autoctone. In prospettiva di riutilizzo poi, dal legname recuperato dalle piante abbattute dopo l’incendio verranno ricavati piccoli oggetti. In programma anche la Festa degli alberi sul Carso stesso.

Diverse le proposte sul tavolo, tra cui quella verso il Gal Carso per identificare un'area "Uomo e biosfera" (Mab) da far riconoscere dall'Unesco. Un obiettivo distinto da quello del Geoparco del Carso, "che il Comune appoggia e che tuttavia si colloca meglio e pienamente nella condizione carsica così come è emersa nelle vicende degli incendi" riporta una nota del sindaco. Una delle due soluzioni non esclude l'altra, ma il titolo internazionale "rappresenta il giusto equilibrio e la giusta azione di riconoscimento della protezione ambientale con l'azione dell'uomo e delle comunità che ci abitano".

Infine, l'aspetto della "Opportunità”. Prevista la collaborazione con vari attori, come l’Azienda sanitaria e varie associazioni ambientaliste, animaliste e sportive, oltre a importanti artisti locali. L’intervento porterà al recupero e alla valorizzazione dei reperti archeologici della zona dei Castellieri, al momento situati tra Trieste e Gorizia e alla realizzazione della “Carso Arena” per interventi sostenibili a basso impatto ambientale. Con Asugi si svilupperà uno studio epidemiologico per la valutazione degli accessi in Pronto soccorso.

Focus anche sulle visite specialistiche a carattere di urgenza e i ricoveri ospedalieri per patologia respiratoria, cardiovascolare e oftalmica nelle giornate in cui i valori di Pm10 e Pm2,5 sono stati fuori soglia, con eventuale successiva sorveglianza mirata su determinati target di popolazione. Nella tematiche vengono incluse poi le opportunità di valorizzazione dello sport, grazie all’organizzazione di gare di orienteering per studenti di primo, secondo grado e adulti, oltre all’inserimento all’interno della Festa dello sport” di un giro in mountain bike e di una gara podistica sul Carso.

"Dobbiamo interrogarci urgentemente su questi grandi incendi - evidenzia Cisint - e sulle potenziali cause di innesco: dobbiamo guardare alle infrastrutture che poggiano sul territorio, alla gestione dei servizi pubblici che ospitano, alla salute dei boschi, e comprendere come e con quali investimenti possiamo limitare i rischi ancora prima dei danni". Per conseguire gli obiettivi che il progetto si pone, “faremo partire la richiesta di un accordo di programma con la Regione e con i Comuni partecipanti che vada nella direzione che abbiamo auspicato nella delibera”.

Si andraà anche a sfruttare le risorse che la Regione concede annualmente per la gestione del Parco del Carso, e alla richiesta di finanziamenti ad hoc agli enti competenti. “Un progetto molto esteso di cui siamo fieri che coinvolgerà molti aspetti della vita di Monfalcone e molti enti nella sua realizzazione - conclude la prima cittadina -. Portiamo la voce del Carso nelle vie della città, e facciamo in modo che non gridi più di dolore”.

Nella foto: intervento in corso a San Dorligo (Miriam Cecconi Pastorelli)

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