Bullian e Fasola denunciano disparità nei fondi PNRR: «Il Monfalconese in secondo piano»

Bullian e Fasola denunciano disparità nei fondi PNRR: «Il Monfalconese in secondo piano»

L'INCONTRO

Bullian e Fasola denunciano disparità nei fondi PNRR: «Il Monfalconese in secondo piano»

Di Redazione • Pubblicato il 13 Mag 2026
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Il distretto del Basso Isontino penalizzato rispetto a Gorizia con meno posti letto e strutture di prossimità nonostante il maggior numero di residenti e il contributo al PIL regionale. «Equità nella programmazione sanitaria».

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«Ringrazio il Comune di Turriaco e il sindaco Nicola Pieri per aver organizzato l’incontro del 30 aprile sul valore di un Servizio sanitario pubblico universalistico, sui rischi della fase attuale e sulle prospettive per il futuro, durante il quale ho potuto dialogare con Gianpiero Fasola», ha affermato durante l'incontro Enrico Bullian, consigliere regionale indipendente del gruppo Patto-Civica FVG.

«L'incontro ha visto la partecipazione di un pubblico attento; erano presenti diversi amministratori comunali dell’Isontino e il consigliere regionale democratico Francesco Martines, già sindaco di Palmanova. Fasola ha preso le mosse da come è nato il Servizio sanitario pubblico universalistico, dai valori che rappresenta, ripercorrendo le principali tappe evolutive dal 1978 a oggi, anche in confronto con altri modelli occidentali. Sono stati proposti alcuni dati, derivanti da valutazioni esterne internazionali e nazionali, che hanno evidenziato le buone performance fino al 2020 e i rischi attuali del servizio sanitario, sia nazionale sia regionale», conclude Bullian. Nel confronto seguito alla presentazione sono emerse richieste di chiarimento sulla situazione del Distretto Basso Isontino e sulle scelte compiute dalla Regione e da ASUGI.

È emerso che, per gli interventi PNRR sugli Ospedali di Comunità nel Distretto Alto Isontino — 68mila residenti — sono stati stanziati 11 milioni di euro per due strutture, una a Gorizia e una a Cormons, mentre per il Basso Isontino — 73mila residenti — sono previsti 230mila euro, con una struttura da istituire al San Polo di Monfalcone e nessuna a Grado. Per quanto riguarda le Case della Comunità, tre saranno collocate nel Distretto Alto Isontino — ovvero a Gorizia, Cormons e Gradisca d’Isonzo — e due nel Distretto Basso Isontino, a Monfalcone e Grado, lasciando scoperta la Bisiacaria. In entrambi i casi, pur trattandosi di cure di prossimità, non si nota una relazione con il numero di abitanti né con i fabbisogni attesi.

Un altro esempio riguarda i posti letto di Terapia intensiva negli ospedali di Monfalcone e Gorizia da attivare con i fondi PNRR (DGR 1749/2025): al San Polo, quarto ospedale della regione con 44mila accessi al Pronto soccorso e 8mila ricoveri annui, sono previsti 2 posti di Terapia intensiva oltre ai 4 già esistenti; al San Giovanni, con 24mila accessi al Pronto soccorso e 5.500 ricoveri annui, ne sono previsti 8 (4 di Terapia intensiva e 4 di Subintensiva), oltre agli 8 già esistenti. Dati che imporrebbero una revisione della programmazione sanitaria, con l’obiettivo di una maggiore equità. La garanzia di scelte corrette — in rapporto ai bacini di utenza e alle funzioni delle sedi ospedaliere — ed eque verso i cittadini compete agli organismi regionali e all’Azienda sanitaria, sui quali amministratori locali e cittadini possono esplicitare le loro legittime richieste.

Interpellato sul punto, Fasola ha dichiarato: «I dati sono chiari, ma compete a sindaci e amministratori del Monfalconese esserne consapevoli e agire. Diversamente, la popolazione monfalconese resterà priva di alcuni servizi e opportunità che, in altri contesti analoghi del Friuli Venezia Giulia, sono scontati. Tutti dovrebbero rendersi conto che le risorse per pagare sanità e assistenza derivano dal PIL regionale, al quale Monfalcone dà un contributo essenziale. Perché si possa continuare a curarsi, andare a scuola, avere musei e uffici, bisogna anche che, da qualche parte, qualcuno “batta delle lamiere”. Dovremmo esserne più consapevoli noi cittadini e soprattutto coloro che ci amministrano o rappresentano», ribadisce Fasola.

«Concordo con quanto dichiarato da Fasola, dal momento che Monfalcone serve l’interesse regionale — e nazionale — con un contributo al PIL che non ha eguali: ne derivano le risorse con cui si sostengono istituzioni, stipendi pubblici e servizi. Per farlo, il Monfalconese ha pagato e sta pagando prezzi enormi: morti da amianto, inquinamento da centrale termoelettrica e forte impatto migratorio, peraltro in crescita. In questo contesto serve rafforzare i servizi pubblici nel Monfalconese ma, incredibilmente, non ci sono riscontri del fatto che si stia procedendo in questa direzione», è la chiosa finale di Bullian.

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