Capriva pensa alla tassa di soggiorno: 1 euro a notte per finanziare decoro urbano e commercio locale

Capriva pensa alla tassa di soggiorno: 1 euro a notte per finanziare decoro urbano e commercio locale

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Capriva pensa alla tassa di soggiorno: 1 euro a notte per finanziare decoro urbano e commercio locale

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 14 Ago 2026
Copertina per Capriva pensa alla tassa di soggiorno: 1 euro a notte per finanziare decoro urbano e commercio locale

La proposta del sindaco Sergon tornerà in Giunta dopo Ferragosto. Atteso un gettito fino a 40mila euro l’anno, da dividere tra manutenzioni ed eventi.

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Capriva del Friuli si prepara a valutare l’introduzione della tassa di soggiorno. La proposta, che il sindaco Daniele Sergon porterà nuovamente in Giunta subito dopo Ferragosto, prevede un’imposta di 1 euro a notte per persona, con un gettito stimato che potrebbe arrivare a circa 40mila euro l’anno.

L’ipotesi non è nuova. Era stata presa in considerazione già una decina di anni fa e, all’inizio del terzo mandato del sindaco Sergon, è stata riproposta dall’assessore Aiello. A rendere oggi concretamente percorribile la strada è la nuova normativa regionale promossa dall’assessore Sergio Bini, che ha superato il precedente limite che impediva ai Comuni non classificati come turistici di applicare l’imposta.

Capriva, nel frattempo, ha visto crescere in maniera significativa la propria capacità ricettiva. Il territorio ha superato i 100 posti letto e, secondo le previsioni dell’Amministrazione, arriverà a circa 150 entro la fine di agosto. Un’offerta legata soprattutto al turismo di qualità, con ville, castelli, campi da golf e il paesaggio collinare del Collio a rappresentare i principali elementi di attrazione.

Proprio la tipologia dell’offerta ricettiva è uno degli elementi sui quali l’Amministrazione fonda la propria valutazione. Secondo il Comune, l’introduzione dell’imposta non dovrebbe penalizzare le attività locali, considerando che i posti letto presenti sul territorio sono prevalentemente di fascia medio-alta e si rivolgono a una clientela già abituata a sostenere questo tipo di contributo nelle principali destinazioni turistiche.

La proposta prevede una destinazione vincolata delle risorse, suddivise in parti uguali. Il 50% del gettito sarebbe destinato all’arredo urbano e alle piccole manutenzioni, con particolare attenzione alla cura del verde pubblico e al decoro del paese.

Si tratta di capitoli che, secondo l’Amministrazione, oggi non dispongono di una copertura finanziaria sufficiente. Le nuove entrate permetterebbero quindi di programmare interventi più frequenti sulla manutenzione delle aree verdi e di realizzare nuovi elementi di arredo urbano.

L’altra metà delle risorse sarebbe invece destinata al sostegno del commercio di vicinato. Insieme all’assessore alla Cultura e al Turismo Rossella Dosso, l’Amministrazione ha ipotizzato di utilizzare queste somme per creare un budget destinato all’organizzazione di eventi turistici e culturali e, allo stesso tempo, per introdurre eventuali agevolazioni o riduzioni sulle imposte locali a favore delle attività commerciali del paese.

Nel quadro del riordino delle utenze legate all’accoglienza, Sergon ha inoltre ribadito quanto già chiarito in Consiglio comunale sulla TARI. Per i bed & breakfast a uso non esclusivo non sarà applicato un doppio bollettino, evitando sovrapposizioni tariffarie a carico dei gestori.

«Questa azione rientra appieno nella mia visione futura per Capriva», spiega Sergon, ricordando il percorso avviato negli ultimi anni. «Fra due anni lascerò il testimone, consapevole che grazie al piano particolareggiato del 2016 abbiamo sbloccato definitivamente il turismo a Spessa, oggi vero gioiellino a livello regionale e internazionale, ed eseguito una variante di piano nel 2024 per attivare una piccola area ricettiva anche a Russiz».

Il sindaco rivendica inoltre lo sblocco, nel corso degli anni, degli iter per diverse attività ricettive ed enoturistiche dell’area collinare. «L’obiettivo è permettere alle colline di Capriva di essere visitate ed apprezzate a livello internazionale, consentendo alla comunità, forte delle sue tradizioni, associazioni, scuole e attività che sono comunque rimaste forti nonostante un’era di crisi verso questi settori, di convivere con il turismo sostenibile in modo armonioso», conclude Sergon. «Con lo spirito accogliente e “giulivo”, come dice il nostro inno, che la contraddistingue».

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