il confronto
Caporalato in agricoltura, istituzioni e parti sociali a confronto in Prefettura
Al centro del tavolo provinciale il fenomeno delle imprese senza terra e la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e strumenti di certificazione per tutelare lavoro e legalità.
Si è riunito in Prefettura a Gorizia un tavolo dedicato all’analisi del fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura nel territorio isontino. L’incontro, presieduto dal prefetto Ester Fedullo, rientra nel più ampio quadro delle iniziative promosse dall’Ufficio territoriale del Governo sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e si colloca nel solco delle attività dell’Osservatorio regionale.
Al confronto hanno preso parte le Forze di polizia, i rappresentanti provinciali di Inps, Inail, Ispettorato territoriale del lavoro e Asugi, insieme alle principali organizzazioni datoriali del comparto agricolo e alle sigle sindacali di categoria. Obiettivo della riunione è stato comprendere l’incidenza e la reale dimensione del fenomeno nella provincia di Gorizia.
Dalle testimonianze delle organizzazioni sindacali e datoriali è emersa in particolare la necessità di monitorare con maggiore attenzione la presenza delle cosiddette imprese senza terra, realtà che forniscono manodopera alle aziende agricole, soprattutto vitivinicole, del territorio. Si tratta in larga parte di imprese riconducibili a cittadini stranieri che assumono connazionali per lavori stagionali di raccolta e potatura richiesti di volta in volta dagli imprenditori agricoli.
Secondo quanto evidenziato nel corso dell’incontro, dietro questo modello organizzativo possono talvolta celarsi forme di sfruttamento della manodopera, evasione o elusione contributiva e fiscale, carenze sul piano della sicurezza sul lavoro e percorsi formativi assenti o solo formali. Gli enti ispettivi presenti hanno confermato l’esistenza di criticità e ribadito il massimo impegno sul fronte dei controlli e della vigilanza sul rispetto delle normative di settore.
Sul piano repressivo, l’azione di contrasto al caporalato è portata avanti dalle Forze di polizia, con attività investigative specifiche del Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri in collaborazione con l’Ispettorato territoriale del lavoro e con il supporto della Guardia di finanza.
Su sollecitazione delle parti sociali, una parte rilevante del confronto si è concentrata sulle strategie di prevenzione. Se negli anni sono state promosse numerose iniziative di sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, più complesso appare intervenire sulle modalità di reclutamento della manodopera, distinguendo tra imprese corrette e realtà che adottano pratiche di sfruttamento.
Tra le proposte emerse figura l’attivazione della Rete del lavoro agricolo di qualità da parte dell’Inps, strumento che consentirebbe una sorta di certificazione per le aziende virtuose e una più efficace condivisione delle banche dati. Gli esiti del tavolo saranno portati anche all’attenzione del livello regionale, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise.
Nel concludere i lavori, il prefetto Fedullo ha ringraziato i partecipanti per la completezza dell’analisi e auspicato l’avvio di interlocuzioni operative tra i diversi soggetti coinvolti, finalizzate a individuare interventi concreti di prevenzione e contrasto del caporalato in un territorio a forte vocazione agricola che richiede l’impegno responsabile di tutte le componenti istituzionali e sociali.
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