La carica dei 400 alla ricerca del corso di laurea: «Gorizia non è ambiente dispersivo»

La carica dei 400 alla ricerca del corso di laurea: «Gorizia non è ambiente dispersivo»

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La carica dei 400 alla ricerca del corso di laurea: «Gorizia non è ambiente dispersivo»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 15 Gen 2026
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Oltre 800 sono gli studenti iscritti ai cinque corsi di laurea proposti da Units nel polo di via Alviano. Stamattina la presentazione per il prossimo anno accademico.

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Sono oltre 800 gli studenti che, iscritti all’Università degli studi di Trieste, gravitano attorno al polo universitario di via Alviano: questa mattina, attratti dai vari corsi di laurea proposti, in 431 hanno partecipato alla giornata formativa e di orientamento lanciata dall’Ateneo per guardare ai nuovi iscritti. Nel polo goriziano gestito da Trieste, vi sono attualmente le proposte della laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e delle lauree triennali in Scienze internazionali e diplomatiche, Assistenza sanitaria e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Durante la mattinata gli studenti hanno potuto assistere alle presentazioni dei corsi, visitare i laboratori e confrontarsi con i docenti e lo staff dell’orientamento, ricevendo informazioni su tasse universitarie, agevolazioni e borse di studio.

Non solo da Gorizia e dal territorio regionale, questa mattina ad affollare l’Aula Magna sono stati anche giovani provenienti da tutta Italia e qualcuno, come conferma il professor Diego Abenante, coordinatore dei corsi di studio in Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università di Trieste, dal Brasile. «Possiamo dire che il Sid è una specialità di Gorizia», racconta Abenante.

I corsi sono ospitati nell’ex seminario minore di via Alviano, una struttura imponente a cinque piani «della quale stiamo completando il rifacimento del quarto piano», prosegue il docente che fa sapere, senza sbilanciarsi sulle tempistiche, che l’Ateneo intende cercare di migliorare lo sfruttamento degli spazi relativi alla mensa e alla ristorazione per consentire agli studenti di avere, nel breve futuro, «un servizio mensa ma anche un luogo dove potersi scaldare il cibo da casa in libertà».

Un’università che guarda anche al lavoro transfrontaliero «con una collaborazione con i colleghi del polo universitario di Nova Gorica. Un po’ anche grazie a Go! 2025 ma anche con l’ausilio del Gect siamo riusciti a creare una cerniera anche con i colleghi sloveni. D’altronde, noi ci troviamo fisicamente come luogo di incontro tra il centro storico di Gorizia e Nova Gorica». Nello specifico, il lavoro riguarda attività di ricerca su esigenze degli studenti e su come i giovani sfruttano i servizi offerti dalle due città come la ristorazione o i mezzi pubblici».

Gorizia è, in ogni caso, una città che viene vissuta per anni, solitamente cinque, dagli studenti che frequentano i corsi di Architettura o di Scienze internazionali e diplomatiche: «La grande critica che sorge è quella che vede i giovani lamentarsi della vita notturna un po’ assente della città, ma d’altra parte ciò è un lato positivo per chi vuole un ambiente non dispersivo e che aiuti il rendimento scolastico», prosegue Abenante: «Gorizia è a poche decine di minuti da altre grandi città come Trieste».

Per quanto riguarda, invece, gli spazi verdi attorno alla struttura principale «stiamo valutando di poterli sistemare e mettere a disposizione degli studenti, come il vecchio campo da calcio usato dai seminaristi quando la struttura era ancora seminario. Potrebbe – sogna un po’ il docente – anche essere un momento di stimolo per i nostri studenti di architettura. D’altronde, le nostre strutture come l’Aula magna o il Conference Center sono molto richieste dal mondo culturale e sociale della città e del territorio e questo è un fattore positivo».

E sulla questione alloggi? «Negli ultimi dieci anni la situazione è migliorata anche grazie al constante rapporto che c’è con l’assessore e vicesindaco Chiara Gatta», conclude Abenante.  

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