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La carica dei 400 alla ricerca del corso di laurea: «Gorizia non è ambiente dispersivo»
Oltre 800 sono gli studenti iscritti ai cinque corsi di laurea proposti da Units nel polo di via Alviano. Stamattina la presentazione per il prossimo anno accademico.
Sono oltre 800 gli studenti che, iscritti all'Università degli studi di Trieste, gravitano attorno al polo universitario di via Alviano:Â nella mattina del 15 gennaio, attratti dai vari corsi di laurea proposti, in 431 hanno partecipato alla giornata formativa e di orientamento lanciata dall'Ateneo per guardare ai nuovi iscritti. Nel polo goriziano gestito da Trieste, vi sono attualmente le proposte della laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e delle lauree triennali in Scienze internazionali e diplomatiche, Assistenza sanitaria e Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro. Durante la mattinata gli studenti hanno potuto assistere alle presentazioni dei corsi, visitare i laboratori e confrontarsi con i docenti e lo staff dell'orientamento, ricevendo informazioni su tasse universitarie, agevolazioni e borse di studio.
«Siamo molto soddisfatti dei numeri, della partecipazione, delle domande che sono state poste», racconta Elisabetta Madriz, Delegata alle Progettualità per l'orientamento di Units. «Complessivamente siamo soddisfatti, si sono presentati in oltre 400» e anche se non vi è, poi, un chiaro riferimento tra chi si è iscritto agli Open day e gli immatricolati, «nell'ultimo anno abbiamo visto un incremento tra il 10% e il 13% del numero di immatricolazioni.
I corsi di laurea di Gorizia, tra l'altro, che sono a numero chiuso, non possono vedere aumenti nelle immatricolazioni ma l'interesse, chiaramente, è sempre alto: «Sono corsi – prosegue Madriz – che rispondono a un'offerta particolare. Se pensiamo alla magistrale a ciclo unico in architettura notiamo che corsi simili si trovano solamente a Venezia e per Scienze Internazionali e Diplomatiche la più simile è a Padova».
La scrematura degli studenti, in ogni caso, avviene già all'inizio dei corsi con i test di ammissione. «Se i test sono severi è perché, dopo l'Università , l'immissione nel mondo del lavoro ha un alto tasso. Gorizia è una comunità di studenti piccola ma molto attiva ed è un valore aggiunto per chi frequenta quel polo avere una ricchezza di eventi scientifici e culturali come offerta extra curriculare». Per Madriz è fondamentale il valore umano: «Gli studenti legano molto tra di loro e anche all'interno delle stesse categorie professionali, qualcosa di fondamentale anche e soprattutto per il mondo del lavoro. Questo è il pregio di essere una struttura che ha un numero ridotto di studenti».
Per Units, che nell'ultimo anno ha visto oltre 5mila immatricolazioni, il percorso degli Open Days, creati per far conoscere l'Ateneo e le proposte, «è qualcosa che non si ferma al solo evento ma è una serie di azioni e di programmazione che ci consente di farci conoscere al meglio durante tutto l'anno», conclude Madriz.
Non solo da Gorizia e dal territorio regionale, ad affollare l'Aula Magna durante l'intera mattina sono stati anche giovani provenienti da tutta Italia e qualcuno, come conferma il professor Diego Abenante, coordinatore dei corsi di studio in Scienze Internazionali e Diplomatiche dell'Università di Trieste, dal Brasile. «Possiamo dire che il Sid è una specialità di Gorizia», racconta Abenante.
I corsi sono ospitati nell'ex seminario minore di via Alviano, una struttura imponente a cinque piani «della quale stiamo completando il rifacimento del quarto piano», prosegue il docente che fa sapere, senza sbilanciarsi sulle tempistiche, che l'Ateneo intende cercare di migliorare lo sfruttamento degli spazi relativi alla mensa e alla ristorazione per consentire agli studenti di avere, nel breve futuro, «un servizio mensa ma anche un luogo dove potersi scaldare il cibo da casa in libertà ».
Un'università che guarda anche al lavoro transfrontaliero «con una collaborazione con i colleghi del polo universitario di Nova Gorica. Un po' anche grazie a Go! 2025 ma anche con l'ausilio del Gect siamo riusciti a creare una cerniera anche con i colleghi sloveni. D'altronde, noi ci troviamo fisicamente come luogo di incontro tra il centro storico di Gorizia e Nova Gorica». Nello specifico, il lavoro riguarda attività di ricerca su esigenze degli studenti e su come i giovani sfruttano i servizi offerti dalle due città come la ristorazione o i mezzi pubblici».
Gorizia è, in ogni caso, una città che viene vissuta per anni, solitamente cinque, dagli studenti che frequentano i corsi di Architettura o di Scienze internazionali e diplomatiche: «La grande critica che sorge è quella che vede i giovani lamentarsi della vita notturna un po' assente della città , ma d'altra parte ciò è un lato positivo per chi vuole un ambiente non dispersivo e che aiuti il rendimento scolastico», prosegue Abenante: «Gorizia è a poche decine di minuti da altre grandi città come Trieste».
Per quanto riguarda, invece, gli spazi verdi attorno alla struttura principale «stiamo valutando di poterli sistemare e mettere a disposizione degli studenti, come il vecchio campo da calcio usato dai seminaristi quando la struttura era ancora seminario. Potrebbe – sogna un po' il docente – anche essere un momento di stimolo per i nostri studenti di architettura. D'altronde, le nostre strutture come l'Aula magna o il Conference Center sono molto richieste dal mondo culturale e sociale della città e del territorio e questo è un fattore positivo».
E sulla questione alloggi? «Negli ultimi dieci anni la situazione è migliorata anche grazie al constante rapporto che c'è con l'assessore e vicesindaco Chiara Gatta», conclude Abenante. Â
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