Carlo de Baubela, 50 anni di devozione nella San Rocco distrutta dalla guerra

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Carlo de Baubela, 50 anni di devozione nella San Rocco distrutta dalla guerra

Di Vanni Feresin • Pubblicato il 17 Ott 2021
Copertina per Carlo de Baubela, 50 anni di devozione nella San Rocco distrutta dalla guerra

La storia del sacerdote nella città segnata dallo scoppio della guerra e dalle novità del primo Novecento.

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17 ottobre 1926. A San Rocco, dalle cronache tratte dalla stampa locale. Nozze d’oro sacerdotali del parroco mons. Carlo Baubela - I noti cantori sanroccari cantarono la Messa all’Immacolata Concezione di Gruber e l’Ave Maria di Arcadelt. Direttore m.o Comel.

Carlo de Baubela era nato a Villa Vicentina il primo febbraio 1852, ordinato sacerdote nel 1876, trascorse tutta la sua vita sacerdotale a Gorizia. Cappellano della Madri Orsoline e nel 1881 vicario corale e parrocchiale della Cattedrale. Nel 1887 venne insignito del titolo di Cavaliere con la Ritter Kreuz mentre nel 1889 conseguì la laurea in Sacra Teologia.

Nel maggio del 1895 divenne nuovo parroco di San Rocco e nel 1897 iniziarono i lavori per attuare il tanto atteso completamento della facciata della chiesa che verrà benedetta nell’agosto del 1899 da monsignor Luigi Tomsig Decano del Capitolo: “sulla facciata della chiesetta di San Rocco viene posizionata una statua del Santo Patrono eseguita in fino marmo di carrara con grande maestria. Specialmente il volto del santo è molto espressivo”.

Anche a San Rocco si diede grande rilievo al giubileo imperiale (cinquant’anni di regno di Francesco Giuseppe I, agosto 1898) e come si legge dalle cronache “il Borgo si distingue per patriottismo e per attaccamento alla augusta persona di S. Maestà”. Ma i festeggiamenti furono interrotti immediatamente quando la popolazione venne a conoscenza che, il 10 settembre, l’imperatrice Elisabetta era stata brutalmente assassinata.

Il 17 settembre venne officiata una liturgia funebre “la chiesa era zeppa di devoti. Nei primi posti i bravi militi in congedo, i quali assistettero con contegno edificante alla sacra funzione”. Questi anni a cavallo del secolo furono anche segnati dalle polemiche fra la parte slovena e quella italiana: ogni occasione, anche la più futile, era valido motivo per scontri ideologici ai quali era legata spesso una gratuita violenza che sfociava anche in risse mortali.

Il 1900 fu l’anno della visita dell’imperatore alla città ma anche della prima messa a San Rocco di don Carlo Piciulin, ultimo sacerdote di antica origine sanroccara. Nel 1902 il borgo venne illuminato a gas sostituendo l’antiquata illuminazione a petrolio e nel 1910 si aprì finalmente la via dei Lantieri, così San Rocco poteva essere collegato alla piazza Sant’Antonio, il borgo era finalmente collegato al centro della città.

Lo studente serbo Gavrilo Prinčič, oltre a mettere fine all’esistenza terrena dell’arciduca Francesco Ferdinando e a sua moglie Sophia, mandò in pezzi un mondo che già presentava gravi segni di decadenza. Molti giovani “sanroccari” vennero mandati a combattere su fronti lontani, la chiesa parrocchiale subì, come grande parte delle abitazioni cittadine, danni ingenti.

Il soffitto crollò totalmente e gli affreschi raffiguranti la vita di San Rocco andarono definitivamente perduti, la cantoria e l’archivio della corale furono distrutti e la quasi totalità degli antichi spartiti bruciati; anche l’archivio parrocchiale fu distrutto si salvarono solo i libri canonici delle nascite e dei morti.

Il 17 agosto del 1916 venne levato dalla chiesa il Santissimo e da quel momento i neonati del borgo ricevettero il battesimo nella cappella dell’Immacolata mentre i matrimoni si celebravano nella chiesa dei frati Cappuccini. Molti sanroccari (bambini e adulti) morirono vittime di granate sparate dai due eserciti, problema che persisterà anche dopo la fine della guerra a causa delle bombe inesplose.

Don Carlo de Baubela venne internato in Toscana da dove farà ritorno al termine del conflitto. Appena rientrato, si occupò della ricostruzione della chiesa di San Rocco e del restauro delle opere d’arte andate danneggiate durante il conflitto. Nel 1926 gli vennero tributati grandi festeggiamenti per il 50° anniversario di sacerdozio. Si spense il 27 dicembre 1927.

Nella foto: monsignor Carlo Baubela al centro della foto, in basso

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